Mike ha scritto:sisu70 ha scritto:Forse sì, forse no, ma la stessa aria fritta che la regola d'arte ha già assorbito nel prevedere che nel calcolo della Icc max (per il confronto col PDI) si tenga conto del guasto all'inizio della linea in uscita, anzi, nel punto di inserzione (che nel caso in questione è ancora una linea trifase). Non è stata aria fritta, al passato (probabilmente remoto).
Aria fritta bis. Il PdI dell'interruttore deve essere > Icc max prevista nel punto di installazione. La Icc massima presunta per convenzione normativa a valle di una fornitura BT 400V con dispositivo limitatore è di 10 kA per guasti trifase (e quindi bifase) e di 6kA per guasti monofase.
E' curioso che tu, ora, solo ora, abbia riscritto esattamente quello che avevo appena scritto io:
- io: "nel calcolo della Icc max (per il confronto col PDI) si tenga conto del guasto all'inizio della linea in uscita, anzi, nel punto di inserzione (che nel caso in questione è ancora una linea trifase)"
- tu: "Il PdI dell'interruttore deve essere > Icc max prevista nel punto di installazione"
In particolare ora "implichi" (vedi sotto gli *), come ho sempre "sostenuto" io, che indipendentemente dal numero di poli dell'interruttore conta la Icc max trifase (invece che quella fase-neutro nel caso dei 2P). Eravamo partiti dal tuo giudizio "aria fritta" a riguardo di questo e in particolare sulla rilevanza (ai fini del calcolo della Icc max) del guasto fase-fase a valle del 2P.
Mike ha scritto:sisu70 ha scritto:Questa invece sicuramente non è aria fritta, perché la probabilità di incidente/infortunio/danno, una volta che sono state implementate le giuste contromisure preventive, è minore (si auspica molto minore !) dalla stessa probabilità senza che siano state implementate quelle contromisure !
All'aria fritta bis hai aggiunto la supercazzola.
Io ho già argomentato quello che dovevo/potevo, tu evidentemente pure: ai posteri l'ardua (o non ardua) sentenza.
Mike ha scritto:sisu70 ha scritto:Il punto è che devo fare, appunto, NULLA, per dimostrare quello che già oggi dice la 0-21
- Icc max al PDC nelle forniture trifase = 10kA
- Icc fase-neutro al PDC nelle forniture trifase = 6kA
- null'altro di rilevante
e quello che sono convinto dica la regola d'arte
- PDI >= Icc max nel punto di inserzione, indipendentemente dal numero di poli dell'interruttore e dal tipo di fornitura o linea
- null'altro di rilevante
Però tu potresti dimostrarmi facilmente che uno dei 5 punti qui sopra è falso (soprattutto per i "null'altro di rilevante").
La norma CEI 0-21 prescrive dei valori convenzionali e standardizzati per determinare il PdI del DG. Quando hai una fornitura trifase 400V con limitatore devi installare DG 4P con PdI pari o superiore a 10kA. Quando hai una fornitura monofase 230V devi installare un DG 2P (o 1P protetto) pari o superiore a 6kA.
E fin qui hai ripetuto quello su cui tutti siamo e siamo sempre stati assolutamente d'accordo. E, ancora una volta, non hai confutato i 5 "miei" punti soprastanti.
Mike ha scritto:La protezione dal cortocircuito dei circuiti a monte (entro 3 m) e a valle del DG quadripolare sono garantiti dal DG in tutte le condizioni di guasto: trifase, bifase, fase-neutro.
Ecco, qui cominciano degli argomenti nuovi: vediamo.
1) che il DG garantisca la protezione dal cortocircuito "a monte (entro 3m)" a me pare strano; penso inoltre che sia irrilevante per questa discussione, ma per completezza: non è che invece le norme, per questioni qui sì statistiche/probabilistiche, "autorizzano" a non proteggere dal cortocircuito il tratto tra PDC e DG se questo tratto è lungo meno di 3m (e ci saranno altre condizioni) ? Però mi sto ancora grattando la testa sul "monte-valle valle-monte", quindi tutto può essere.
2) Che il DG correttamente dimensionato protegga tutto da qualunque tipo di cortocircuito (*) è vero se non metti altri MT a valle, ma il caso che stiamo trattando qui li prevede (sono necessari per il sovraccarico, no ?).
Quindi noi li dobbiamo considerare presenti, lì vicino e comunque vicini al contatore perché questo è il problema posto. Ora abbiamo almeno due MT in cascata e la mia domanda (che ho già scritto in una delle prima pagine di questa discussione, senza ottenere risposta) è: si può sapere a priori quale dei due scatta per primo in caso di cortocircuito immediatamente a valle di entrambi ?
Mike ha scritto:sisu70 ha scritto:Un'altra cosa potresti chiarire, perché per ora non l'hai fatto: il SW che hai usato ha calcolato i 5.9kA (quelli del confronto col PDI del 2P) considerando anche il guasto fase-fase o considerando solo il guasto fase-neutro ?
L'ho già scritto, ripeto, i calcoli vengono fatti in tutte le condizioni di guasto, i 5,951 kA riguardavano la corrente di cortocircuito per guasto trifase di picco limitata dal DG, pari a 5,478 per guasto bifase.
Allora iniziamo a mettere un altro (*) qui, ma non lo stai ripetendo, stai dicendo una cosa diversa da quanto dicevi prima (quando sostenevi che il guasto fase-fase non era considerato, dal SW e dalla regola d'arte, possibile o statisticamente rilevante a valle di un MT 2P).
Inoltre i 5,9=5,951kA sono quelli che dici tu qui sopra (Icc per "guasto trifase di picco limitata dal DG", "come calcolata dal SW" aggiungo io), ma io chiedevo di quegli altri 5,9=5,998kA, quelli che la tabella che hai allegato chiama "Ikm max" e che sono, penso, quelli più rilevanti in quanto vengono confrontati esplicitamente coi 6kA del PDI del MT 2P.
Poi ci penserà l'OP a ripetere per la terza o quarta volta che lui dei calcoli non se ne fa nulla, ammesso che abbia la facoltà di farli, nello specifico della sua coppia di MT in cascata.