corso di elettronica sperimentale della tramontana pagina 79 sotto la voce semionda
isbn 88-233-2276-6
appunto io non ti devo dimostrare nulla, sei tu quello che mette in dubbio, hai tutto ora?
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Analogik ha scritto:corso di elettronica sperimentale della tramontana pagina 79 sotto la voce semionda
isbn 88-233-2276-6
appunto io non ti devo dimostrare nulla, sei tu quello che mette in dubbio,:roll: hai tutto ora?
Scusa tanto, ma anche il sig. Luigi Malesani dice una cosa diversa dalla tua... Forse non è che dovresti imparare un po' di umiltà e non prendere per buono tutto quello che ti viene detto nei libri per smanettoni dell'elettronica?
Ad ogni modo chiedo scusa... non volevo aprire questa guerra! Non lo farò più!
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EnChamade
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Analogik, te lo prometto solennemente: Lunedì mi procuro quel dannato libro e me lo leggo.
Non ci credo.
Anzi, se posti l'immagine della pagina possiamo vederlo subito.
Ad ogni modo "Corso di elettronica sperimentale"? Ma ti rendi conto?
Adesso, al di là delle beghe e dei bisticci, sinceramente: ti fideresti di più di un libro del genere o dell'immagine viva di un oscilloscopio, sostenuta da decine di libri e dispense, scritte da fior di Progettisti, come l'illustre Malesani già citato da EnChamade?
Non ci credo.
Anzi, se posti l'immagine della pagina possiamo vederlo subito.
Ad ogni modo "Corso di elettronica sperimentale"? Ma ti rendi conto?
Adesso, al di là delle beghe e dei bisticci, sinceramente: ti fideresti di più di un libro del genere o dell'immagine viva di un oscilloscopio, sostenuta da decine di libri e dispense, scritte da fior di Progettisti, come l'illustre Malesani già citato da EnChamade?
Alberto.
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no ora non mi dire ti fidi + di questo o di quello, io mi fido di chi mi pare a me punto.
Il libro poi chi l'ha scritto Paperino?
anche qua puoi trovare qualcosa ma non c'è la semionda, comunque basta modificarla...
http://www.amso.it/alimGCE_f.pdf
Difficile non credere anche a questo...
Se vuoi ti cito altri libri e documenti ma non so quanto possano differire
Il libro poi chi l'ha scritto Paperino?
anche qua puoi trovare qualcosa ma non c'è la semionda, comunque basta modificarla...
http://www.amso.it/alimGCE_f.pdf
Difficile non credere anche a questo...
Se vuoi ti cito altri libri e documenti ma non so quanto possano differire
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io mi fido di chi mi pare a me punto
Io mi fido solo di carta, penna e prove.
Il libro poi chi l'ha scritto Paperino?
Viste le approssimazioni quantomeno assurde, è probabile.
Alberto.
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Analogik ha scritto: ... perché non commenti tu la formula visto che sembri molto preparato?
Riassumo per un raddrizzatore a una semionda carico R-C:
dalla linearizzazione della discesa esponenziale della tensione v(t) sul carico detto VM il valore massimo della sinusoide e V0 il valore medio della tensione sul carico (trascurando per semplicità la c.d.t. sul diodo), avremo

spero sia comprensibile
"Il circuito ha sempre ragione" (Luigi Malesani)
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Meno male che Renzo mantiene sempre la calma e ci riporta all'ordine.
Aggiungo solo un dettaglio: nel pdf indicato da Analogik, è introdotto un fantomatico "ripple", indicato come "rapporto fra il valore efficace della componente alternata del segnale di uscita ed il suo valore medio".
Questo spiega il perché di quel fantomatico
. Apparentemente.
Innanzitutto, la definizione data è intrinsecamente ambigua. Cosa intende l'autore per "componente alternata"?
Forse la forma d'onda sovrapposta alla tensione continua? Anche se fosse, abbiamo qualcosa di abbastanza distante da un'onda triangolare, e con un valore efficace sicuramente diverso. Dovremmo linearizzarla (come ha fatto Renzo)?
Forse invece con "componente alternata" intende la prima armonica della tensione di ripple? E' un po' dura da stimare, direi!
Insomma, non si intende cosa sia questa "componente alternata del segnale d'uscita" finché non arriva il grafico sottostante: ma è un segnale a dente di sega!
Detto questo, arriva la vera inesattezza: usare la definizione di valore efficace.
Forse eredità di un passato accademico, forse legato a studi di altra natura, l'autore relega il concetto di ripple ad un valore efficace. Per quale arcano motivo?
E' ben chiaro che dal punto di vista progettuale (e pratico) è molto più utile e conveniente esprimere il ripple come variazione relativa della tensione d'uscita, senza ricorrere all'approssimazione (grossolana) di onda a dente di sega, tentando di arrampicarsi sul suo valore efficace. Perché poi? Questo è noto (forse) solo alla mente dell'autore.
