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Perché mancano tecnici elettrici?

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[21] Re: Perché mancano tecnici elettrici?

Messaggioda Foto Utenteattilio » 11 ott 2025, 17:23

A volte c'è troppo distacco tra chi sta seduto a progettare e chi trasforma il progetto in opera reale. Il progettista è pur sempre un dipendente dell'azienda. E un azienda normalmente fa di tutto per abbattere i costi di ciò che deve costruire pur dovendo rispettare le normative vigenti.
Morale della favola, laddove le norme non entrano nei minimi dettagli, si vedono le minchiate piu assurde. Tendenzialmente la qualità delle opere nel loro complesso si è molto ridotta degli ultimi trent'anni, seppure a colpo d'occhio sembri tutto più innovativo e moderno.
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera


Salvatore Quasimodo
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[22] Re: Perché mancano tecnici elettrici?

Messaggioda Foto UtenteEtemenanki » 11 ott 2025, 18:07

attilio ha scritto:... laddove le norme non entrano nei minimi dettagli, si vedono le minchiate piu assurde...


Te ne dico solo una.

Dove lavoravo prima, in ditta, i progettisti NON parlavano mai con gli assemblatori o i riparatori (si sentivano troppo superiori, probabimente :-P ) ... il risultato (o comunque uno dei peggiori risultati) fu che quando aggiunsero una grossa batteria di backup all'elettronica di una serie di macchine, la misero non dove avanzava spazio subito dietro il pannello di manutenzione (lo spazio c'era, abbondante), ma in una nicchia che avanzava dietro TUTTE le schede, i cablaggi ed il pannello in acciaio di supporto (che ovviamente avevano progettato in modo che NON fosse rimuovibile senza prima smontare il resto, perche' "tanto e' solo un supporto" ), cosi "non era antiestetica" .

Risultato ? ... ogni 18/20 mesi circa, quando a causa del calore che si accumulava nella nicchia il pacco batterie rendeva l'anima (perche' neppure delle feritoie di aerazione, avevano previsto), bisognava smontare l'intero cablaggio, staccare i cavi, togliere le schede, togliere il supporto, per riuscire a sostituire il pacco batterie, invece di limitarsi ad allentare due viti se fosse stato messo davanti ... dei veri geni :roll:
"Sopravvivere" e' attualmente l'unico lusso che la maggior parte dei Cittadini italiani,
sia pure a costo di enormi sacrifici, riesce ancora a permettersi.
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[23] Re: Perché mancano tecnici elettrici?

Messaggioda Foto UtenteRicu96 » 11 ott 2025, 21:54

Lavoro da 12 anni, ora ne ho 28.
Ho studiato come perito elettrotecnico, quando avevo 16 anni, la mattina andavo a scuola ed il pomeriggio lavoravo part-time presso un'azienda che faceva automazione.
Sono un elettromeccanico che si occupa di carroponti da ormai 10 anni, e non è un lavoro che faccio a caso, lo faccio perché ho proprio un cordone ombelicale che mi avvicina sempre a questi macchinari (non chiedetemi il perché, non lo so nemmeno io).

Spero di non andare fuori tema, ma voglio raccontare un paio di cose che mi hanno sempre fatto valutare l'idea di cambiare mestiere. Sulla fine continuo ancora a fare il "tecnico", anche se molte volte avrei voluto mandare all'aria tutto, ma questa maledetta passione mi ha sempre fatto tornare al mio posto.

Ricordo di quando lavoravo part-time presso questa ditta di automazione, c'era una commessa da realizzare a circa 15km da casa mia, all'epoca non avevo la macchina e di conseguenza mi muovevo in bici verso la ditta che distava circa 10km da casa mia. Siccome il titolare dell'azienda doveva passare dal mio paese, gli chiesi il favore di passarmi a prendere e di riportarmi a casa per tutta la durata della commessa (1 mesetto circa).
La sera, mi lasciava nella corsia d'emergenza in autostrada che distava circa 500m dall'uscita dicendomi: "dai, mica vuoi farmi uscire dall'autostrada per 500m a piedi?" In pieno inverno con la nebbia tipica del nord, io come un coglione, mi mettevo il giubbotto cataringfrangente e tornavo zitto a casa.


