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elettro » 9 apr 2013, 13:39
Nella realtà impiantistica, è sovente imbattersi nel classico caso del rifacimento o della manutenzione straordinaria di impianti elettrici esistenti o di nuove realizzazioni, oggi meno frequenti a causa della crisi econominca.
Nei casi di ristrutturazione totale o parziale o manutenzione straoridianria è di fatto normale stravolgere l'impianto nella sua interezza e scegliere la strada dell'aggiornamento integrale dell'impianto.
Scegliere in questo ambito la strada del livello 0 non mi apre ragionevole e neppure conveniente, alla fine 2 differenziali e una barra di terra entro il centralino non comportano nulla di eccezionale, e neppure due prese in più con la TV e il telefono in tutte le stanze.
Scegliere il tipo 0 con il patto in deroga non mi pare molto razionale salvo casi particolari...la norma tecnica è prevista e consigliata ma dal punto di vista giuridico è la norma tecnica che è obbligatoria, in pratica la legge sulla "regola dell'arte".
E' una questione di interpretazione di diritto civile, che in questo momento non mi sento di approfondire poiché non ho elementi di giurispudenza in tal senso...no so se qualcuno ha sillevato in tribunale una questione del genere...e se sì, con quali conseguenza, d'altronde la V3 è in vigore dal 2012..
Semmai, in caso di vendita, è bene formulare in calce sul contratto alla presenza del notaio, i temrini dell'impianto elettrico come livello 0 al di fuori dei livelli 1/2/3...comunque elettricamente alla stegua della regola dell'arte - ma non come livello prestazionale.
Questo, serve per mettere al riparo il venditore proprietariod dell'immobile da eventuali cause per recedere dal contratto o richieste di denaro in tal senso - ovvero anche in caso di guasto seguito da incendio o principio di esso, con intervento di VVF e danni alla cose, con periti di assicurazione che devono valutare, etc etc...
Detto questo, non aggiungo altro....