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Tensione di contatto limite

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

Moderatori: Foto Utentesebago, Foto UtenteMASSIMO-G, Foto Utentelillo, Foto UtenteMike

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[21] Re: Tensione di contatto limite

Messaggioda Foto UtenteMike » 23 apr 2018, 11:05

Mi spiegate qual è il problema che vi assilla che non l'ho capito?
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[22] Re: Tensione di contatto limite

Messaggioda Foto UtenteMASSIMO-G » 23 apr 2018, 14:38

Scusa in questo momento sto lavorando e non riesco a scrivere articolando troppo , la mia perplessità riguardava il fatto dei 50V e il TN-S in quanto si considerava in pratica solo il guasto franco , in tale occasione si stabilivano i famosi 92V che sulla curva di sicurezza corrispondevano ai famosi 0.4 secondi. Mi sembra difficile che possano mai stabilirsi i 50V , comunque appena ho un attimo posso guardarmi Fondamenti di sicurezza elettrica che ho a casa (edizione 2014)
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[23] Re: Tensione di contatto limite

Messaggioda Foto UtenteMike » 23 apr 2018, 14:44

Ah! Ok, i 92V della curva di sicurezza nel sistema TN-S, dovrei rileggermi anch'io la bibbia del Carrescia :mrgreen:
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[24] Re: Tensione di contatto limite

Messaggioda Foto Utentelillo » 23 apr 2018, 17:21

Foto Utentesebago ha scritto:E mi chiedo: davvero non ha nessun senso distinguere il TT dal TN?

perché non ha senso distinguerli?
a dir la verità non vi seguo più neanche io.
quello di rispettare la curva di sicurezza in condizione ordinarie UL=50 V (o UL=25 V) è un obiettivo comune a un qualsiasi sistema di distribuzione di bassa tensione.

la curva di sicurezza prescinde dal sistema di distribuzione, e ha caratteristica nota a tutti.
se prendiamo ad esempio quella in condizione ordinarie, essa è asintotica a 50 V, per poi individuare, man mano che la tensione cresce, un valore di tempo entro il quale noi dobbiamo aprire il circuito.

se sono in TN, le condizione più sfavorevoli che posso trovare sono state indicate da Foto UtenteMASSIMO-G.
se utilizzo differenziali, stiamo sparando una mosca con un cannone, e amen (prendo come tempo d'intervento quello corrispondente a 5Idn).
se mi affido a dispositivi a sovracorrente, devo essere più cauto e assicurarmi che questi aprano nei tempi opportuni.
da cui il calcolo dell'impedenza, la stima della corrente di corto, e l'adeguata taratura del dispositivo.

in TT non ho nulla di tutto questo.
lo stesso normatore assume come massimo valore di guasto a massa quello di 500 A.
non posso utilizzare dispositivi a sovracorrente, non rispetterei mai i tempi della curva di sicurezza.
l'unico modo che ho per rispettarla è utilizzare il differenziale, il quale al tempo d'intervento corrispondente a Idn mi permette di soddisfare la curva senza nessun problema.

in IT evito, o per lo meno ci provo, che la tensione superi i 50 V. infatti non sono costretto neanche ad aprire il circuito al primo guasto.

lo stesso dicasi per i sistemi a bassissima tensione.

rispettare la curva di sicurezza è un principio comune, il come dipende dal modo in cui vogliamo rispettarla: preferiamo contenere questa tensione sotto i 50 V (o 25 V), oppure aprire il circuito nei tempi opportuni?
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[25] Re: Tensione di contatto limite

Messaggioda Foto Utentesebago » 25 apr 2018, 9:31

Poiché non ho la (le) versione (i) aggiornate della Norma, può darsi che mi sia sfuggito qualcosa.
Io avevo sempre capito che, per la protezione contro i contatti indiretti da realizzarsi in un Sistema TN per guasti sul lato BT valesse la regola:
Z_{s}\cdot I_{a}\leq U_{0}
citata da CEI 64-8 art. 413.1.3.3 (ed. 2007)
Non riesco a capire cosa ci appiccichino i 50 V e, tantomeno, come entrano in gioco nei calcoli di verifica di un progettista o di un collaudatore. Ma è probabile che la (le) norma(e) sia (siano) cambiata.
In tal caso mi piacerebbe sapere quali siano le "nuove regole".
Tutto qui.
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[26] Re: Tensione di contatto limite

Messaggioda Foto UtenteMike » 25 apr 2018, 11:28

sebago ha scritto:Non riesco a capire cosa ci appiccichino i 50 V e, tantomeno, come entrano in gioco nei calcoli di verifica di un progettista o di un collaudatore. Ma è probabile che la (le) norma(e) sia (siano) cambiata.
In tal caso mi piacerebbe sapere quali siano le "nuove regole".

