lelerelele ha scritto:guzz ha scritto:Siamo sicuri che una centrale a carbone inquini di più di un numero X di auto a gasolio o benzina, dove X è il numero di auto che riesco a ricaricare usando l'energia prodotta dalla centrale a carbone stessa?
Io ho sempre sentito demonizzare prima di tutto il carbone. Sono ignorante in materia..... se mi dici così allora non ci metto piu becco. (Piu che altro non ci capisco piu un .... vabbè)
P.S. Ma allora perché non si vanno ad accendere tutte le centrali a carbone e se il caso ne facciamo delle altre, mettendo su tutto a "pila", e ci mettiamo il cuore in pace?
Visto che per anni ho lavorato nelle centrali di produzione scrivo il mio contributo.
Carbone. L'inquinamento da combustibile solido (carbone) è massiccio sia come risultati gassosi della combustione sia come scorie solide.
Facciamo un esempio una centrale italiana potenza di gruppi impianti 1000MW del nord bruciava 6000 tonnellate di carbone giorno. La predominante dell'inquinante era ed è la CO2, poi abbiamo l'anidride solforosa, SO2, Gli ossidi di azoto NOX e tanti altri inquinanti non trascurabili, policiclici aromatici, idrogeno solforato..... Le scorie solide ammontano a circa 300 tonnellate per quelle in pietrisco e circa 600 in polveri, i numeri sono grossolani ma non certo distanti dalla realtà.
Già si capisce che la gestione è complessa come inquinamento. Per abbattere questi inquinanti gassosi si sono installati degli impianti, per la SO2 si usa un processo che da di risulta gesso (tonnellate) per gli NOX ammoniaca diluita in acqua. Non spiego il processo sarebbe complicato. Per la captazione delle polveri (che devono aderire a delle piastre caricate positivamente) si addizionano i fumi prima del lavaggio con una trasformazione per quanto possibile iniettando SO3 con dei forni di zolfo.
Il complesso poi va manutenzionato in continuo. La convenienza era sul basso costo del carbone, carbone di buona qualità sia come PCI, che come scorie, americano, polacco e ultimo sudafricano.
Divennero non più convenienti per due fattori principali il pagamento di una tassa sulla CO2 con acquisto di certificati verdi, le norme sempre più stringenti sull'inquinamento, il costo della gestione di messa a discarica o vendita per riciclaggio dei prodotti solidi, il costo delle manutenzioni e anche il numero di personale impiegato. Teniamo conto che stiamo parlando di centrali che rispettano le norme e gli standard europei, e teniamo conto che l'Italia non ha miniere di carbone da poter utilizzare internamente perciò c'è anche il costo dell'approvvigionamento e del trasporto.
Potrei scrivere un tomo anche su una centrale nucleare, non certo semplice da costruire, la gestione delle scorie, il recupero finale dell'impianto con lo smantellamento dei radioattivi.
Bisogna riprogettare i nostri consumi, bisogna ripartire i consumi in maniera che possano essere sodisfatti da fonti rinnovabili e da picchi di carico con vettori non inquinanti o meno inquinanti vedi idrogeno, infine non bisogna andare a traino di altri ma investire in ricerca e tecnologia, prima o poi si arriverà a qualcosa di simile alla fusione (il sole in una stanza)
Però se pensiamo solo al costo del kW alla fonte e del kWh al contatore non risolveremo mai nulla in un paese che ha sempre e solo fame di soldi tassando le rinnovabili come il gas metano.

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