Tensione e corrente: quanto diventa pericolosa?
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gioca21 ha scritto:perché la sua impedenza interna è trascurabile rispetto a Rn e Re
Non credo proprio che
Certo, la tensione di contatto non è funzione della presenza o meno del differenziale, ma non vedo dove sia l'ambiguità.
Il differenziale (in presenza e coordinato con idoneo impianto di terra) serve ad eliminare, interrompere, aprire il circuito guasto, evitando che la tensione medesima sulle masse possa raggiugere valori inaccettabili, "pericolosi".
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
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Se questa discussione servirà a chiarirmi le idee ne sarò ben felice. Meglio tardi che mai, considerata la mia età.
Se siamo d'accordo che la impedenza interna del differenziale è trascurabile rispetto alle resistenze Rn e Re, analizziamo lo schema di
trascurando le impedenze del trasformatore, le impedenze delle linee e la resistenza nel punto di guasto, la tensione di contatto a vuoto si può calcolare con la regola del partitore di tensione e vale Uo=Eo * Re/(Rn+Re).
Uo è quindi determinata da Rn e Re, non dalla presenza del differenziale.
Se passiamo dalla tensione di contatto a vuoto Uo alla tensione di contatto effettiva Ut, il circuito si complica un po' perché in parallelo a Re va inserita la serie "R persona + R terra-persona". Ut diventerà una frazione di Uo, ma sarà sempre determinata solo dalle impedenze dell'anello di guasto (oltre che, in questo caso, da "R persona + R terra-persona").
La presenza del differenziale limita il tempo di permanenza del guasto (se il differenziale non è selettivo risulterà inferiore a 40 ms) e il rischio associato al contatto indiretto risulterà drammaticamente ridotto, ma le tensioni di contatto durante l'intervallo di tempo intercorrente fra il manifestarsi del guasto e l'interruzione del circuito non vengono alterate.
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Attilio ha scritto:Il differenziale (in presenza e coordinato con idoneo impianto di terra) serve ad eliminare, interrompere, aprire il circuito guasto, evitando che la tensione medesima sulle masse possa raggiugere valori inaccettabili, "pericolosi".
Attilio, nella sostanza siamo d'accordo, ovviamente, ma se facciamo un discorso teorico resto dell'idea che il differenziale limita il tempo di permanenza della tensione di contatto, non il suo valore, come ho cercato di spiegare nel post appena inviato.
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Il differenziale non limita il valore della tensione di contatto, che può assumere, in caso di guasto franco, la tensione di fase.
Il differenziale garantisce che in caso di presenza di una corrente di guasto superiore al valore di soglia, questo interviene ed apre il circuito.
Poco importa quale sia la distribuzione delle resistenze. L'interruttore, di soglia tipica di 30 mA, interviene quando la corrente di fuga verso terra supera il valore di 15 mA con incertezza fino a 30 mA.
E' evidente che, se la resistenza verso terra ha un valore coordinato con questa corrente, un guasto con fuga ipotetica di 28 mA, valore che l'ipotetico differenziale potrebbe ancora lasciar passare e considerare buono, provoca una tensione di terra contenuta entro i noti 50 V, o meno. Ovvero non pericolosissima in caso di contatto.
Il differenziale è una sentinella sempre presente; il contatto con la parte in tensione è invece occasionale. Un guasto con corrente verso terra contenuta, se non viene interrotto, genera una tensione di terra di valore inferiore a 50 V, il differenziale potrebbe non intervenire, considerando tale corrente ancora accettabile; un contatto diretto, (quando accadrà), con la parte alla tensione di terra non è grave. Un guasto franco con forte corrente verso terra provoca l'intervento istantaneo, la tensione sulla massa supera per una frazione di secondo la soglia dei fatidici 50 V, per il tempo di interruzione del guasto, ma molto probabilmente in quel frangente nessuno sta ancora toccando la massa interessata dalla tensione di guasto.
Quello che tu stai ipotizzando è che: accada un guasto franco di una fase verso terra, l'interruttore intervenga entro un tempo contenuto, e che in quel momento il mal capitato sia anche a contatto della massa interessata dal guasto. Potrebbe pure essere probabile, ma un caso estremo, difficile da studiare, perché l'interruttore aprendosi genera un arco che assorbe molte energia. La tensione di fase non si porta tutta sulla massa guasta.
Il differenziale garantisce che in caso di presenza di una corrente di guasto superiore al valore di soglia, questo interviene ed apre il circuito.
Poco importa quale sia la distribuzione delle resistenze. L'interruttore, di soglia tipica di 30 mA, interviene quando la corrente di fuga verso terra supera il valore di 15 mA con incertezza fino a 30 mA.
E' evidente che, se la resistenza verso terra ha un valore coordinato con questa corrente, un guasto con fuga ipotetica di 28 mA, valore che l'ipotetico differenziale potrebbe ancora lasciar passare e considerare buono, provoca una tensione di terra contenuta entro i noti 50 V, o meno. Ovvero non pericolosissima in caso di contatto.
Il differenziale è una sentinella sempre presente; il contatto con la parte in tensione è invece occasionale. Un guasto con corrente verso terra contenuta, se non viene interrotto, genera una tensione di terra di valore inferiore a 50 V, il differenziale potrebbe non intervenire, considerando tale corrente ancora accettabile; un contatto diretto, (quando accadrà), con la parte alla tensione di terra non è grave. Un guasto franco con forte corrente verso terra provoca l'intervento istantaneo, la tensione sulla massa supera per una frazione di secondo la soglia dei fatidici 50 V, per il tempo di interruzione del guasto, ma molto probabilmente in quel frangente nessuno sta ancora toccando la massa interessata dalla tensione di guasto.
Quello che tu stai ipotizzando è che: accada un guasto franco di una fase verso terra, l'interruttore intervenga entro un tempo contenuto, e che in quel momento il mal capitato sia anche a contatto della massa interessata dal guasto. Potrebbe pure essere probabile, ma un caso estremo, difficile da studiare, perché l'interruttore aprendosi genera un arco che assorbe molte energia. La tensione di fase non si porta tutta sulla massa guasta.
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Candy
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e che in quel momento il mal capitato sia anche a contatto della massa interessata dal guasto
Sì, per un tempo compatibile con la curva di sicurezza in tensione (circa 200 ms a 230 V). Oserei dire impercettibile.
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Premesso che condivido quanto detto da
Candy penso si riferisse a quanto da te affermato in [33]
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MassimoB ha scritto:Premesso che condivido quanto detto daCandy penso si riferisse a quanto da te affermato in [33]
La risposta era quasi scontata, ma volevo esserne certo.
Nei miei post dicevo che la presenza del differenziale riduce drammaticamente il rischio proprio per gli stessi motivi elencati da Candy.
Comunque, se condividi quanto detto da Candy, allora condividi anche quanto ho detto io
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Rileggendo bene i vari post in effetti si
gioca21 con due punti di partenza diversi, il tuo teorico il mio pratico. 
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