a) al 99 è calcare
b) non userei acidi in acqua potabile. . non si sa mai.
c) di solito i gestori delle acqua forniscono gratuitamente (spesso anche on line) i dati delle acque, quindi puoi desumere la durezza (gradi francesi)
d) che io sappia (quanto meno nella mia zona) le falde si stanno abbassando, quindi vanno a pescare più in profondità e quindi l'acqua è sempre più carica di sali.
e) l'ispezione la devi fare anche solo per fare un ragionamento sui prossimi scaldabagni.
Scaldabagno elettrico rende poco - calcare?
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Una considerazione sullo scaldaacqua con pompa di calore
Io so di impianti di condizionamento cui si può collegare uno scaldaacqua apposito che in pratica raccoglie il calore che altrimenti il condizionatore disperderebbe all'esterno
Per quanto riguarda una unità scaldaacqua con incorporata pompa di calore, se esiste (non lo so) in estate potrebbe anche essere utile in quanto assorbirebbe calore dal locale in cui fosse collocato ma in inverno ?
Se funzionasse così preleverebbe si il calore dall'ambiente ma chi ce l'avrebbe messo questo calore nell'ambiente se non i radiatori ? Quindi una cosa del genere prenderebbe da una parte energia termica (che si è già pagata) e la trasferirebbe dall'altra, ma con quale risparmio economico ??
Probabilmente se lo scaldaacqua con pompa di calore funzionasse così sarebbe solo uno specchietto per le allodole
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Una precisazione, li chiamiamo scaldabagno perché una volta sopra ad un piccolo fornello a legna il serbatoio dell'acqua non era coibentato e, di fatto, l'insieme funzionava come un termosifone
Quello che avevamo a casa negli anni '50 era in rame fatto che svolgeva due funzioni, resistenza alla ruggine e dispersione ottimale del calore visto che il rame ha ottima conducibilità termica
Da quando è stata adottata la coibentazione del serbatoio acqua il termine più corretto sarebbe scaldaacqua
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Dosatori di polifosfati per evitare deposito del calcare di solito si usano negli scaldaacqua istantanei a gas (stand alone o integrati in una caldaia) per via del piccolo diametro della serpentina in cui passa l'acqua per essere scaldata, se il diametro è ridotto (in genere un 10/12mm o poco più) il calcare farebbe prestissimo a ostruire il passaggio, negli scaldaacqua ad accumulo (compresi quelli integrati in alcune caldaie) si preferisce in genere vetrificare la superfice interna dell'accumulo, la vetrificazione ostacola abbastanza efficacemente il deposito del calcare, negli scaldaacqua ad accumulo viene invece, a volte, inserito un apposito elettrodo in magnesio, in caso di correnti vaganti queste invece di consumare la parete del serbatoio corrodono l'anodo in magnesio (anodo che andrebbe verificato e sostituito dopo qualche anno dall'installazione)
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Attenzione invece a non usare addolcitori a resine in modo spinto, addolcire l'acqua abbassando eccessivamente i gradi francesi porta l'acqua a diventare corrosiva, cosa che in uno scaldaacqua ad accumulo (con tubi di "grosso" diametro in ferro) non ha molta incidenza ma può portare a perforazione i tubicini in rame degli scaldaacqua istantanei sia che siano unità a sé stanti che incorporati in caldaie a gas
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Io so di impianti di condizionamento cui si può collegare uno scaldaacqua apposito che in pratica raccoglie il calore che altrimenti il condizionatore disperderebbe all'esterno
Per quanto riguarda una unità scaldaacqua con incorporata pompa di calore, se esiste (non lo so) in estate potrebbe anche essere utile in quanto assorbirebbe calore dal locale in cui fosse collocato ma in inverno ?
Se funzionasse così preleverebbe si il calore dall'ambiente ma chi ce l'avrebbe messo questo calore nell'ambiente se non i radiatori ? Quindi una cosa del genere prenderebbe da una parte energia termica (che si è già pagata) e la trasferirebbe dall'altra, ma con quale risparmio economico ??
