nikiT ha scritto:IsidoroKZ ha scritto:Sissignore! oppure se le cambi su tutti e due gli amplificatori e la metti da 4.7 kohm va altrettanto bene, oppure raddoppi solo quella dell'ultimo amplificatore. In ogni caso quella da 150 ohm rimane sempre uguale.
Ok. Lunedì passo a comprarne diversi valori (per quel che costano...), così vedo quale soluzione mi soddisfa maggiormente.
Non vorrei tu abbia frainteso: le tre soluzioni che ti propone IsidoroKZ, raddoppiare il valore della R di controreazione del primo amplificatore, oppure raddoppiare quello della R di controreazione del secondo amplificatore, oppure incrementare entrambi di un fattore pari a radice di due (diventano di circa 4.7Kohm), sono completamente equivalenti e possiamo scommetterci che non avvertirai alcuna differenza tra loro.
nikiT ha scritto:..Praticamente, il PCB mi è venuto con alcuni grandi spazi vuoti e altri spazi affollati di componenti. Presumo di aver sbagliato qualcosa, considerando che i piedini di questi regolatori saranno stati sicuramente progettati per dei circuiti con una disposizione di componenti ad hoc.
Sapete darmi qualche foto, schema pratico o indicazione per fare un PCB ideale per questi due IC?
Su questo credo non vi siano delle soluzioni preconfezionate: progettare bene i circuiti stampati, anche quella, è un arte.
Si tratta di distribuire bene i componenti sulla superficie disponibile in modo da evitare zone troppo affollate e zone vuote ma al tempo steso si deve tenere conto di tutti quegli aspetti che possono influenzare/modificare il funzionamento del circuito, cioè che possono renderlo diverso da quanto prevede lo schema elettrico. Non mi riferisco agli eventuali errori che ovviamente vanno evitati, mi riferisco invece alla possibile introduzione di grandezze parassite che, per chi non è esperto, possono non essere evidenti: capacità indesiderate tra piste o tra componenti tra loro vicini, resistenza e/o induttanza delle piste o dei terminali dei componenti, accoppiamenti induttivi tra piste o componenti tra loro vicini o non orientati convenientemente ecc.
La difficoltà sta, e qui entra in ballo l’arte, oltre che nel saper individuare tutte queste cause subdole di problemi nel circuito che si ha davanti, anche e soprattutto nel saper stimare correttamente quanto possano effettivamente comprometterne il buon funzionamento o possano invece essere trascurate: il loro peso non è sempre lo stesso ma varia enormemente a seconda del circuito e il progettista deve essere bravo, di volta in volta, ad individuare quelle importanti su cui concentrarsi a cercare rimedi.
Un circuito, per forza di cose, convive con i suoi difetti che non sono eliminabili completamente. Si tratta quindi di stabilire con precisione quale è la soglia di accettabilità e lavorare per confinarli al di sotto di quella.