Ciao, -carlo.
Idea senza brevetto
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OK, ti farò sapere cosa scoprirò in riferimento alle raccomandate di cui scrivevi in precedenza.
Ciao, -carlo.
Ciao, -carlo.
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carlomariamanenti
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Posso azzardare una richiesta/proposta?
carlomariamanenti perché non prepari un bell'articolo su come fare un brevetto? visto il successo del post credo interesserebbe molto 

C. America: Sei grosso con l'armatura; senza quella cosa sei?
Tony Stark: Un genio, miliardario playboy filantropo
Sfodera un autocompiacimento da manuale... Concordo
Se i miei calcoli non sono errati, e non lo sono mai, 3 Giga Joule al secondo
Tony Stark: Un genio, miliardario playboy filantropo
Sfodera un autocompiacimento da manuale... Concordo
Se i miei calcoli non sono errati, e non lo sono mai, 3 Giga Joule al secondo
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Sul discorso Brevetti io sarei un po' concreto: ma sei proprio sicuro ne valga la pena ?
La mia esperienza porta ad affermare che si spendono un mucchio di soldi per rischiare concretamente di non averne nessun vantaggio.
Si, certo, depositare un brevetto in Italia, costa poche decine di Euro; se ci si scrive da soli il testo. Ma per questo occorre conoscere le regole formali previste in un brevetto.
Insomma, se non si ha una esperienza più che ottima, meglio rivolgersi ad un mandatario.
Se la descrizione è semplice, le rivendicazioni sono poche e bastano un paio di disegni allora basta aggiungere 2-3000 Euro.
Da qualche anno, anche i brevetti italiani vengono sottoposti ad esame (dall'ufficio brevetti europeo) e quindi è necessario tradurlo in una delle 3 lingue ufficiali: Inglese, Francese o Tedesco (in realtà basterebbe solo titolo e rivendicazioni, ma ci fai la figura del pollo); quindi, se non si conosce alla perfezione una di queste lingue occorre rivolgersi ad un traduttore esperto. Meglio che sia esperto perché se la traduzione è pessima rischiate la nullità del brevetto o comunque valanghe di chiarimenti. Spariamo altri 2000 Euro.
Quindi alla modica cifra di 5000€ più la quota di concessione annuale, avete un bel documento che descrive il vostro brevetto; con una analisi (molto a spanne) che sia effettivamente una novità.
Ma vogliamo fermarci all'Italia ? Con il mondo globalizzato, oggi, limitare produzione e vendita all'Italia sarebbe un non senso. Allora depositiamo il brevetto all'EPO per l'esame europeo ed estendiamolo ad almeno i maggiori paesi europei: PT, ES, FR, GB, DE solo per prendere quelli più popolati.
Allora servono traduzioni per ogni lingua ed il pagamento della quota annuale di concessione.
Dimenticavo che l'EPO riesamina il brevetto, e se è una vera novità assoluta, la concessione va via liscia, altrimenti vi ritrovate con una serie di X e Y cioè documenti (tipicamente altri brevetti) che l'esaminatore ritiene pertinenti. Nascerà quindi una discussione a botte e risposte in cui voi direte che quell'altro documento non centra e che la vostra idea è diversa (e via altre migliaia di Euro). Se riuscite a convincere l'esaminatore (solitamente è facile) avrete il vostro agognato brevetto Europeo.
Finita ? Neanche per sogno, il vostro brevetto viene "pubblicato" cioè è completamente visibile a tutti. E chi può essere veramente interessato ad un brevetto ? Ovviamente il concorrente, cioè colui che opera nello stesso settore (parliamo di lampade a led ? Mai sentita Philips o Osram ?).
Accade che questi mostri (che dispondono di specifici "uffici Brevetti" con decine e decine di esperti) analizzeranno il brevetto e, in primis, cercheranno in tutti i modi di contrastarlo puntando alla nullità del brevetto.
Qui devo fare una piccola precisazione: per fare un brevetto non basta una Buona Idea, serve un "salto inventivo"; la definizione esatta è: "non alla portata del tecnico esperto del ramo". In pratica, di fronte a quel particolare problema (aumentare l'efficienza ?) il tecnico esperto, non avrebbe mai applicato quella soluzione, argomento del brevetto.
