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Dispiace anche a me caro clavicordo, ma ciò che scrivi mi conferma la mia affermazione... personalmente Raffaello mi fa un po' (molto) cagare (perdonate l'espressività "pierazzonesca" ) se andiamo sul figurativo (che in verità non mi entusiasma molto) preferisco di gran lunga Giotto o Michelangelo; Caravaggio è troppo tetro... qualcosa mi piace dell'impressionismo, qualcosina, molto "ina", di Dalì; Picasso (che mi pare avesse affermato di saper dipingere come Raffaello a tre anni e di averci messo una vita a saper dipingere come Picasso... ) non mi piace e preferisco l'astrattismo, quindi... P.s. Ho molto ponderato se rispondere o meno, poiché pensavo che magari avrei potuto offendere la sensibilità di qualcuno; poi ho deciso di farlo; ecco perché lo ho fatto solo ora.
"Non farei mai parte di un club che accettasse la mia iscrizione" (G. Marx)
Non preoccuparti claudiocedrone, non sono così fragile da offendermi per così poco. Anzi, per chi ha un po' di sensibilità, la tua risposta si commenta da sola.
"Ogni cosa va resa il più possibile semplice, ma non ANCORA più semplice" (A. Einstein)
Sinceramente anche il voler imporre certe opere o canoni stilistici come esempi di bellezza oggettiva mi sembra poco sensibile e abbastanza arrogante. Se vediamo quello che tu stesso scrivi e da cui tutto è partito:
clavicordo ha scritto:Chiaro che nella valutazione e nella percezione della bellezza c'è una componente soggettiva. Essa è tanto più presente quanto meno l'"oggetto" è sentito e percepito come "universale"
Percepito! Quindi in contrapposizione con il concetto di oggettività.
Quelli che si definiscono i classici sono persone che hanno avuto la fortuna tramite un mecenate di avere la possibilità di esprimersi e diventare visibili. Se quest'opportunità ce l'avessero avuta altre persone, forse avremmo canoni differenti.
Qui si tende a confondere tecnica con bellezza. La bordura di ermellino nel ritratto di Leone X e le incisioni sulla campanella accanto al libro sono realizzate in modo magistrale. Ma si tratta di tecnica.
La bellezza è quello che una persona prova vedendo l'opera, è quanto di piú soggettivo ci sia e ognuno ha il perfetto diritto di dire che non gli piace o non gli dice nulla senza essere tacciato di ignoranza o buzzurraggine.
senza essere tacciato di ignoranza o buzzurraggine
Non ho tacciato nessuno di tali qualità, me ne guardo bene! Ho semplicemente rilevato un dato di fatto e cioè che certi "oggetti" vengono vissuti e percepiti (non si possono ovviamente misurare) come belli. Ci sono per esempio paesaggi o panorami o anche animali che per la maggior parte delle persone sono "belli". Questo vale anche per oggetti definiti "opere d'arte", che vengono valorizzati, preservati, custoditi, restaurati, con notevole dispendio di denaro, pubblico o privato. Si tratta di capricci soggettivi di alcune persone arroganti che vogliono imporre a tutti i loro gusti? Non credo. Consideriamo quanto sono aumentate le visite ai musei: spesso per visitarli bisogna fare lunghe file. Si tratta solo di moda, di sottomissione ai geni del marketing? Non credo. C'è la criminalità organizzata internazionale che traffica e lucra in opere d'arte. Sono tutti maniaci e invasati quelli che comprano? Potrei continuare con molti altri esempi. Ma rilevo una contraddizione: da una parte ci si offende se pensiamo di venire "tacciati di ignoranza", dall'altra si cerca di sminuire il valore collettivo di certe produzioni, contribuendo così all'ignoranza diffusa. A me pare che l'arroganza sia piuttosto questa.
