Queste tue considerazioni sono utili.
Ho chiesto di essere ascoltato nell'incontro presso il CEI con il GdL che cura la prossima edizione della guida 121-5. Nel lamentarmi di certi aspetti che sto condividendo in EY sto cercando il conforto dei colleghi. Ma mi sembra di cogliere più diffidenza che conforto.
Mi batterò ad esempio anche per il ripristino della "Domanda-Risposta n. 15", eliminato dal testo della nuova edizione. Esso rimane per me l'unico appiglio semiufficiale in difesa dei progettisti nel caso molto frequente di dover impiegare gli interruttori in condizioni fuori standard a causa del fattore di potenza della corrente di cortocircuito presunta.
Vorrei poter dire che molti colleghi lo chiedono. Ma non è così.
Grazie ancora !!
Sulla regolazione dei relè degli interruttori. Un dubbio!
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Mike
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Il fatto che tu abbia chiesto di essere ascoltato dal GdL CEI sulla prossima edizione della guida 121-5 è, a mio avviso, molto positivo: è proprio così che una guida può migliorare, partendo dai casi reali di utilizzo.
Capisco anche la difficoltà di trovare un conforto “corale”: spesso non è diffidenza verso le osservazioni, ma il fatto che molti colleghi vivono gli stessi problemi senza formalizzarli o senza esporsi. Questo però non ne riduce la legittimità tecnica.
Sul tema della Domanda-Risposta n. 15, condivido che fosse un riferimento importante, soprattutto nei casi – tutt’altro che rari – di utilizzo degli interruttori in condizioni fuori standard legate al fattore di potenza della corrente di cortocircuito presunta. Anche se “semi-ufficiale”, forniva un appiglio tecnico e interpretativo utile ai progettisti.
Anche se non puoi dire che “molti colleghi lo chiedono”, il fatto che qualcuno lo chieda con cognizione tecnica è già un contributo rilevante. Portare queste osservazioni al tavolo CEI è tutt’altro che eccessivo: è esattamente il ruolo di chi usa le norme sul campo.
Capisco anche la difficoltà di trovare un conforto “corale”: spesso non è diffidenza verso le osservazioni, ma il fatto che molti colleghi vivono gli stessi problemi senza formalizzarli o senza esporsi. Questo però non ne riduce la legittimità tecnica.
Sul tema della Domanda-Risposta n. 15, condivido che fosse un riferimento importante, soprattutto nei casi – tutt’altro che rari – di utilizzo degli interruttori in condizioni fuori standard legate al fattore di potenza della corrente di cortocircuito presunta. Anche se “semi-ufficiale”, forniva un appiglio tecnico e interpretativo utile ai progettisti.
Anche se non puoi dire che “molti colleghi lo chiedono”, il fatto che qualcuno lo chieda con cognizione tecnica è già un contributo rilevante. Portare queste osservazioni al tavolo CEI è tutt’altro che eccessivo: è esattamente il ruolo di chi usa le norme sul campo.
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StefanoSunda
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