nikiT ha scritto:ospite ha scritto:magari mi dirai anche non c'è differenza tra un mp3 e un wave
Vabbé, non fino a questi punti...
Comunque, non dobbiamo dimenticare che tra ampli valvolari ed a stato solido ci siano delle differenze non tanto di timbrica (anche se alcuni sono progettati proprio per alterarla) ma di altri fattori che definirei più "temporali" (scusate terminologia di basso livello).
Perché dico questo? Francamente mi rendo conto che può sembrare l'ennesima idiozia da diciassettenne aspirante audiofilo (e magari la è), ma mi limito a descrivere quello che ho creduto di sentire tra due amplificatori per basso (uno valvolare -il celebre Trace Elliot- ed uno a stato solido).
Tempo fa, per fare un po' di prove, ho pensato di collegare l'uscita per subwoofer del mio amplificatore al loro ingresso line per provare ad ascoltare un po' di canzoni. La differenza abissale tra i due (si parla di amplificatori per basso, quindi mooolto ma mooolto timbricamente "colorati" per volontà dei progettisti), oltre che timbrica, è stata sulla sensazione di minor smorzamento dei transienti bassi. Mi spiego meglio: ho avuto come la sensazione che il Trace Elliot sfumasse i dettagli più veloci aggiungendo una specie di coda dopo di essi (una specie di fade out udibilissimo, tutti invitati a casa mia se non ci credete), cosa che invece non ho mai percepito né nel mio subwoofer, né nell'altro amplificatore per basso a stato solido.
Magari è un caso (di sicuro non immaginazione), ma è misurabile che valvole e semiconduttori si comportano in maniera diversa alle basse frequenze (per questo i semiconduttori si comportano meglio, elettricamente parlando), anche se in questo caso mi verrebbe da pensare più ad un discorso di saturazione delle stesse e di scarsa capacità in corrente dell'alimentatore (dal momento che gli elettrolitici per alti tensioni costano di più...). Strano è che ho riscontrato questa caratteristica in quasi tutti i valvolari che mi è capitato di ascoltare. Teoricamente, se così fosse, sarebbe un'alterazione a discapito della fedeltà.
Gli amplificatori a valvole, tra i tanti difetti che hanno rispetto a quelli a stato solido, ne hanno in particolare uno piuttosto grave: l'impedenza di uscita alta. Il parametro che mette in evidenza questo aspetto è chiamato fattore di smorzamento ed è il rapporto tra l’impedenza di carico e quella di uscita dell’amplificatore.
E' importante che un amplificatore abbia una impedenza di uscita molto più bassa di quella del carico perché da questo dipende la precisione con cui il movimento della membrana dell’ altoparlante riesce a seguire le vicende del segnale elettrico.
L’equipaggio mobile degli altoparlanti, per quanto sia leggero, ha comunque una certa massa meccanica e quindi un’inerzia non trascurabile e per questo segue con una certa difficoltà le variazioni del segnale elettrico, e quindi i cambiamenti di velocità non sono rapidi come dovrebbero. Se ad esempio la tensione scendesse rapidamente a zero, la membrana dovrebbe altrettanto rapidamente portarsi nella posizione di riposo ma, a causa dell’inerzia, questo non accade, tenderebbe invece a raggiungere quella posizione con ritardo per poi superarla e tornare indietro e fermarsi solo dopo un certo numero di oscillazioni smorzate attorno alla posizione di riposo
Questa perdita di precisione dipende molto dall’impedenza di uscita dell’amplificatore: quando la membrana si muove diversamente da come dovrebbe, l’altoparlante, che è un trasduttore reversibile, è lui a generare tensione e quindi a far scorrere una corrente che dipende dall’impedenza di uscita dell’amplificatore che in queste condizioni è vista come carico dall’altoparlante che funge da generatore.
Se l’amplificatore presenta bassa impedenza allora la corrente è alta e circolando all’interno dell’altoparlante è causa di forze magnetiche che si oppongono al movimento anomalo che le ha generate e che tende quindi ad estinguersi.
Insomma, se l’impedenza di uscita è bassa l’altoparlante segue più fedelmente il segnale elettrico.
Negli amplificatori a stato solido gli alti tassi di controreazione fanno abbassare molto l’impedenza di uscita che può raggiungere valori dell’ordine di centesimi di ohm (fattore di smorzamento di alcune centinaia), in quelli a valvole, dove a causa della presenza del trasformatore di uscita non sono praticabili alti tassi di controreazione, i valori possono anche raggiungere qualche ohm e in molti casi decine di ohm.
Credo che quello che hai osservato possa dipendere da questo.
Puoi provare a far suonare l’amplificatore a stato solido montando una resistenza da una decina di ohm e di adeguata potenza in serie all’uscita. Se è come credo così dovresti ascoltare lo stesso effetto anche con l’amplificatore a stato solido.
E pensare che gli audiofili hanno messo al bando la controreazione: secondo loro gli amplificatori che ne sono privi sono i migliori… come per incanto un mediocre amplificatore a valvole diventa un portento da un sacco di soldi.