"Ogni cosa va resa il più possibile semplice, ma non ANCORA più semplice" (A. Einstein)
clavicordo ha scritto:Non ho tacciato nessuno di tali qualità
Distinguere tra un certo utente del forum e gli altri (quelli dotati di una certa sensibilità) è un modo elegante di dire la stessa cosa, creando uno scalino sul quale ci si pone (casta eletta) e sotto c'è la plebe (senza sensibilità e senza senso estetico).
Questo vale anche per oggetti definiti "opere d'arte", che vengono valorizzati, preservati, custoditi, restaurati, con notevole dispendio di denaro, pubblico o privato. Si tratta di capricci soggettivi di alcune persone arroganti che vogliono imporre a tutti i loro gusti? Non credo.
Nemmeno io. Quello che sto cercando di dire è che sono oggetto di ammirazione e sono preservati per il loro valore storico e culturale, non per la loro bellezza, che è opinabile.
Questo non esclude che molti li trovino belli, ma non è una condicio sine qua non.
boiler, clavicordo, tranquilli per favore, evitiamo fraintendimenti e relativi battibecchi... non credevo di suscitare un vespaio simile ; non mi sento minimamente offeso dalla risposta di Claudio, ci mancherebbe altro, e non era la sua sensibilità che pensavo di poter offendere abbiamo solo sensibilità e cultura diverse, come è normale che sia. Love & peace
"Non farei mai parte di un club che accettasse la mia iscrizione" (G. Marx)
Oggi, come ricorda il buon Google, è il 245° anniversario di uno dei più grandi artisti della nostra storia: Ludwig van Beethoven. Allora godiamoci un po' di musica classica.
Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.
claudiocedrone ha scritto:personalmente Raffaello ....
Un autore (pittore, musicista, architetto, scrittore, ...) può non trasmetterti emozioni. Un libro o una qualsiasi opera "parla" ad un soggetto in modo sempre diverso, perché diversa è la storia di chi sta ammirando l'opera. Può anche essere che il soggetto non sia sufficientemente preparato per capire cosa l'autore volesse trasmettere, celato in quei particolari che non tutti percepiscono; perché un'opera trasmette anche "messaggi" dell'autore oltre a scaturire emozioni diverse da parte di chi le ammira. In ogni caso siccome Raffaello non è il nipote piccolo di tuo cugino, non mi spingerei ad usare vocaboli pittoreschi, ma mi limiterei a dire "non mi piace", "non mi dice niente". Si fa più bella figura.
"Le domande non sono mai indiscrete. Le risposte lo sono a volte" Per qualche dollaro in più
Ieri sera sono stato ad un concerto e in un momento mistico ho avuto una riflessione interessante (o delirante, fate voi...).
Ero al concerto di Florence + The Machine, che se non la conoscete, secondo me vi perdete qualcosa. Questa donna parla con una voce da soprano, poi si mette a cantare e ha un'estensione vocale che va piú in basso di quello che raggiungo io (uomo) quando ho la laringite. Quello che mi piace molto (oltre alla voce in sè e alle sue canzoni... ah, e lei stessa ) è l'impressione che spesso mi dà di prendere una nota un po' in dissonanza, poi però la tiene e l'accompagnamento o il coro si sposta e il tutto si risolve, come se passassero dalla settima alla tonica (non so se il passaggio è questo, non ho l'orecchio abbastanza fine... forse passano da una quarta ad una quinta... forse altro...). Qui Florence + The Machine - Shake It Out penso che si senta quello che intendo.
Ma torniamo al mio momento filosofico. Quando non fa riprese in uno studio televisivo, Florence è scalza, spettinata e balla, si dimena e corre da una parte all'altra del palco per tutto il concerto:
Tutto questo dura due ore, non novanta minuti. La pausa tra i due tempi non c'è e non basta correre, bisogna anche azzeccare le note. A questo punto mi chiedo quale prestazione è maggiormente degna di nota. Quella di Messi o quella di un'artista del genere?