E qui ci si può giocare parecchio a dimostrare che si/no non era alla portata del tecnico.
Queste "guerre" fra depositario del brevetto e i concorrenti possono durare anni, a son di perizie, documenti di anteriorità, interpretazioni e commenti.
qui l'appoggio di esperti è inevitabile come le loro parcelle.
Insomma, a spanne un brevetto europeo che comprenda una discussione con l'esaminatore, e una litigata con un competitor, costare 50.000€ è la norma.
E adesso che il brevetto è concesso e ha superato l'opposizione, è finita ? Neanche per sogno! Avete in mano un documento che vi concede dei vantaggi ma questi non sono automatici.
Se vi accorgete (e se vi accorgete ...) che qualcuno produce o vende nel territorio dove avete esteso il brevetto, un oggetto che contiene la vostra invenzione, allora, prima potete fargli presente la situazione intimando di smettere immediatamente.... con richiesta di risarcimento.
Ma se non vi ascolta (non vorrete che molli subito l'osso) non vi rimane che il tribunale.... e via a suon di parcelle.
E se chi fa il furbo fosse in Cina ?
Insomma, se proprio non hai inventato il teletrasporto, pensaci bene !
Bye
Ser.Tom
La mia esperienza porta ad affermare che si spendono un mucchio di soldi per rischiare concretamente di non averne nessun vantaggio.
Si, certo, depositare un brevetto in Italia, costa poche decine di Euro; se ci si scrive da soli il testo. Ma per questo occorre conoscere le regole formali previste in un brevetto.
Insomma, se non si ha una esperienza più che ottima, meglio rivolgersi ad un mandatario.
Se la descrizione è semplice, le rivendicazioni sono poche e bastano un paio di disegni allora basta aggiungere 2-3000 Euro.
Da qualche anno, anche i brevetti italiani vengono sottoposti ad esame (dall'ufficio brevetti europeo) e quindi è necessario tradurlo in una delle 3 lingue ufficiali: Inglese, Francese o Tedesco (in realtà basterebbe solo titolo e rivendicazioni, ma ci fai la figura del pollo); quindi, se non si conosce alla perfezione una di queste lingue occorre rivolgersi ad un traduttore esperto. Meglio che sia esperto perché se la traduzione è pessima rischiate la nullità del brevetto o comunque valanghe di chiarimenti. Spariamo altri 2000 Euro.
Quindi alla modica cifra di 5000€ più la quota di concessione annuale, avete un bel documento che descrive il vostro brevetto; con una analisi (molto a spanne) che sia effettivamente una novità.
Ma vogliamo fermarci all'Italia ? Con il mondo globalizzato, oggi, limitare produzione e vendita all'Italia sarebbe un non senso. Allora depositiamo il brevetto all'EPO per l'esame europeo ed estendiamolo ad almeno i maggiori paesi europei: PT, ES, FR, GB, DE solo per prendere quelli più popolati.
Allora servono traduzioni per ogni lingua ed il pagamento della quota annuale di concessione.
Dimenticavo che l'EPO riesamina il brevetto, e se è una vera novità assoluta, la concessione va via liscia, altrimenti vi ritrovate con una serie di X e Y cioè documenti (tipicamente altri brevetti) che l'esaminatore ritiene pertinenti. Nascerà quindi una discussione a botte e risposte in cui voi direte che quell'altro documento non centra e che la vostra idea è diversa (e via altre migliaia di Euro). Se riuscite a convincere l'esaminatore (solitamente è facile) avrete il vostro agognato brevetto Europeo.
Finita ? Neanche per sogno, il vostro brevetto viene "pubblicato" cioè è completamente visibile a tutti. E chi può essere veramente interessato ad un brevetto ? Ovviamente il concorrente, cioè colui che opera nello stesso settore (parliamo di lampade a led ? Mai sentita Philips o Osram ?).