:ok: Ah, ecco, adesso ho capito, infatti me lo domando pure io cosa centri la tensione di contatto.
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[27] Re: Tensione di contatto limite

Messaggioda Foto Utentelillo » 26 apr 2018, 9:43

ribadisco il concetto di convenzionale.
se qualcuno ha per le mani l'edizione 2012 della 64-8 rilegga la parte sui contatti indiretti.
se qualcuno ha Fondamenti di Sicurezza rilegga la parte relativa la protezione dai contatti diretti in TN.
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[28] Re: Tensione di contatto limite

Messaggioda Foto Utentesebago » 26 apr 2018, 10:14

lillo ha scritto:...se qualcuno ha per le mani...

Allora mi tiro fuori: non possiedo né l'una né l'altra.
Vabbè.
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[29] Re: Tensione di contatto limite

Messaggioda Foto Utentelillo » 26 apr 2018, 10:15

sebago ha scritto:citata da CEI 64-8 art. 413.1.3.3 (ed. 2007)

anche nell'edizione 2012.
ma leggiamo attentamente, qualche articolo prima.
riporto degli stralci sperando di essere più chiaro:
413.1.1.jpg

in Generalità leggo:
Negli articoli da 413.1.3 (è quello relativo il TN) a 413.1.5 sono descritti i metodi che permettono di soddisfare convenzionalmente le prescrizioni dell'articolo 413.1.1.1.
convenzionale.
sebago ha scritto:Non riesco a capire cosa ci appiccichino i 50 V e, tantomeno, come entrano in gioco nei calcoli di verifica di un progettista o di un collaudatore.

ho mai detto che entrano in gioco nei calcoli?
io sto solo parlando di convenzioni normative.
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[30] Re: Tensione di contatto limite

Messaggioda Foto Utentesebago » 26 apr 2018, 11:36

lillo ha scritto:ho mai detto che entrano in gioco nei calcoli?
io sto solo parlando di convenzioni normative.

Foto Utentelillo, perdonami ma non riesco a seguirti.
Questo thread ha avuto origine non da una riflessione filosofica su quanto siano belle e buone le tensioni limite di contatto ma da una perplessità su quanto scritto in un verbale da un tecnico verificatore ex DPR 462.
Ora, premesso che con questi tecnici non ho mai avuto a che fare, mi chiedo:
a) se è un verbale di verifica, cosa ha misurato (o calcolato) il verificatore? o ha semplicemente fatto un'affermazione generica di buoni propositi?
b) nel caso abbia effettivamente misurato qualcosa, a quale relazione fra grandezze elettriche ha fatto riferimento per affermare che l'impianto è o non è adeguato per la protezione contro i contatti indiretti? e, aldilà dell'affermazione di principio, come entrano metrologicamente in gioco i 50 V (differenziali o meno, che c'entrano assai poco visto che siamo in TN)?

Non so come funzioni il tutto, ma sei io fossi stato l'utente, mi sarei aspettato che il verificatore procedesse a:
1) misurare la resistenza dell'impianto di terra di cabina e verificare il rispetto di quanto prescritto dalla CEI 99-3, conosciuta la corrente di terra e il tempo di durata del guasto in MT, comunicati dal distributore;
2) misurare l'impedenza dell'anello di guasto (in più punti dell'impianto, soprattutto in quelli più sfavorevoli) e valutare le relative correnti di intervento in 0,4 s, al fine di verificare la relazione per i sistemi TN indicata dalla CEI 64-8. Se tutti i circuiti sono protetti a monte da differenziali tale verifica è peraltro pressoché inutile.

Mi riesce difficile comprendere a quale altro titolo, se non quello di un'affermazione generalistica, 'sti benedetti 50 V stiano dentro un verbale di verifica di questo genere.
Se hai esperienza di situazioni simili sarebbe interessante capire le modalità con cui questi verbali vengono redatti, se il richiamo ai 50 V è un doveroso ossequio alla premessa della norma o se sono una specie di totem che mette al riparo il sedere di chi li cita (più o meno come collegare a terra tutto ciò che è metallico).
Saluti
Sebastiano
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