Per pura curiosià, come funzionano queste stazioni? Ho visto in una ara di sosta alcune colonnette, ma sono sempre, sempre vuote...
Cosa si "preleva" dalla colonnetta? In qnato tempo? A che costi?
Come funzionano le colonnine di ricarica
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[1] Come funzionano le colonnine di ricarica
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[2] Re: Corte dei Conti sulla ricarica pubblica
CarloCoriolano ha scritto:Per pura curiosità...
colonnina di ricarica per veicoli elettrici , Colonnine di ricarica ENEL: come funzionano? Quanti kW erogano? , Come ricaricare sulle colonnine Enel? , Ricaricare l’auto elettrica: come funzionano le colonnine pubbliche , Cosa sono le colonnine di ricarica per veicoli elettrici ...
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[3] Re: Come funzionano le colonnine di ricarica
Mi permetto, allora, di citare anche il mio vecchio articolo sui sistemi di ricarica che è ancora abbastanza attuale:
http://www.electroyou.it/6367/wiki/n-a
Vedo che molti dei precedenti link sono "italiani".
Allora, vale la pena segnalare che l'Italia è l'esempio negativo di come non vanno fatte le cose. Infatti, mentre in Europa le vendite auto elettriche sono in continua crescita, in Italia non solo sono poche ma addirittura diminuiscono!
Innanzitutto in Italia, le stazioni di ricarica sono quasi tutte solo in corrente alternata, massimo 22 kW.
La ricarica pubblica ha bisogno anche e soprattutto di quelle multistandard, da 50 kW e oltre.
Queste ultime sono pochissime. Installate qua e là da qualche privato (per esempio, le 13 gestite da A2A sono state gentilmente offerte da Nissan-DBT).
Chi è del giro, sa come dai pulpiti dei convegni, alcune aziende del settore remassero contro la ricarica veloce. Non più di un anno fa, ad un convegno, il rappresentante di una nota azienda elettrica ribadiva che le ricariche veloci sono inutili! (si faccia un giro all'estero, e poi veda, gli risposi).
Mancando le strutture di ricarica veloci, distinte da quelle normali, l'uso è abbastanza pasticciato e scomodo. Per esempio, a volte, si chiede di liberare presto una struttura lenta per metterla a disposizione di altri, senza però che la ricarica sia stata completata.
Enel ha vinto la gara europea per l'installazione di 180 punti di ricarica veloce in Italia e all'estero (progetto Eva+), dopo innumerevoli annunci del passato che non hanno avuto alcun seguito. Speriamo in bene perché Enel non ha alcuna esperienza di ricarica veloce. http://www.quattroruote.it/news/eco_new ... liane.html
Un altro aspetto riguarda il roaming. Se le colonnine non sono gratuite a libero accesso, in Italia ogni circuito, ogni operatore ha la sua tessera. Anzi alcuni non ce l'hanno nemmeno (bisogna ogni volta recarsi a qualche sportello, in orario di ufficio, per poter accedere alla colonnina di ricarica). La soluzione ormai diffusa in Europa è il roaming: si usa una tessera unica o una app per accedere a tutte le stazioni connesse in rete, anche di altri operatori. In Italia è in disuso (cosa che comporta non solo di dover sottoscrivere innumerevoli tessere, ma anche di impedire agli stranieri di accedere facilmente alle colonnine italiane).
Come se non bastasse, per anni si è sostenuto che in Italia fossero necessarie norme tecniche diverse, prese diverse, in virtù di non meglio precisate necessità nazionali di sicurezza. Ancora oggi in Italia si trovano in giro prese di formato in uso solo in Italia.
Come sempre, mancano le regole. Ancora oggi non sono chiare le regole per un imprenditore che volesse entrare nel settore, senza considerare il costo della potenza e dell'energia elettrica maggiori che negli altri paesi. Manca la famosa "piattaforma unica nazionale", il database che avrebbe dovuto catalogare tutte in infrastrutture di ricarica pubblica (manca un elenco ufficiale delle colonnine, esistono solo siti privati che cercano di farlo).
E la Corte dei Conti ha appena fischiato fallo: nonostante le decine di milioni stanziati per le infrastrutture di ricarica, non è ancora stato speso nulla, con grave ritardo rispetto al resto dell'Europa, soprattutto per la ricarica veloce.
Infine, vi segnalo questo articolo con video, che racconta le esperienze di un guidatore elettrico italiano in Europa.
https://www.greenme.it/muoversi/auto/22 ... f-electrip
https://youtu.be/CqvqzXGeRbE
http://www.electroyou.it/6367/wiki/n-a
Vedo che molti dei precedenti link sono "italiani".
Allora, vale la pena segnalare che l'Italia è l'esempio negativo di come non vanno fatte le cose. Infatti, mentre in Europa le vendite auto elettriche sono in continua crescita, in Italia non solo sono poche ma addirittura diminuiscono!
Innanzitutto in Italia, le stazioni di ricarica sono quasi tutte solo in corrente alternata, massimo 22 kW.
La ricarica pubblica ha bisogno anche e soprattutto di quelle multistandard, da 50 kW e oltre.
Queste ultime sono pochissime. Installate qua e là da qualche privato (per esempio, le 13 gestite da A2A sono state gentilmente offerte da Nissan-DBT).
Chi è del giro, sa come dai pulpiti dei convegni, alcune aziende del settore remassero contro la ricarica veloce. Non più di un anno fa, ad un convegno, il rappresentante di una nota azienda elettrica ribadiva che le ricariche veloci sono inutili! (si faccia un giro all'estero, e poi veda, gli risposi).