Accade che questi mostri (che dispondono di specifici "uffici Brevetti" con decine e decine di esperti) analizzeranno il brevetto e, in primis, cercheranno in tutti i modi di contrastarlo puntando alla nullità del brevetto.
Qui devo fare una piccola precisazione: per fare un brevetto non basta una Buona Idea, serve un "salto inventivo"; la definizione esatta è: "non alla portata del tecnico esperto del ramo". In pratica, di fronte a quel particolare problema (aumentare l'efficienza ?) il tecnico esperto, non avrebbe mai applicato quella soluzione, argomento del brevetto.
E qui ci si può giocare parecchio a dimostrare che si/no non era alla portata del tecnico.
Queste "guerre" fra depositario del brevetto e i concorrenti possono durare anni, a son di perizie, documenti di anteriorità, interpretazioni e commenti.
qui l'appoggio di esperti è inevitabile come le loro parcelle.
Insomma, a spanne un brevetto europeo che comprenda una discussione con l'esaminatore, e una litigata con un competitor, costare 50.000€ è la norma.
E adesso che il brevetto è concesso e ha superato l'opposizione, è finita ? Neanche per sogno! Avete in mano un documento che vi concede dei vantaggi ma questi non sono automatici.
Se vi accorgete (e se vi accorgete ...) che qualcuno produce o vende nel territorio dove avete esteso il brevetto, un oggetto che contiene la vostra invenzione, allora, prima potete fargli presente la situazione intimando di smettere immediatamente.... con richiesta di risarcimento.
Ma se non vi ascolta (non vorrete che molli subito l'osso) non vi rimane che il tribunale.... e via a suon di parcelle.
E se chi fa il furbo fosse in Cina ?
Insomma, se proprio non hai inventato il teletrasporto, pensaci bene !
Bye
Ser.Tom1
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Condivido quanto detto da
SerTom, anche se sarei più ottimista in termini di costi.
Comunque sia è da valutare bene se il salto tecnologico sia tale da garantire un effettivo vantaggio. Purtroppo, o per fortuna, con la globalizzazione delle informazioni basta un niente per aggirare un brevetto: è la cruda verità.
Bisogna rivedere il diritto dell'autore (sia esso inventore, artista, etc) per stare al passo coi tempi.
Per mia esperienza nell'ambito delle macchine i brevetti servono solo a farsi pubblicità, nient'altro.
Vi faccio un esempio: avete presente i controlli dello stereo al volante di ultima generazione? Se vi guardate quelli del gruppo Volkswagen (Audi, Volksvagen, etc) vedrete che hanno una levetta per regolare in su e in giù il volume, ebbene quello è brevettato nel mondo. Ciò significa che le altre industrie automobilistiche non fanno controlli al volante? No semplicemente non mettono la levetta, ma i pulsanti o la rotella o altro.
Risultato la Volkswagen può vantare un brevetto per fare quello chegli altri fanno senza, però vuoi mettere è Volkswagen hanno addirittura il brevetto!

Comunque sia è da valutare bene se il salto tecnologico sia tale da garantire un effettivo vantaggio. Purtroppo, o per fortuna, con la globalizzazione delle informazioni basta un niente per aggirare un brevetto: è la cruda verità.
Bisogna rivedere il diritto dell'autore (sia esso inventore, artista, etc) per stare al passo coi tempi.
Per mia esperienza nell'ambito delle macchine i brevetti servono solo a farsi pubblicità, nient'altro.
Vi faccio un esempio: avete presente i controlli dello stereo al volante di ultima generazione? Se vi guardate quelli del gruppo Volkswagen (Audi, Volksvagen, etc) vedrete che hanno una levetta per regolare in su e in giù il volume, ebbene quello è brevettato nel mondo. Ciò significa che le altre industrie automobilistiche non fanno controlli al volante? No semplicemente non mettono la levetta, ma i pulsanti o la rotella o altro.
Risultato la Volkswagen può vantare un brevetto per fare quello chegli altri fanno senza, però vuoi mettere è Volkswagen hanno addirittura il brevetto!

