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calcolo rischi fulminazioni

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[1] calcolo rischi fulminazioni

Messaggioda Foto Utentecainoeabele » 4 feb 2010, 1:18

Salve a tutti vorrei porre qualche domanda sul calcolo rischio fulminazioni attraverso la norma CEI EN 62305-2.
In particolare riguarda la suddivisione di una struttura in zone.
Quello che non mi convince è il fatto che se io ho una struttura sulla quale voglio fare la valutazione del rischio fulminazioni e la suddivido in due zone (ad esempio zona esterna e zona interna) avrò che in funzione delle tipologie di queste troverò alcuni parametri tipo Pa per la zona esterna e rf, Hz, rp ecc. per la zona interna. Dopo di che troverò le relative componenti di rischio, in base ai servizi individuati e troverò il rischio R1.
Ma se io suddividessi la struttura in più zone interne, per ognuna di queste troverò componenti di rischio che alla fine dovrò sommare. Quindi il risultato è che se aumentano le zone in cui suddivido la struttura è più facile che il calcolo mi porti ad un valore di R1 maggiore rispetto al caso di un'unica zona interna. Mi sbaglio? E' allora non univoca la valutazione del rischio ma dipende dal numero di zone che si stabiliscono e più se ne assegnano maggiore risulterà R1?
Qualcuno sa poi dirmi se per il calcolo della componente Rc se ne deve trovare uno per ogni tipo di servizio oppure se ne calcola uno soltanto?
Grazie a chiunque sappia rispondermi.

Ciro
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[2] Re: calcolo rischi fulminazioni

Messaggioda Foto Utentesebago » 4 feb 2010, 17:49

cainoeabele ha scritto:Ma se io suddividessi la struttura in più zone interne, per ognuna di queste troverò componenti di rischio che alla fine dovrò sommare. Quindi il risultato è che se aumentano le zone in cui suddivido la struttura è più facile che il calcolo mi porti ad un valore di R1 maggiore rispetto al caso di un'unica zona interna. Mi sbaglio?


Direi di sì.
Se fai il calcolo considerando una zona unica, dovresti (a favore della sicurezza) utilizzare i parametri peggiori sia come probabilità sia come perdite. Suddividendo in più zone - che fra l'altro hanno ovviamente superfici minori - invece hai il vantaggio che alcune di esse potrebbero avere parametri più favorevoli (per esempio in termini di protezioni antincendio) e pertanto il rischio complessivo dovrebbe essere minore.
Sarebbe meglio se facessi un esempio concreto.
Saluti
Sebastiano
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[3] Re: calcolo rischi fulminazioni

Messaggioda Foto Utentefpalone » 4 feb 2010, 20:52

Salve sebago
sebago ha scritto:e fai il calcolo considerando una zona unica, dovresti (a favore della sicurezza) utilizzare i parametri peggiori sia come probabilità sia come perdite. Suddividendo in più zone - che fra l'altro hanno ovviamente superfici minori - invece hai il vantaggio che alcune di esse potrebbero avere parametri più favorevoli (per esempio in termini di protezioni antincendio) e pertanto il rischio complessivo dovrebbe essere minore.

Sono perfettamente d'accordo, però mi pare che cainoeabele volesse dire il contrario, cioè che fosse più alto il rischio ottenuto considerando una zona sola.
Ovviamente non è così,anche perché essendo le sotto-zone più piccole (e quindi statisticamente minore il numero di persone potenzialmente esposte al rischio) è minore l'entità del danno in caso di accadimento dell'evento. Infatti, se non ricordo male, il valore della perdita è proporzionale al rapporto tra il numero delle possibili persone danneggiate ed il numero totale di persone nella struttura.
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[4] Re: calcolo rischi fulminazioni

Messaggioda Foto Utentesebago » 5 feb 2010, 8:38

fpalone ha scritto:mi pare che cainoeabele volesse dire il contrario, cioè che fosse più alto il rischio ottenuto considerando una zona sola

Mah, a rileggerlo non mi pare proprio. Credo che fosse preoccupato che, suddividendo in più zone, calcolandone il rischio per cisacuna e sommando tutti i rischi, il rischio complessivo fosse maggiore di quello ottenibile considerando una zona unica.
Aspettiamo di sentirlo, se ricompare.
Ciao
Sebastiano
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[5] Re: calcolo rischi fulminazioni

