Poirot ha scritto:L' utente vede come spaventoso l' uso del nucleare per quello che può dare nel presente ma soprattutto nel futuro, tanto è vero che dice di capire chi non ha figli, come se chi non avesse figli se ne dovesse fregare di quello che succederà quando non ci sarà più e infatti, alla risposta di Mike, gli chiede se non gliene importa del loro futuro.
E' questo che non accetto nelle discussioni, questo voler cader nel personale per sminuire le opinioni degli altri.
Lui può anche vedere un futuro spaventoso col nucleare, ma deve anche capire che è una sua opinione e che chi è favorevole al nucleare non lo è perché se ne frega del futuro, ma perché semplicemente non lo vede spaventoso.
Ci sono due punti di vista, chi vede nel nucleare il male e chi no. sarebbe bello che i primi capissero che chi è favorevole al nucleare non lo è perché sa che il nucleare è svantaggioso ma se ne frega.
Vede Poirot, è una cosa normale per chi è sensibile ai fatti accaduti in Giappone e quindi per chi è informato sui rischi che una catastrofe nucleare comporta, chiedersi se chi invece ritiene che questi eventi siano da non considerare, abbia a cuore o meno la salute dei suoi figli. E' del tutto lecito e io lo faccio esplicitamente, chiederle se lei sarebbe disposto a far frequentare a suo figlio una scuola elementare che distasse duecento metri o cinquecento metri o dieci chilometri da una centrale nucleare. Lo sarebbe?
Non capisco perché se la prenda tanto, qua nessuno le sta dando del criminale, non si vuole insinuare un bel niente, molto più semplicemente ci si meraviglia di fronte ad un atteggiamento incomprensibile! E fino a prova contraria siamo tutti liberi di esprimere la nostra meraviglia e lei non ha nessun diritto di vietarcelo.
Ho il sospetto che lei sia una persona particolarmente suscettibile (e la questione del “lei” ne è la riprova) ma la sua suscettibilità è un suo problema e non può pretendere da noi di doverle riservare trattamenti speciali: siamo liberi di dire tutto quello che ci va, nel modo che riteniamo più opportuno, cercando solo di rimanere nei limiti della decenza e secondo le consuetudini in uso.
Se a lei, per suoi problemi che non mi interessano, la infastidisce che le venga dato del “lei”, può senz’altro invitare l’interlocutore a farsi dare del “tu” o del “voi” o se preferisce del “loro” ma se l’interlocutore si rifiuta di farlo lei non può obbligarlo e non può pretendere nulla. Io do del “lei” ad una miriade di persone che conosco e finora nessuno si è mai offeso, il primo è lei.
E non sono d’accordo sul ridurre tutto al relativismo come fa lei, se una cosa è bianca lo deve essere per tutti. Come può pretendere che gli effetti di un disastro nucleare siano un fatto relativo… che possano dipendere dal punto di vista?
Piuttosto invece di continuare all’infinito ad accusarci di non voler rispettare il suo punto di vista, perché non prova a convincerci con delle argomentazioni? Perché non ci spiega per quale motivo secondo lei dovremmo essere tutti favorevoli al nucleare, anche se non sappiamo dove mettere le scorie che rimangono pericolosissime per migliaia di anni, anche se possono accadere catastrofi come quella in corso, anche se non conviene economicamente? ( sul piatto della bilancia ci va messo tutto: anche i costi per la dismissione che sosterranno i suoi, i miei, i nostri figli) Perché non ci spiega per quale motivo dovremmo essere tutti favorevoli a vivere con i nostri figli in prossimità di una centrale nucleare?
Accusa la popolazione di essere disinformata e quindi preferisce che a decidere sul nucleare non sia la gente. E chi dovrebbe decidere? Forse i politici? Ma lei li ha guardati in faccia i nostri politici? Lei pensa che i nostri politici siano più informati, più consapevoli, più disinteressati della gente comune? L’ha sentito il loro capo sostenere che l’energia nucleare si produce con le cellule?
Mi tolga una curiosità: lei che ritiene di essere una persona informata, da dove ha acquisito le informazioni in suo possesso? Da cosa deriva la sua presunta competenza?