Inverter che alimenta motore asincrono
Moderatori:
dimaios,
carlomariamanenti
8 messaggi
• Pagina 1 di 1
0
voti
Ciao a tutti, studiando mi sono imbattuto in questo concetto, ovvero che se aumento la frequenza di alimentazione dell'asincrono collegato in uscita all'inverter, aumenta anche la tensione di alimentazione del motore per far si che il flusso rimanga costante, e perché questo accada deve aumentare la corrente in ingresso all'inverter (la tensione in ingresso all'inverter rimane fissa dato che ho il condensatore che la blocca). Non capisco come fa ad aumentare la corrente in ingresso all'inverter. Grazie mille.
-

nicolino87
16 5 - New entry

- Messaggi: 70
- Iscritto il: 28 dic 2014, 14:34
0
voti
Beh, da cosa hai scritto hai le idee molto confuse e, poi, la storia del condensatore è tutta da capire: quale condensatore? Cosa bloccherebbe?
L'inverte che alimentatori un motore asincrono, tramite l'artificio della modulazione PWM varia la frequenza della corrente di lavoro. Essendo un motore sostanzialmente un induttore, se si varia la frequenza, evidentemente, occorre variare anche la tensione per mantere la corrente entro valori ragionevoli. (Quella massima). Questo però entro certi limiti, ovvero, il rapporto lineare V/f, o pseudo tale, lo si realizza tra 0 Hz e la frequenza nominale. A frequenze superiori poi la tensione resta costante: uno perché il bus in c.c. non può offrire di più, due perché non si può superare la tensione nominale per ragioni d'isolamento.
Se guardi nel blog di
admin, (di cui richiamoamo l'attenzione), puoi trovare almeno uno se non di può articoli chiarificatori.
L'inverte che alimentatori un motore asincrono, tramite l'artificio della modulazione PWM varia la frequenza della corrente di lavoro. Essendo un motore sostanzialmente un induttore, se si varia la frequenza, evidentemente, occorre variare anche la tensione per mantere la corrente entro valori ragionevoli. (Quella massima). Questo però entro certi limiti, ovvero, il rapporto lineare V/f, o pseudo tale, lo si realizza tra 0 Hz e la frequenza nominale. A frequenze superiori poi la tensione resta costante: uno perché il bus in c.c. non può offrire di più, due perché non si può superare la tensione nominale per ragioni d'isolamento.
Se guardi nel blog di
-

Candy
32,5k 7 10 13 - CRU - Account cancellato su Richiesta utente
- Messaggi: 10123
- Iscritto il: 14 giu 2010, 22:54
3
voti
Ciao !
Se ho ben capito la domanda, ti chiedi qual è il meccanismo per cui, alimentando un motore asincrono a corrente costante, la corrente del dc link aumenti, se la velocità (e quindi la fondamentale delle tensioni
,
,
) aumenta.
In modo intuitivo si può ricorrere al principio di conservazione della potenza; considerando solo i valori medi di tensione
e corrente
(lato dc), la potenza è pari a:

Dal lato ac, la potenza attiva risulta

considerando solo le fondamentali di tensione e corrente.
Detto
il rendimento dell'inverter, si ha:

da cui

Si vede che la componente continua del dc link aumenta, se
aumenta, cioè se il rapporto di modulazione aumenta.
Una forma tipica di corrente del DC bus di un PWM inverter può essere questa (Mohan - Power Electronics)
Si vede che è piuttosto brutta
Se si vuole dimostrare analiticamente il tutto, non è facile.
I miei libri di elettronica di potenza (Mohan - Power Electronics e Rashid - Power electronics handbook) non parlano direttamente dell'argomento. Ho trovato invece un articolo interessante:
DC link current in PWM inverters
Lascio due figure tratte dall'articolo che secondo me sono significative:
1) Modulazione PWM (ma = 0.8)
2) Onda quasi-quadra (ma=3.24)
Si vede che nel caso 2 il valore medio della corrente è più alto che nel caso 1, perché mancano i "buchi".
Non so se ho risposto alla tua domanda e spero di non aver detto sciocchezze!!
---
PS: ho postato immagini prese da libri / articoli protetti da copyright, che però ho citato nel messaggio... spero di non aver violato nessuna regola!
Se ho ben capito la domanda, ti chiedi qual è il meccanismo per cui, alimentando un motore asincrono a corrente costante, la corrente del dc link aumenti, se la velocità (e quindi la fondamentale delle tensioni
,
,
) aumenta. In modo intuitivo si può ricorrere al principio di conservazione della potenza; considerando solo i valori medi di tensione
e corrente
(lato dc), la potenza è pari a:
Dal lato ac, la potenza attiva risulta

considerando solo le fondamentali di tensione e corrente.
Detto
il rendimento dell'inverter, si ha:
da cui

Si vede che la componente continua del dc link aumenta, se
aumenta, cioè se il rapporto di modulazione aumenta.Una forma tipica di corrente del DC bus di un PWM inverter può essere questa (Mohan - Power Electronics)
Si vede che è piuttosto brutta
Se si vuole dimostrare analiticamente il tutto, non è facile.
I miei libri di elettronica di potenza (Mohan - Power Electronics e Rashid - Power electronics handbook) non parlano direttamente dell'argomento. Ho trovato invece un articolo interessante:
DC link current in PWM inverters
Lascio due figure tratte dall'articolo che secondo me sono significative:
1) Modulazione PWM (ma = 0.8)
2) Onda quasi-quadra (ma=3.24)
Si vede che nel caso 2 il valore medio della corrente è più alto che nel caso 1, perché mancano i "buchi".
Non so se ho risposto alla tua domanda e spero di non aver detto sciocchezze!!
---
PS: ho postato immagini prese da libri / articoli protetti da copyright, che però ho citato nel messaggio... spero di non aver violato nessuna regola!
0
voti
Perfetto! Però mi chiedo:
come fa la corrente sul lato ac ad aumentare? Ok V1 aumenta e quindi determina questo aumento, ma sul lato ac chi fornisce questa corrente in più che serve?
come fa la corrente sul lato ac ad aumentare? Ok V1 aumenta e quindi determina questo aumento, ma sul lato ac chi fornisce questa corrente in più che serve?
-

nicolino87
16 5 - New entry

- Messaggi: 70
- Iscritto il: 28 dic 2014, 14:34
0
voti
Sul lato ac abbiamo supposto la corrente praticamente costante (almeno la fondamentale, direi, perché all'aumentare di ma aumenta anche il contenuto armonico delle tensioni e delle correnti di output dell'inverter), per esempio pari alla corrente nominale. E' la corrente dc che aumenta.
0
voti
Si scusami, sono mezzo addormentato io. Volevo scrivere sul lato DC. Quindi ti rifaccio la stessa domanda però correggendo ac con dc 
-

nicolino87
16 5 - New entry

- Messaggi: 70
- Iscritto il: 28 dic 2014, 14:34
1
voti
OK! Nello schema più semplice, la corrente è fornita all'inverter da un raddrizzatore; se aumenta la corrente del DC link, aumenta la corrente di output del raddrizzatore e quella assorbita dalla rete dal raddrizzatore.
Non so se ho risposto alla domanda però.
Non so se ho risposto alla domanda però.
8 messaggi
• Pagina 1 di 1
Torna a Automazione industriale ed azionamenti
Chi c’è in linea
Visitano il forum: Nessuno e 11 ospiti

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)

