Cosa succede toccando il neutro?
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Ma comunque ciò non esclude che possa essere pericoloso...
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daniele1996
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daniele1996 ha scritto:Certo si può risolvere mettendo un pezzo di plastica che copre, ma sarà sufficientemente resistente da non prendere fuoco o rovinarsi con il passare del tempo?
Il dissipatore è collegato con la fase: purtroppo non è possibile isolarlo, quindi un involucro che lo racchiude può essere una soluzione, ma effettivamente quanto sarebbe sicura questa soluzione?
Chiudere la scheda in un involucro di plastica è senz'altro un'opzione (se non deve dissipare troppo calore). La maggior parte dei dispositivi in classe II sono proprio isolati in tale maniera. Pensa ai caricatori dei cellulari ecc.
Il punto è che deve essere una plastica adeguata e ignifuga.
Magari una scatola tipo questa: https://www.amazon.it/Derivazione-Akozo ... B07F9SH193
Per quanto riguarda il dissipatore: un dissipatore collegato alla fase credo sia molto pericoloso per chi dovesse fare delle riparazioni con il circuito in tensione. Esistono dei metodi per isolare i dissipatori: isolatori in mica, viti e rondelle passanti in nylon tipo questo: https://www.amazon.it/1x14x20mm-Ceramic ... B00MOCFFHU
daniele1996 ha scritto:Magari l'utente no, ma l'installatore...
Non capisco: l'installatore dovrà necessariamente manovrare la scheda in assenza di tensione... questo vale per qualunque oggetto a 230 V. Se si tolgono delle viti e si apre un'apparecchiatura, tutti gli oggetti presentano la fase all'interno. Forse non sto capendo quello che vuoi dire.
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davi82 ha scritto:Magari una scatola tipo questa: https://www.amazon.it/Derivazione-Akozo ... B07F9SH193
Sto provvedendo a far stampare una scatola delle dimensioni adatte, certo, può andar bene come modello da far stampare in un materiale più resistente del PLA come in descrizione dell'articolo su amazon in ABS... Ancora ci sono alcune cose da perfezionare, tipo non ho ancora pensato bene sulla forma del dissipatore, e le sue dimensioni (che attualmente sconosco il metodo di calcolo)...
Il problema di questa soluzione (sicuramente valida) è che anche se sono presenti le rondelle isolanti e la pasta termica (che anch'essa è isolante) si possono generare delle piccole dispersioni... considerato che il dissipatore dovrebbe necessariamente essere collegato al filo di terra per rispettare la classe di sicurezza I con il passare del tempo c'è il rischio che il differenziale salti (perché appunto quella piccola dispersione lo fa staccare) quindi il dissipatore non può essere collegato con il filo di terra ed il dispositivo anche se meno sicuro va identificato con classe di protezione IIdavi82 ha scritto:Per quanto riguarda il dissipatore: un dissipatore collegato alla fase credo sia molto pericoloso per chi dovesse fare delle riparazioni con il circuito in tensione.
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daniele1996
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daniele1996 ha scritto:guzz ha scritto:Scusa, ma perché non hai usato dei relè? non erano più semplici da pilotare?
I relè essendo componenti meccanici si danneggiano, oltre che essere pericolosi se dovesse presentarsi una fuga di gas...
Se è per quello si danneggiano anche le componenti elettroniche, soprattutto se devono passarci correnti rilevanti...
Riguardo alle fughe di gas, credo che un relè non aumenterebbe i pericoli, se lo utilizzi in una abitazione. In quasi tutte le case c'è almeno un relè passo passo e non ho mai sentito di case esplose a causa proprio del relè...
Almeno l'itagliano sallo...
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Sarò vecchio e di impronta più elettrotecnica che elettronica, ma anche secondo me è più sicuro e sicuramente più semplice un bel relè di potenza, con taglio bipolare, dimensionato per il carico. Non farei passare utilizzatori da 16A in una scheda elettronica se proprio non fosse assolutamente necessario.
Come dice
attilio il problema di toccare il neutro non deve presentarsi, nel senso che prima di operare va aperto il sezionatore bipolare, da prevedere a monte della linea.
Come dice
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Chi non vuole usare le uscite triac può benissimo scegliere di montare dei teleruttori 230V. Sinceramente i relè anche se sembrano buoni, può capitare che si danneggiano e allora da sostituire nel circuito sono un casino... I triac presentano solo tre pin che con molta facilità si sostituiscono: tagli i pin del vecchio, rimuovi i reofori, rimuovi lo stagno, metti quello nuovo saldi e monti tutto... Invece con i relè a doppio canale oltre al danno può esserci la beffa di dover sostituire tutta la scheda perché magari si danneggiano i fori del circuito...
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daniele1996
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daniele1996 ha scritto:Sinceramente i relè anche se sembrano buoni, può capitare che si danneggiano e allora da sostituire nel circuito sono un casino...
Io intendevo dei relè esterni al PCB, magari su barra DIN, sostituibili velocemente.
Nel caso di piccoli carichi e dove si voglia tenere il relè sullo stampato esistono gli zoccoli.
Comunque ho capito che un relè può rompersi (come tutto il resto) certo dipende dal suo dimensionamento e dal numero di manovre, ma da quello che vedo sui quadri industriali non sono i relè che mollano per primi, la loro sostituzione su macchine che lavorano su due o anche tre turni é rara.
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Qua si tratta di due o più manovre al giorno... Certo con i relè messi sui socket su barra DIN non sono difficili da sostituire tra l'altro ne ho anche qualcuno... Ah ecco, vista la modularità dell'impianto di domotica oltre a questa scheda ci sono dei moduli (che possono essere composti da relè o triac) che vanno collegati alla scheda principale (non quella di cui ho postato la foto), ma purtroppo ancora non ho avuto modo di disegnarli... Ad esempio c'è una caldaietta che lavora a basse tensioni e per accendersi necessita di un contatto pulito che chiude, allora si ci mette un'uscita relè ed è apposto...
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daniele1996
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nicsergio ha scritto:Nel caso di piccoli carichi e dove si voglia tenere il relè sullo stampato esistono gli zoccoli.
Quelli su barra DIN li conosco, ma zoccoli da circuito stampato non ne ho visti mai...
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daniele1996
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