Il progettista quale valore efficace della corrente di cortocircuito deve considerare per scegliere l'interruttore di protezione in BT?
Quello della corrente di cortocircuito permanente del circuito di guasto?
Quello della corrente che l'interruttore deve aprire al momento in cui è chiamato ad intervenire ?
Nei circuiti importanti quest'ultimo può risultare maggiore del precedente valore.
Quale valore efficace della Icc ?
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gtedeschi ha scritto:Quello della corrente che l'interruttore deve aprire al momento in cui è chiamato ad intervenire ?
Senza dubbio questo, ma devo ammettere di non aver capito la domanda....
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Nei circuiti induttivi durante il transitorio il valore efficace della corrente di cortocircuito può risultare diverso dal valore efficace delle corrente di cortocircuito permanente. Ciò tanto più quanto più in fretta l'interruttore di protezione è chiamato ad intervenire.
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gtedeschi ha scritto:Nei circuiti induttivi durante il transitorio il valore efficace della corrente di cortocircuito può risultare diverso dal valore efficace delle corrente di cortocircuito permanente. Ciò tanto più quanto più in fretta l'interruttore di protezione è chiamato ad intervenire.
A livello internazionale questo aspetto è stato valutato e oggetto di documenti normativi e/o specifiche per i produttori di interruttori?
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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Mike.
Quel che so è che l'art. 533.3.2 di CEI 64-8 chiede che il potere di interruzione di cortocircuito del dispositivo di protezione deve essere uguale o superiore alla corrente di cortocircuito che si prevede nel punto in cui esso è installato.
Oggi che i circuiti fortemente induttivi si fanno sempre più frequenti negli impianti elettrici in BT e che le costanti di tempo relative al transitorio da considerare sono sempre più elevate, può capitare e certamente capita che le correnti di cortocircuito che l'interruttore è chiamato ad interrompere siano superiori a quelle permanenti. Teoricamente per i circuiti praticamente solo induttivi mi pare che il valore efficace della corrente di cortocircuito iniziale possa superare nel caso più sfavorevole quello efficace delle corrente di cortocircuito permanente di 1,73 volte. Quindi anche maggiorazioni del 10, 20, 30, 40 % non sarebbero certamente da trascurare nella scelta dell'interruttore di protezione.
Mi pare che sia legittimo che il professionista oggi si debba chiedere come questo aspetto debba essere considerato e che la risposta debba venire solerte dall'ambiente normativo e dai costruttori in particolare.
Quel che mi pare anche di aver capito è che negli impianti di alta tensione, per i quali il problema del transitorio delle correnti di cortocircuito è da sempre più sentito, la corrente di cortocircuito da considerare per la scelta dell'interruttore di protezione sia proprio quella da interrompere e sia di volta in volta calcolata.
A domanda precisa l'ambiente normativo e i costruttori dovrebbero rispondere con altrettanta precisione. Chiedo aiuto e resto anche in attesa di commenti !
Quel che so è che l'art. 533.3.2 di CEI 64-8 chiede che il potere di interruzione di cortocircuito del dispositivo di protezione deve essere uguale o superiore alla corrente di cortocircuito che si prevede nel punto in cui esso è installato.
Oggi che i circuiti fortemente induttivi si fanno sempre più frequenti negli impianti elettrici in BT e che le costanti di tempo relative al transitorio da considerare sono sempre più elevate, può capitare e certamente capita che le correnti di cortocircuito che l'interruttore è chiamato ad interrompere siano superiori a quelle permanenti. Teoricamente per i circuiti praticamente solo induttivi mi pare che il valore efficace della corrente di cortocircuito iniziale possa superare nel caso più sfavorevole quello efficace delle corrente di cortocircuito permanente di 1,73 volte. Quindi anche maggiorazioni del 10, 20, 30, 40 % non sarebbero certamente da trascurare nella scelta dell'interruttore di protezione.
Mi pare che sia legittimo che il professionista oggi si debba chiedere come questo aspetto debba essere considerato e che la risposta debba venire solerte dall'ambiente normativo e dai costruttori in particolare.
Quel che mi pare anche di aver capito è che negli impianti di alta tensione, per i quali il problema del transitorio delle correnti di cortocircuito è da sempre più sentito, la corrente di cortocircuito da considerare per la scelta dell'interruttore di protezione sia proprio quella da interrompere e sia di volta in volta calcolata.
A domanda precisa l'ambiente normativo e i costruttori dovrebbero rispondere con altrettanta precisione. Chiedo aiuto e resto anche in attesa di commenti !
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Non basta usare solo la corrente di cortocircuito permanente.gtedeschi ha scritto:Il progettista quale valore efficace della corrente di cortocircuito deve considerare per scegliere l'interruttore di protezione in BT?
Quello della corrente di cortocircuito permanente del circuito di guasto?
Quello della corrente che l'interruttore deve aprire al momento in cui è chiamato ad intervenire ?
Nei circuiti importanti quest'ultimo può risultare maggiore del precedente valore.
Il progettista deve verificare anche la corrente di picco e la corrente al momento dell’apertura, perché possono essere più elevate e critiche.
Negli impianti importanti (grandi trasformatori, sbarre rigide) la corrente di intervento può superare il valore permanente, quindi l’interruttore deve avere un potere di chiusura/tenuta (Icm) adeguato.
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StefanoSunda
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Quando scegliamo un interruttore non basta considerare la corrente di cortocircuito permanente (quella calcolata in regime stabile).
All’inizio del guasto la corrente può avere un picco molto più alto, perché nasce in modo asimmetrico e può essere 2–3 volte maggiore del valore permanente.
Per questo il progettista deve verificare due cose:
La corrente permanente per il potere di interruzione dell’interruttore.
La corrente di picco (Icm), per la resistenza meccanica e la capacità di sopportare le sollecitazioni iniziali.
Negli impianti “rigidi” (trasformatori grandi e cavi corti) la corrente di picco può essere molto elevata, quindi l’interruttore deve avere un Icm adeguato.
Bisognerebbe fare degli esempi, partire dall’impedenza equivalente vista dal punto del guasto, a 400 V che potrebbe essere di 0,02 ohm. Continua tu…
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StefanoSunda
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