Probabilmente se lo scaldaacqua con pompa di calore funzionasse così sarebbe solo uno specchietto per le allodole
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Una precisazione, li chiamiamo scaldabagno perché una volta sopra ad un piccolo fornello a legna il serbatoio dell'acqua non era coibentato e, di fatto, l'insieme funzionava come un termosifone
Quello che avevamo a casa negli anni '50 era in rame fatto che svolgeva due funzioni, resistenza alla ruggine e dispersione ottimale del calore visto che il rame ha ottima conducibilità termica
Da quando è stata adottata la coibentazione del serbatoio acqua il termine più corretto sarebbe scaldaacqua
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Dosatori di polifosfati per evitare deposito del calcare di solito si usano negli scaldaacqua istantanei a gas (stand alone o integrati in una caldaia) per via del piccolo diametro della serpentina in cui passa l'acqua per essere scaldata, se il diametro è ridotto (in genere un 10/12mm o poco più) il calcare farebbe prestissimo a ostruire il passaggio, negli scaldaacqua ad accumulo (compresi quelli integrati in alcune caldaie) si preferisce in genere vetrificare la superfice interna dell'accumulo, la vetrificazione ostacola abbastanza efficacemente il deposito del calcare, negli scaldaacqua ad accumulo viene invece, a volte, inserito un apposito elettrodo in magnesio, in caso di correnti vaganti queste invece di consumare la parete del serbatoio corrodono l'anodo in magnesio (anodo che andrebbe verificato e sostituito dopo qualche anno dall'installazione)
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Attenzione invece a non usare addolcitori a resine in modo spinto, addolcire l'acqua abbassando eccessivamente i gradi francesi porta l'acqua a diventare corrosiva, cosa che in uno scaldaacqua ad accumulo (con tubi di "grosso" diametro in ferro) non ha molta incidenza ma può portare a perforazione i tubicini in rame degli scaldaacqua istantanei sia che siano unità a sé stanti che incorporati in caldaie a gas
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Kagliostro
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salve, per ora rispondo solo sugli scaldacqua a pompa di calore integrata. hanno solo lo scarico acqua di condensa, per il resto il montaggio è uguale ai tradizionali .
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indianajones3
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mi è venuta in mente un'idea balzana che probabilmente non attuerò... però mi tenta : spegnere il boyler, aprire il rubinetto della calda e scaricarla tutta, in modo che si riempia di acqua gelida. poi accenderlo. Vorrei sfruttare quella minima - se c'è - dilatazione termica della resistenza per scrostare il calcare.
un'alternativa potrebbe essere quella di vuotare il boyler e accenderlo vuoto per qualche minuto .
C'è il rischio che bruci la resistenza ma il gran calore dovrebbe ave effetto di incrinare o crepare lo strato di calcare.
dico la verità : chat gpt dice che il consumo annuo di un boyler incrostato non dovrebbe superare il 15-20 % del normale. Non ci credo, ma potrebbe aver ragione
un'alternativa potrebbe essere quella di vuotare il boyler e accenderlo vuoto per qualche minuto .
C'è il rischio che bruci la resistenza ma il gran calore dovrebbe ave effetto di incrinare o crepare lo strato di calcare.
dico la verità : chat gpt dice che il consumo annuo di un boyler incrostato non dovrebbe superare il 15-20 % del normale. Non ci credo, ma potrebbe aver ragione
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indianajones3
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Come ti è stato già detto, il calcare accumulato simile a terriccio si prende facilmente aprendo il fondello, mentre quello appiccicato alla resistenza è duro e bisogna cambiarla.
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ok, quindi mi rassegno...