Tutto chiaro Analogik?
Guarda che qui nessuno ce l'ha con te. Solo è molto triste vedere che c'è ancora qualcuno che, come te, si affida ciecamente alle formule "pratiche" dei libri di testo più o meno seri. Io non possiedo alcuna "verità", né "conoscenza". Solo cerco sempre di ragionare sulle cose, perché se lascio che gli altri lo facciano al posto mio, beh, le conseguenze possono solo essere pessime.
Aggiungo solo un dettaglio: nel pdf indicato da Analogik, è introdotto un fantomatico "ripple", indicato come "rapporto fra il valore efficace della componente alternata del segnale di uscita ed il suo valore medio".
Questo spiega il perché di quel fantomatico
. Apparentemente.Innanzitutto, la definizione data è intrinsecamente ambigua. Cosa intende l'autore per "componente alternata"?
Forse la forma d'onda sovrapposta alla tensione continua? Anche se fosse, abbiamo qualcosa di abbastanza distante da un'onda triangolare, e con un valore efficace sicuramente diverso. Dovremmo linearizzarla (come ha fatto Renzo)?
Forse invece con "componente alternata" intende la prima armonica della tensione di ripple? E' un po' dura da stimare, direi!
Insomma, non si intende cosa sia questa "componente alternata del segnale d'uscita" finché non arriva il grafico sottostante: ma è un segnale a dente di sega!
Detto questo, arriva la vera inesattezza: usare la definizione di valore efficace.
Forse eredità di un passato accademico, forse legato a studi di altra natura, l'autore relega il concetto di ripple ad un valore efficace. Per quale arcano motivo?
E' ben chiaro che dal punto di vista progettuale (e pratico) è molto più utile e conveniente esprimere il ripple come variazione relativa della tensione d'uscita, senza ricorrere all'approssimazione (grossolana) di onda a dente di sega, tentando di arrampicarsi sul suo valore efficace. Perché poi? Questo è noto (forse) solo alla mente dell'autore.
Tutto chiaro Analogik?
Guarda che qui nessuno ce l'ha con te. Solo è molto triste vedere che c'è ancora qualcuno che, come te, si affida ciecamente alle formule "pratiche" dei libri di testo più o meno seri. Io non possiedo alcuna "verità", né "conoscenza". Solo cerco sempre di ragionare sulle cose, perché se lascio che gli altri lo facciano al posto mio, beh, le conseguenze possono solo essere pessime.
Ultima modifica di
brabus il 6 nov 2009, 2:11, modificato 1 volta in totale.
Alberto.
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Non mi devi rincuorare, non mi sembra di aver detto che qualcuno ce l'abbia con me, mi stai mettendo parole in bocca...
Sul libro e anche su altri documenti suppongono tutti comunque l'ondulazione con un "dente di sega", comunque sono formule che ce le facevano anche usare... a questo punto mi viene da pensare o ci hanno imbrogliato a tutti
o ce lo hanno fatto per semplificare un po...
Vedrò di approfondirmi i concetti, comunque
Sul libro e anche su altri documenti suppongono tutti comunque l'ondulazione con un "dente di sega", comunque sono formule che ce le facevano anche usare... a questo punto mi viene da pensare o ci hanno imbrogliato a tutti
Vedrò di approfondirmi i concetti, comunque
Ultima modifica di
Analogik il 6 nov 2009, 2:15, modificato 1 volta in totale.
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No, non ci hanno imbrogliato tutti. Solo esprimevano il "ripple" usando il valore efficace.
Questa pratica è decisamente poco sensata, l'informazione che se ne ricava è di scarsa utilità pratica, è questo il concetto. Anzi, oltre che poco utile, è decisamente fuorviante
!
Il ripple che ci interessa (ed anche la sua definizione più semplice e intuitiva) è proprio quello che abbiamo definito poc'anzi: il rapporto fra l'ampiezza dell'ondulazione di tensione e l'ampiezza della componente continua d'uscita.
Ti dirò, sinceramente questa discussione è stata per me un'ottima occasione per ripassare
Il forum funziona al meglio se lo usiamo così (magari senza scannarci
!)!
Questa pratica è decisamente poco sensata, l'informazione che se ne ricava è di scarsa utilità pratica, è questo il concetto. Anzi, oltre che poco utile, è decisamente fuorviante
Il ripple che ci interessa (ed anche la sua definizione più semplice e intuitiva) è proprio quello che abbiamo definito poc'anzi: il rapporto fra l'ampiezza dell'ondulazione di tensione e l'ampiezza della componente continua d'uscita.
Vedrò di approfondirmi i concetti, comunque
Ti dirò, sinceramente questa discussione è stata per me un'ottima occasione per ripassare
Alberto.
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