A 20 anni, dopo un po' di esperienza maturata in quell'azienda infame nel settore di automazione, decisi di mandare il curriculum in un'azienda che realizza carroponti, viste le mie precedenti esperienze mi assumono subito a tempo indeterminato con un periodo di prova di 6 mesi. Finiti questi 6 mesi di "affiancamento" (lo metto tra virgolette perché vi lascio immaginare quale fosse l'affiancamento), decidono di spedirmi a fare un revamping di una gru da 100T in Egitto per una grossa centrale elettrica.
Ricordo che partii con 6 altre persone, 4 meccanici e 2 elettrici.
Solo io ed un'altra persona sapevamo "parlare" inglese quindi qualsiasi cosa relativa al viaggio e all'albergo ce la dovevamo smazzare io e quest'altro vent'enne perché i tecnici navigati non sapevano spiaccicare neanche mezza parola.
Arrivati in cantiere aprendo gli schemi, i tecnici navigati si accorsero che la gru era gestita interamente da PLC, e per molti elettromeccanici di provenienza dal settore dei carroponti questo è un disastro perché non riescono minimamente a capire come funzioni quella scatola. Di conseguenza si limitavano a cablare i vari cavi a schema, senza neanche accorgersi che a volte magari le catenarie di emergenza erano invertite l'una con l'altra, oppure senza neanche sapere la differenza tra un encoder TTL o HTL.
Ricordo che all'accensione della macchina il softwarista di una ditta esterna richiese esclusivamente la mia presenza, in quanto si accorse che gli altri non ne capivano molto.
Dulcis in fundo, ricordo ancora la faccia quando un tecnico della centrale ci fece questa domanda:
"Can i have the documentation of the insulation test of the electrical equipment?"
Quando lo tradussi in italiano, mi risposero: "chiama in ditta, perché non sappiamo neanche cosa sia un test d'isolamento".
Ovviamente, una volta tornati in ditta, gli altri due tecnici elettrici hanno riportato al titolare che avevano fatto tutto loro, senza nessun bisogno di aiuto da terzi. Per fortuna il buon softwarista riportò la sua versione dei fatti al titolare mettendomi in buona luce.

Esperienze come queste due potrei raccontarne altre 20 come minimo.

Tutto questo lungo preludio per dire, ai giovani piace ancora questo settore, ma molte volte non capiscono come mai ci sono persone che vengono definiti tecnici e che prendono soldoni, senza conoscere nemmeno la differenza tra un HTL e un TTL. Oltretutto non capiamo neanche il perché non ci sia un po più di umiltà in questo settore, quando parli con un tecnico qualsiasi sembra che sappia fare tutto lui, e guai a metterlo davanti alla realtà, specialmente se sei giovane!
Per non parlare della voglia che hanno le persone con conoscenza di trasmettere il proprio sapere.
Ovviamente non faccio di tutta l'erba un fascio, anche perché su questo sito ci navigo da più di 13 anni (prima con altro nickname), ed ho imparato veramente tantissime cose grazie a Voi.

Oltretutto, sarà che provengo da un piccolo paesino di provincia, ma ne conosco decine di ragazzi con la mia stessa passione (muratori, elettricisti ed idraulici) che hanno un sacco di voglia di fare, ma che gli passa poco dopo aver interloquito con vecchi del settore che dicono "eh ma si è sempre fatto così, cosa vuoi capire tu a 20anni?"
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[24] Re: Perché mancano tecnici elettrici?

Messaggioda Foto Utentestefanopc » 12 ott 2025, 13:29

La lotta generazionale c'è sempre stata (purtroppo) e come avviene in famiglia anche nel mondo del lavoro si riscontrano le stesse incomprensioni.
La cosa giusta sarebbe impostare un clima di collaborazione e inclusione invece che di antagonismo.
Anche il reparto funziona decisamente meglio se c'è il giusto clima e una buona parte della responsabilità è da imputare sicuramente ai responsabili poco lungimiranti per non dire di peggio.
Quindi direi che prima di tutto viene il rispetto e la correttezza tra colleghi e dopo il confronto sul come e sul perché.
Poi la teoria che se si sbaglia è colpa tua e se va tutto bene é merito mio è anche questa vecchia come il mondo.
Se il capo ci crede è in malafede e/o fa apposta.
A questo punto o cambi reparto o cambi azienda o visto che sai l'inglese vai altrove dove il lavoro è pagato il giusto e il "clima" è decisamente migliore.
Io sono probabilmente sempre stato fortunato a capitare con persone appassionate e nel loro piccolo orgogliose di condividere le proprie esperienze sul campo giornalmente.
I primi anni tutte le mattine si faceva una mini riunione (5 minuti) in cui si metteva al corrente tutti di cosa si era fatto il giorno prima cosa era rimasto in sospeso e si prendevano i nuovi incarichi per la giornata in base alle urgenze e agli appuntamenti.
Per certe mansioni dove la collaborazione è parte integrante del lavoro non si può fare diversamente.
Poi come sempre capita in "barca" succede che qualcuno rema contro o semplicemente fa finta di remare.
Basta isolarlo e fagli capire come esattamente gira il mondo.
Ciao
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[25] Re: Perché mancano tecnici elettrici?

Messaggioda Foto UtenteKagliostro » 12 ott 2025, 13:52

Il Divide et impera è un classico nelle politiche aziendali

Purtroppo

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