Non cercare di piegare il cucchiaio. È impossibile. Cerca invece di fare l'unica cosa saggia: giungere alla verità. Il cucchiaio non esiste. Allora ti accorgerai che non è il cucchiaio a piegarsi, ma sei tu stesso!
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Concordo al 100% con SerTom anzi, direi che la sua risposta corrisponde esattamente alle informazioni in merito da me raccolte in questi anni.
Visto che sei ben ferrato in materia, SerTom, mi sentirei di chiederti una cosa a cui non ho ancora avuto una risposta univoca.
La brevettabilità o meno dei circuiti elettrici, degli schematici.
Molti asseriscono che basta variare il valore di un componente del circuito brevettato e si è fuori dalla copertura del brevetto, come penso pure io, in base a fatti di vecchia data.
Altri che anche gli schematici elettrici sono brevettabili.
Che dici?
Visto che sei ben ferrato in materia, SerTom, mi sentirei di chiederti una cosa a cui non ho ancora avuto una risposta univoca.
La brevettabilità o meno dei circuiti elettrici, degli schematici.
Molti asseriscono che basta variare il valore di un componente del circuito brevettato e si è fuori dalla copertura del brevetto, come penso pure io, in base a fatti di vecchia data.
Altri che anche gli schematici elettrici sono brevettabili.
Che dici?
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Utdis1
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Utdis1 ha scritto:...Visto che sei ben ferrato in materia, SerTom, mi sentirei di chiederti una cosa a cui non ho ancora avuto una risposta univoca.
La brevettabilità o meno dei circuiti elettrici, degli schematici.
Molti asseriscono che basta variare il valore di un componente del circuito brevettato e si è fuori dalla copertura del brevetto...
Per primo voglio precisare che non sono un esperto ma semplicemente un progettista che cerca di tirar fuori il meglio di se. In questo contesto qualche buona idea è stata ritenuta interessante dall'azienda per la quale lavoro; quello che ho scritto è il frutto degli eventi che ne sono scaturiti.
Uno schema (elettrico, ma non solo) è brevettabile ? Basta cambiare il valore di una resistenza e tutto decade ? Questa è una delle "leggende metropolitane" che ruota attorno ai brevetti.
Inizio con l'affermare che uno schema (inteso come disegno tecnico) NON è brevettabile.
Ma uno schema non è che la rappresentazione grafica di una configurazione, quindi di un metodo, e se la realizzazione di questo metodo è una novità e ha richiesto un salto inventivo allora il metodo è brevettabile e lo schema che accompagna il brevetto diventa un ausilio alla descrizione; della serie: un disegno vale come 1000 parole (e se fatto bene) e interpretabile in modo inequivocabile.
Cerco di spiegare meglio.
Inizio col precisare che è brevettabile una soluzione, ad un problema, che prima non esisteva (è una novità) e fuori dalla capacità del tecnico esperto del ramo (c'è un salto inventivo).
Nella descrizione (il testo che accompagna il brevetto) è buona regola citare "lo stato dell'arte" cioè la situazione attuale, poi descrivere il problema che il brevetto si prefigge di risolvere ed infine qual è la soluzione proposta con i vantaggi che da questa ne deriveranno.
Nella descrizione si deve dimostrare che la soluzione sia possibile, praticabile e comprensibile all'esperto del ramo ... quindi niente Teletrasporto !
Torniamo agli schemi e faccio un esempio: se non appena furono inventati gli amplificatori elettronici (le valvole, ma per semplicità passo direttamente al transistor) qualcuno avesse brevettato un metodo che prevede di riportare, all'ingresso dell'amplificatore, parte del segnale di uscita, sfasato di 180° e per questo prevedesse l'uso di più reti RC (almeno 3)... e avesse descritto per bene come funziona, le formule che lo governano …. e per spiegare bene il concetto avesse inserito lo schema elettrico allegato ...
...allora il brevetto sarebbe stato sicuramente concesso.
Naturalmente sarebbe valido il metodo, non lo schema; tanto è che se (e il brevetto fosse stato scritto parlando di amplificatore, non di transistor) al posto del transistor fosse usato un amplificatore operazionale, il brevetto potrebbe coprire anche questa soluzione.
