Utente01 ha scritto:a me interessa solo una cosa, capire se quella che sto misurando sia una tensione fittizia (quindi derivata da accoppiamento capacitivo ecc ecc) o tensione vera a propria,
Per capirsi occorre avere un linguaggio comune (e preciso) in un certo ambito.
Parlando in generale, "tensione fittizia" o "tensione vera e propria" sono prive di significato oppure vogliono dire la stessa cosa.
Vediamo.
In elettrotecnica se voglio definire una tensione con precisione devo specificare (anche) la resistenza di uscita del generatore.
Guardiamo la figura qui sotto composta da una sorgente ideale di tensione e frequenze note (R generatore = 0) una scatola nera (di contenuto ignoto) e un voltmetro ideale (resistenza di ingresso infinita).
Applichiamo una resistenza R1 di valore noto in parallelo ai morsetti di uscita della black box ed annotiamo la tensione di uscita V1 letta dal voltmetro
Applichiamo una resistenza R2 di valore noto in parallelo ai morsetti di uscita della black box ed annotiamo la tensione di uscita V2 letta dal voltmetro.
Noti R1, R2, V1, V2 possiamo calcolare il valore della generica impedenza X (resistenza Rg, capacita' Cs o altro) contenuta nella black box.

Noto il valore di X possiamo valutare qual e' la tensione V misurata da un generico voltmetro con resistenza di ingresso Ri applicando la formula del partitore di tensione in cui le due resistenze sono X e Ri.

Da quanto sospra si comprende che la tensione misurata dal voltmetro - sia derivata da un accoppiamneto capacitivo o da un cattivo isolamento (resistenza Rg) e' sempre una tensione generata da un generatore che ha una impedenza di uscita X.
Il metodo di misura qui sopra descritto NON permette di distinguere se X e' una resistenza, una capacita' o altro.
Talvolta pero' si ragiona in termini di corrente e ci si chiede:
a) con questa tensione posso accendere il dispositivo Y (lampada, LED, motore...) che va a Z volt?
La risposta e' nell'applicazione della formula del partitore citata sopra.
Intuitivamente, se X e' << della resistenza del dispositivo Y la risposta e' affermativa.
b) se tocco i morsetti (ipotesi solo teorica - lavori sotto tensione richiedo una preparazione specifica) tra cui misuro una tensione prendo la "scossa"?
La risposta e': la corrente massima che puo' erogare il circuito vale

Se Imax e' maggiore di qualche centinaio di uA probabilmente avvertiremo la "scossa".
Utente01 ha scritto: cercafase si accende su carcassa Metallica di un lampadario sprovvisto di messa a terra misurando tra la carcassa e il flessibile dello scaldabagno mo dava 30 volt ma poi ho scoperto che era fittizia per i cavi erano buoni e per di più intrecciati, quindi, quando ho questo dubbio come nell’esempio del cercafase che si accende vorrei misurare tra massa e terra 0 volt e non 30 volt
Questo punto sconfina nell'impiantistica.
IMHO
- se misuri una tensione (anche "fittizia") su un dispositivo che non e' collegato a terra probabilmente quel dispositivo e' previsto dal costruttore che venga messo a terra (perche' magari ha dei filtri capacitivi in ingresso - caso tipico elettrodomestico).
- se misuri una tensione su un dispositivo per il quale il costruttore non prescrive la messa a terra probabilmente c'e' un guasto nel dispositivo.