fpalone ha scritto:Se invece le correnti che interessano il corpo durante il guasto sono inferiori a 30 mA, come spesso capita se la resistenza del corpo umano verso terra è più alta (scarpe, ridotta area di contatto) il differenziale potrebbe non intervenire, ma convenzionalmente si considerano i 30 mA come valore limite di corrente per tempi di esposizione indefiniti ("Usually no organic damage to be expected" secondo la IEC 60479-1).
Hai ragione: è una scelta convenzionale "tarata" sulla curva c, cioé quella che corrisponde al rischio di fibrillazione ventricolare. Come tutte le convenzioni è discutibile.
Del resto anche la tetanizzazione muscolare e la conseguente possibilità di non allontanarsi spontaneamente è pericolosa e potenzialmente letale (curva b) anche se "usually" non crea danni permanenti (chiedetelo a qualcuni che è rimasto "attaccato").
In un report che avevo citato tempo fa a proposito dei phon in bagno, si citava l'uso del differenziale da 10 mA come provvedimento per ridurre i rischi.
Nel mondo NEC nei bagni si usa il differenziale da 6 mA (che tenuto conto della diversa taratura corrisponde a uno IEC da 10 mA) e non si sognerebbero di metterlo da 20 o da 30 mA che non è considerato sufficiente a proteggere le persone.

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