Se invece il brevetto fosse stato scritto male, parlando espressamente di transistor, di segnale sul Collettore, di ingresso di Base... allora lo stesso non coprirebbe una soluzione fatta con l’operazionale.
Spero di aver chiarito quindi che lo schema è in ausilio ad un brevetto; non può essere il brevetto stesso.
Idem per quanto riguarda il software; non ha senso brevettare una routine; piuttosto un metodo (algoritmo) per risolvere un problema ancora non risolto.
In conclusione comunque occhio ai costi/vantaggi. I primi sono certi... i secondi ... ?
Più che alla novità o alla Buona Idea, occorre pensare al vantaggio competitivo, ovvero quanto posso chiedere in più al mio prodotto rispetto a quello del concorrente che non può usare la mia soluzione perché l’ho brevettata.
Infine, se avete una buona idea, non volete brevettarla, ma nel contempo non volete che altri avendo la stessa idea la possano poi brevettare (è accaduto) allora pubblicatela, cioè rendetela di dominio pubblico, non sarà più brevettabile da nessuno!.
Come fare per renderla pubblica (in modo semplice ed efficace): scrivete un articolo e pubblicatelo su un Forum come Elettroyou che garantisce la data in cui l'avete pubblicato.
E buone idee a tutti ...
Bye
Ser.Tom2
voti
Sono contento che questo post abbia suscitato tanto scalpore.
Terrei a precisare che io non sto brevettando la mia idea per scopi commerciali o futuri dibattimenti in tribunale. Ma per una questione di "prestigio". Io sono ancora uno studente alla triennale di ingegneria, e l'idea di mettere in curriculum di aver depositato uno o più brevetti credo possa fare la differenza, sia con i prof che con possibili datori di lavoro.
Per i costi... be paga la Sapienza
NOTA
Caro
SerTom, ti pregherei di ripostare lo schema utilizzando Fidocad, come di costume in EY 
Terrei a precisare che io non sto brevettando la mia idea per scopi commerciali o futuri dibattimenti in tribunale. Ma per una questione di "prestigio". Io sono ancora uno studente alla triennale di ingegneria, e l'idea di mettere in curriculum di aver depositato uno o più brevetti credo possa fare la differenza, sia con i prof che con possibili datori di lavoro.
Per i costi... be paga la Sapienza
NOTA
Caro
C. America: Sei grosso con l'armatura; senza quella cosa sei?
Tony Stark: Un genio, miliardario playboy filantropo
Sfodera un autocompiacimento da manuale... Concordo
Se i miei calcoli non sono errati, e non lo sono mai, 3 Giga Joule al secondo
Tony Stark: Un genio, miliardario playboy filantropo
Sfodera un autocompiacimento da manuale... Concordo
Se i miei calcoli non sono errati, e non lo sono mai, 3 Giga Joule al secondo
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SerTom ha scritto:Infine, se avete una buona idea, non volete brevettarla, ma nel contempo non volete che altri avendo la stessa idea la possano poi brevettare (è accaduto) allora pubblicatela, cioè rendetela di dominio pubblico, non sarà più brevettabile da nessuno!.
Come fare per renderla pubblica (in modo semplice ed efficace): scrivete un articolo e pubblicatelo su un Forum come Elettroyou che garantisce la data in cui l'avete pubblicato.
Anche questa informazione già la possedevo ma mi mancava un'ulteriore conferma autorevole. Infatti, la mia idea, già l'ho pubblicata credo due anni fa, proprio su questo forum.Grazie a Te ormai , credo di poter esserire di aver completato definitavamente la raccolta di informazioni in merito all'argomanto.
Complimenti e buon lavoro.
Massimo
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Utdis1
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- Iscritto il: 16 mar 2009, 19:04
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TONYSTARK ha scritto:...Terrei a precisare che io non sto brevettando la mia idea per scopi commerciali o futuri dibattimenti in tribunale. Ma per una questione di "prestigio". Io sono ancora uno studente alla triennale di ingegneria, e l'idea di mettere in curriculum di aver depositato uno o più brevetti credo possa fare la differenza, sia con i prof che con possibili datori di lavoro.
