novizio ha scritto:se le due impedenze - sorgente e carico - sono dei semplici resistori metà della potenza complessiva si dissipa sul resistore di sorgente e metà su quello di carico.
Si`, e` cosi`. Hai fatto l'ipotesi che le due R siano uguali, che e` il caso di adattamento energetico.
novizio ha scritto:Da un punto di vista energetico, se non erro, questa potenza misura la velocità di trasformazione di energia elettrica in energia termica (questo lo so dal concetto fisico di potenza: p=DW/Dt). In sostanza i due resistori si scaldano.
Che e` l'unico lavoro che sanno fare le resistenze
novizio ha scritto:Ma cosa succede alle reattanze? Presumo, ma qui ti chiedo aiuto, che il condensatore si carica di energia elettrostatica e l'induttore di energia elettromagnetica. Questa energia è inizialmente sottratta al generatore, scambiata tra i due, e poi restituita. E' corretto? E' il fenomeno della risonanza alla quale ti riferisci nella frase che ho quotato?
Trattare la risonanza a parole e` sempre complicato, ci posso provare, ma non garantisco nulla. Una delle difficolta` e` che si puo` studiare il problema nel dominio del tempo, e allora si parla di sinusoidi, oppure della frequenza, e si usano le reattanze. Usando le reattanze il problema viene spiegato con poco sforzo (a parte usare i numeri complessi) ma la soluzione che si trova ha il sapore "matematico", non si vede che cosa capita. Se invece si parla di sinusoidi, la descrizione del fenomeno e` ben piu` complicata, e ci si rischia di incasinare. Pero`, ammesso di non fare troppi pasticci e` una soluzione "visiva". Anche qui c'e` della matematica, in particolare somma di sinusoidi sfasate e` il punto critico.
Ho cominciato a rispondere parlando di sinusoidi, poi ho visto che veniva troppo complicato e sono passato alle impedenze, poi mi sono di nuovo fermato perche' non so con precisione che cosa posso usare nella spiegazione.
Mi servirebbe sapere questo: se in un condensatore passa una corrente sinusoidale, sai disegnare la tensione ai suoi capi, e dire la tensione? Stessa domanda per un induttore. Sai che cosa capita sommando due sinusoidi alla stessa frequenza e sfasate fra di loro? Che forma d'onda salta fuori e di che ampiezza? Questo serve per una spiegazione restando nel dominio del tempo. Invece per parlare di reattanze, quanto ne sai di numeri complessi? Ad esempio come si calcola modulo e fase, come si fanno i conti...?
novizio ha scritto:Se invece non c'è adattamento allora vorrà dire che il condensatore, per esempio, richiederà più energia e solo una parte di questa la scambierà con l'induttore e l'altra verrà dissipata dai resistori. Ma, in questo caso, da quale dei due? perché in un caso si tratterà di potenza utile (sul carico) e nell'altro caso no. Giusto?
La risonanza e` un palleggiamento di energia fra i due elementi reattivi, ma questo modo di vedere mi sembra che qui non serva, anzi sia deleterio.
Altra osservazione, quando si parla di sinusoidi si intende che siamo a regime. Questo significa ad esempio che non si deve pensare "all'inizio capita questo" perche' non c'e` un inizio, tutti i cicli si ripetono identici.
novizio ha scritto:Quindi l'adattamento di uniformità, che sul testo che ho riporta come "semplice adattamento", serve quando il segnale non è sinusoidale.
Per lo piu` si`, ma se guardi la risposta di RenzoDF vedi che c'e` un caso, anche con segnale sinusoidale a frequenza fissa, in cui non si vuole introdurre sfasamenti e quindi una soluzione e` l'adattamento di uniformita`.
novizio ha scritto:Leggendo questa tua affermazione, inizialmente, avevo pensato che l'unico modo per non avere dipendenza dalla frequenza era che le due impedenze dovessero essere dei resistori. Poi, rivedendo meglio l'ultima espressione dei passaggi che hai proposto, ho capito che le due impedenze possono anche essere solo immaginarie (così la frequenza si semplifica).
Queste due condizioni sono entrambe OK
novizio ha scritto:Nel caso siano invece entrambe complesse devono essere tali per cui la frequenza si semplifica. E qui mi serve un po' di tempo per capire meglio come si devono combinare questi due numeri complessi (uno al numeratore e l'altro al denominatore) per ottenere ciò.
Guarda la risposta di RenzoDF che spiega bene cosa vuol dire semplificare i due numeri.
Oppure prova in questo modo. Un numero diviso per lo stesso numero fa 1 (a meno che il numero non sia 0), ma anche se sono complessi, un numero complesso diviso se stesso fa 1. Il triplo di un numero diviso per lo stesso numero fa 3, anche se il numero e` un complesso. In pratica (a+jb)/(a+jb)=1 e anche k*(a+jb)/(a+jb)=k e` solo in formule quanto ho detto prima. Per moltiplicare un complesso per un numero reale k si fa cosi` k*(a+jb)=(kA)+j(kb) e allora vedi che (kA+j kb)/(a+jb) fa k. Perche' vada via la dipendenza dalla parte immaginaria, e quindi dalla frequenza basta che parte reale e parte immaginaria di un numero siano proporzionali a quello dell'altro numero complesso.
(150-j150)/(50-j50)=3 e (10+j20)/(50+j100)=1/5
novizio ha scritto:Scrivevo, qualche riga sopra,
l'adattamento di uniformità, che sul testo che ho riporta come "semplice adattamento", serve quando il segnale non è sinusoidale
ma serve a cosa? Sempre per il trasferimento della massima potenza ma quando i segnali in gioco non sono sinusoidali? Oppure no e allora, a cosa serve l'adattamento di uniformità?
Non serve a massimizzare la potenza trasmessa, ma a non filtrare, cambiare forma, distorcere il segnale trasmesso.
Non mi pare si possano fare esempi di riflessione senza tirare in ballo le linee di trasmissione, almeno come concetto. Vedi quanto dice Bruno Valente.

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)



Questa e` la massima potenza disponibile se c'e` l'adattamento energetico, e noi ce lo abbiamo messo. Invece nel secondo caso la potenza disponibile sarebbe
.
mentre con la resistenza interna piu` bassa si avrebbe 
. Se in pratica si ottiene un 50% va gia` bene.
dove Rs e` la resistenza di sorgente e Rl quella di carico. Se Rl=Rs si ha adattamento e Gamma vale zero.
cioe` la potenza in uscita Pout vale
. Spesso al posto della lettera gamma maiuscola
si trova la rho minuscola 
quindi complessa. Nota che avendo introdotto le reattanze, sto considerando una sorgente sinusoidale.
. In questo caso la potenza disponibile diminuisce, perche' nella maglia c'e` un pezzo in piu` (
), e diventa massima quando
. Se non ci fosse la reattanza di sorgente, si avrebbe al solito Rl=Rs.
In pratica quest'ultima la si puo` pensare come "potenza disponibile" con carico solo resistivo. Se si fa il limite di quest'ultima espressione con Xs che tende a zero, si ottiene la solita formula
.
.
. Questi due elementi reattivi si cancellano (