Mancando le strutture di ricarica veloci, distinte da quelle normali, l'uso è abbastanza pasticciato e scomodo. Per esempio, a volte, si chiede di liberare presto una struttura lenta per metterla a disposizione di altri, senza però che la ricarica sia stata completata.
Enel ha vinto la gara europea per l'installazione di 180 punti di ricarica veloce in Italia e all'estero (progetto Eva+), dopo innumerevoli annunci del passato che non hanno avuto alcun seguito. Speriamo in bene perché Enel non ha alcuna esperienza di ricarica veloce. http://www.quattroruote.it/news/eco_new ... liane.html
Un altro aspetto riguarda il roaming. Se le colonnine non sono gratuite a libero accesso, in Italia ogni circuito, ogni operatore ha la sua tessera. Anzi alcuni non ce l'hanno nemmeno (bisogna ogni volta recarsi a qualche sportello, in orario di ufficio, per poter accedere alla colonnina di ricarica). La soluzione ormai diffusa in Europa è il roaming: si usa una tessera unica o una app per accedere a tutte le stazioni connesse in rete, anche di altri operatori. In Italia è in disuso (cosa che comporta non solo di dover sottoscrivere innumerevoli tessere, ma anche di impedire agli stranieri di accedere facilmente alle colonnine italiane).
Come se non bastasse, per anni si è sostenuto che in Italia fossero necessarie norme tecniche diverse, prese diverse, in virtù di non meglio precisate necessità nazionali di sicurezza. Ancora oggi in Italia si trovano in giro prese di formato in uso solo in Italia.
Come sempre, mancano le regole. Ancora oggi non sono chiare le regole per un imprenditore che volesse entrare nel settore, senza considerare il costo della potenza e dell'energia elettrica maggiori che negli altri paesi. Manca la famosa "piattaforma unica nazionale", il database che avrebbe dovuto catalogare tutte in infrastrutture di ricarica pubblica (manca un elenco ufficiale delle colonnine, esistono solo siti privati che cercano di farlo).
E la Corte dei Conti ha appena fischiato fallo: nonostante le decine di milioni stanziati per le infrastrutture di ricarica, non è ancora stato speso nulla, con grave ritardo rispetto al resto dell'Europa, soprattutto per la ricarica veloce.
Infine, vi segnalo questo articolo con video, che racconta le esperienze di un guidatore elettrico italiano in Europa.
https://www.greenme.it/muoversi/auto/22 ... f-electrip
https://youtu.be/CqvqzXGeRbE
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LucaCassioli
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[4] Re: Come funzionano le colonnine di ricarica
CarloCoriolano ha scritto:Per pura curiosià, come funzionano queste stazioni? Ho visto in una ara di sosta alcune colonnette, ma sono sempre, sempre vuote...
Cosa si "preleva" dalla colonnetta? In qnato tempo? A che costi?
Passi una tessera magnetica sulla colonnina per abilitarla,
prendi il cavo di ricarica nel bagagliaio,
lo colleghi alla colonnina e all'auto,
e ricarichi a potenze comprese tra 3 e 23 kW a seconda della colonnina e dell'auto.
Un'auto consuma circa 0,15 kWh per ogni km percorso.
Con 3 kW di potenza ricarichi un'autonomia di 20 km per ogni ora di ricarica.
Con 23 kW ricarichi 150 km per ogni ora (20 km in 8 minuti).
(basta dividere i kW di ricarica per i kWh/km di consumo dell'auto).
La capacità tipica delle batterie delle auto attuali è di 16 kWh, ma si stanno "muovendo" verso i 30, i 50 e i 100.
Caricando dalle colonnine, un kWh costa 0,40 euro (quindi 0,06 euro/km) ; da casa circa 0,20 (=0,03 euro/km).
Un'auto a benzina che fa 15 km con un litro costa 0,09 euro/km, se la benzina costa 1,4 Euro/litro.
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[5] Re: Come funzionano le colonnine di ricarica
LucaCassioli ha scritto:La capacità tipica delle batterie delle auto attuali è di 16 kWh, ma si stanno "muovendo" verso i 30, i 50 e i 100.
Direi che si sono già mosse sui 30 e presto molto di più.
16 kWh li trovi solo su auto vecchiotte o piccoline.
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LucaCassioli
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[6] Re: Come funzionano le colonnine di ricarica
6367 ha scritto:LucaCassioli ha scritto:La capacità tipica delle batterie delle auto attuali è di 16 kWh, ma si stanno "muovendo" verso i 30, i 50 e i 100.
Direi che si sono già mosse sui 30 e presto molto di più.
16 kWh li trovi solo su auto vecchiotte o piccoline.
A parte la Zoe cosa c'è già in commercio?
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LucaCassioli
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[8] Re: Come funzionano le colonnine di ricarica
6367 ha scritto:La Zoe è la n° 1 delle vendite, poi c'è la i3 >30 kWh, e presto la Ampera-E.
Per non parlare della Tesla.
Intendevo cosa c'è GIA'.
Lo so che PRESTO ci saranno 15 modelli... l'ho compilata io la lista nel forum!
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electric08
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[9] Re: Come funzionano le colonnine di ricarica
Scusate l'intrusione,
ma non riesco a capire come queste colonnine siano in grado di erogare potenze così alte, qualcuno può chiarirmi le idee?
ma non riesco a capire come queste colonnine siano in grado di erogare potenze così alte, qualcuno può chiarirmi le idee?


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