Scusami ma non condivido affatto il tuo punto di vista, e lo giustifico solo in ragione della tua giovane età (almeno così fai intendere).
Certo avere il proprio nome alla voce “Inventore” in un brevetto potrebbe aumentare il tuo “Rating”; ma potrebbe anche diventare un grosso passo falso che rischi di portarti avanti per il resto della tua vita. Spiego.
Suppongo che ne tu ne il tuo Professore abbiate fatto una analisi delle anteriorità. Insomma, abbiate verificato se la tua invenzione è una novità oppure aria fritta!
Ti ricordo che se in qualsiasi parte del pianeta qualcuno, un giorno prima, brevetta o pubblica la propria invenzione che risolve lo stesso problema nello stesso modo che hai inventato tu, allora il tuo brevetto è nullo! E su un settore giovane come lo è l’illuminazione a Led il rischio è molto alto.
E se anche avete fatto una ricerca, i 18 mesi di segretezza dei brevetti potrebbero aver mascherato il vero risultato.
Allora supponiamo che tu depositi il brevetto ma che in sede di analisi escano una valanga di anteriorità! Cosa faresti ? Inevitabile l’abbandono del brevetto.
Inoltre (anche se paga “La Sapienza”, ma su questo scrivo dopo …); chi è che paga le annualità per mantenere in vita il brevetto ?
Conclusione: sai che figura da sprovveduto se il tuo nome appare su un brevetto bocciato e/o abbandonato per mancato pagamento delle annualità ? E questo documento rimarrà disponibile per moltissimi anni come una macchia sul tuo curriculum vitae !
Ti scrivo questo perché nel mio lavoro, ho fatto anche da consulente tecnico per l’ufficio del personale; analizzando le capacità tecniche dei possibili candidati. Ricordo ancora un giovane baldanzoso, neo laureato (con ZERO esperienza, una roba oscena, come purtroppo tanti altri) ma che citava nel suo CV un suo brevetto; che (s)fortunatamente appena scaduti i 18 mesi era perfettamente visibile.
Non solo il brevetto era scritto in modo osceno e all’analisi aveva dato una sfilza infinita di anteriorità ma era pure una boiata pazzesca. Praticamente proponeva di sostituire le pile in un dispositivo portatile (tra l’altro senza dire esattamente come…) con una cella fotovoltaica !
Quale pensi sia stato il mio parere sulla persona ?
Conclusione 1 : non credi che il tuo Rating non possa crescere anche (e forse di più) se pubblichi un bellissimo articolo sulla tua idea; e se fosse anche una novità, ti dimostri così generoso da regalarla al mondo intero ….
Adesso mi faccio MOLTO più serio perché questa non mi è piaciuta per niente:
TONYSTARK ha scritto:...
Per i costi... be paga la Sapienza
...
Paga "La Sapienza" … un CAZZO ! (mi scuso gli altri lettori); questa cosa la pagheremmo tutti noi, in particolare gli Italiani che lavorano ! La paghiamo sia direttamente dal punto di vista economico sia indirettamente in scarsa efficienza del sistema scolastico.
Ma dove vivi ? Ma non ti rendi conto di cosa sta succedendo attorno a te ? Anche causa sprechi come questo abbiamo accumulato un debito che ci costringerà a lacrime e sangue per i prossimi decenni. Anche a causa di questi atteggiamenti l’Università ed il modo accademico in generale è sempre più lontano dal mondo reale. Il modo d’oggi, in particolare il mondo del lavoro ha bisogno di gente onesta, preparata, capace, con spirito di sacrificio e tanta buona volontà … e pure un po’ di umiltà non farebbe male …
Il tempo dei “Furbi” è finito! E chi vuole continuare a farlo è giusto venga messo alla gogna !
Scusatemi lo sfogo ma proprio non posso accettare certe cose !
Conclusione 2: Se la pensi veramente così, lascia perdere e riflettici sopra per un bel po’ !
Bye
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