. Sono indeciso perché non vorrei comprare flangia guarnizione e resistenza , smontare la vecchia e trovarmi corrosione interna al punto da non riuscire piu a garantire la tenuta dell'acqua con la flangia nuova. E' questo che mi frena e che mi fa optare per eventuale altro sistema o cambiare l'intero boyler.... In questi giorni sento il parere del mio idraulico . Vediamo se l'esperienza trentennale mi dà una mano ... intanto grazie
tra l'altro ho appena visto un video in cui viene smontato un boyler dichiarato di 2 anni ( per me impossibile ) . aveva dentro attaccato alla resistenza tanto calcare da sembrare un relitto sottomarino con anche le conchiglie...
tra l'altro ho appena visto un video in cui viene smontato un boyler dichiarato di 2 anni ( per me impossibile ) . aveva dentro attaccato alla resistenza tanto calcare da sembrare un relitto sottomarino con anche le conchiglie...
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indianajones3
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ieri sera ho visto il mio idraulico. Mi ha dato alcune notizie confortanti :
1- ormai tutti i boyler , anche di media qualità , sono smaltati o vetrificati internamente per cui lo smontaggio della flangia non dovrebbe comportare rischio di trovarsi lamiera marcita in cui sono ancorati i bulloni.
2- l'operazione di pulizia o sostituzione della resistenza non è affatto infrequente come soluzione, anche in boyler di una certa età , anche 10 anni
3- ci son due tipi di boyler , molto di ffusi , si differenziano per le dimensioni della flangia : quelle piccole rendono difficoltoso inserire il braccio per ripulire bene il fondo.
4- prima di smontare la flangia, segnare esatta posizione perché potrebbe essere lievemente deformata e rimontarla sfasata porta a rischio di perdite
5- usare un po' di pasta verde da idraulico come sigillante fra cisterna e flangia. Su questo punto credo che invece optero' per la pasta nera che si usa per accoppiamenti meccanici. molto migliore per la tenuta.
Bene, a questo punto è probabile che io compri solo la guarnizione e l'anodo di magnesio e poi, quando il clima consentirà l'intervento, farò la pulizia della resistenza e dell'interno boyler
1- ormai tutti i boyler , anche di media qualità , sono smaltati o vetrificati internamente per cui lo smontaggio della flangia non dovrebbe comportare rischio di trovarsi lamiera marcita in cui sono ancorati i bulloni.
2- l'operazione di pulizia o sostituzione della resistenza non è affatto infrequente come soluzione, anche in boyler di una certa età , anche 10 anni
3- ci son due tipi di boyler , molto di ffusi , si differenziano per le dimensioni della flangia : quelle piccole rendono difficoltoso inserire il braccio per ripulire bene il fondo.
4- prima di smontare la flangia, segnare esatta posizione perché potrebbe essere lievemente deformata e rimontarla sfasata porta a rischio di perdite
5- usare un po' di pasta verde da idraulico come sigillante fra cisterna e flangia. Su questo punto credo che invece optero' per la pasta nera che si usa per accoppiamenti meccanici. molto migliore per la tenuta.
Bene, a questo punto è probabile che io compri solo la guarnizione e l'anodo di magnesio e poi, quando il clima consentirà l'intervento, farò la pulizia della resistenza e dell'interno boyler
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indianajones3
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Consiglio di cambiare anche la resistenza e, se la si trova, preferire una con l' esterno in acciaio inox anziché in rame
Per pulire l'interno procurarsi un qualcosa che aiuti, tipo un mestolo da cucina o qualcosa di simile
K
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Kagliostro
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Concordo, la resistenza meglio sostituirla, se la apertura è piccola per infilarci la mano (e per la maggior parte è così) non passa nemmeno un mestolo meglio "inventarsi" qualche altro attrezzo e eviterei il metallo, comunque se è vetrificato il calcare non è attaccato alle pareti ma solo ammucchiato sul fondo; io al mio ho usato semplicemente le dita per agevolare lo scorrimento dei sassolini di calcare più vicini alla apertura poi facendo entrare e uscire ripetutamente una buona quantità di acqua il resto viene lavato via tranquillamente, ci vuole tempo e pazienza e occorre attrezzarsi per evitare di allagare il pavimento e cospargerlo di pietruzze
ma è un lavoro fattibilissimo.
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claudiocedrone
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