Messaggioda Foto Utentefpalone » 5 feb 2010, 22:48

Pardon, ho sbagliato anche io a scrivere, mi correggo:
<<
fpalone ha scritto: Sono perfettamente d'accordo, però mi pare che cainoeabele volesse dire il contrario, cioè che fosse più alto il rischio ottenuto considerando più zone invece che una zona sola

Quindi la risposta alla domanda iniziale di cainoeabele dovrebbe essere no, cioè il rischio non aumenta considerando più zone, giusto?
Insisto solo, perché tempo fa il dubbio era venuto anche a me, poi rileggendo bene la norma ero riuscito a togliermelo...
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[6] Re: calcolo rischi fulminazioni

Messaggioda Foto Utentealphabit » 6 feb 2010, 2:44

Si certo dovrebbe essere cosi in quanto come giustamente dicevi le perdite medie della struttura vengono suddivise in proporzione alle persone presenti in quelle zone rispetto al numero delle persone totali. Per cui se una zona è particolarmente protetta (ad esempio da compartimentazioni antincendio) e contiene un elevato numero di persone il rischio totale si abbassa. Piuttosto non mi è ancora chiaro come suddividere convienentemente le zone a parte quando ci sono le compartimentazioni antincendio. Ad esempio ho visto una valutazione del rischio di un ospedale nella quale applicando le perdite medie per tutta la struttura non veniva autoprotetto, chiaramente il rischio maggiore era quello relativo alla perdita degli impianti interni. Applicando la suddivisione in zone e considerando le persone effettivamente a rischio per la perdita degli impianti interni (sale operatorie ecc, circa 30persone su 300 totali della struttura) veniva autoprotetto. Io sono rimasto un po perplesso e quindi chiedo secondo Voi poteva essere corretta questa analisi?

Un saluto
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[7] Re: calcolo rischi fulminazioni

Messaggioda Foto Utentesebago » 6 feb 2010, 14:31

Cito dalla Norma CEI 81-10/2:
Per valutare ciascuna componente di rischio, una struttura può essere suddivisa in zone ZS
aventi caratteristiche omogenee.
Le zone ZS sono definite principalmente da:
– tipo di suolo o di pavimentazione (componenti di rischio RA e RU);
– compartimentazione antincendio (componenti di rischio RB e RV);
– schermi locali (componenti di rischio RC e RM).
Ulteriori zone possono essere definite in funzione di:
– disposizione degli impianti interni(componenti di rischio RC e RM);
– misure di protezione esistenti o previste(tutte le componenti di rischio);
– valori delle perdite LX (tutte le componenti di rischio);

e ancora:
Definire una struttura come una zona singola può portare a misure di protezione costose in
quanto ciascuna misura deve essere estesa all’intera struttura

e
6.8.1.2 Struttura multi-zona
In questo caso la struttura é suddivisa in più zone ZS. Il rischio per la struttura è la somma dei
rischi relativi a tutte le zone della struttura stessa; in ogni zona il rischio é la somma di tutte le
componenti di rischio nella zona considerata.
Per la valutazione delle componenti di rischio e la scelta dei relativi parametri di interesse, si
applicano le regole dell’Art. 6.8.1.1.
La suddivisione della struttura in zone consente al progettista di prendere in considerazione
le peculiari caratteristiche di ciascuna parte della struttura nella valutazione delle componenti
di rischio e di scegliere le più adatte misure di protezione specificatamente zona per zona,
riducendo il costo complessivo della protezione contro il fulmine.

e infine
C.2 Perdita di vite umane
I valori di Lt, Lf a Lo possono essere valutati in termini di numero relativo di vittime mediante
la seguente relazione approssimata:
LX = (np / nt) x (tp / 8760) (C.1)
dove
np é il numero delle possibili persone danneggiate (vittime);
nt é il numero atteso di persone (nella struttura);
tp é il tempo in ore all’anno per cui le persone sono presenti nel luogo pericoloso,
all’esterno della struttura (Lt soltanto) o all’interno della struttura (Lt , Lf e Lo).
I valori medi tipici di Lt, Lf e Lo, da utilizzare quando la determinazione di np, nt and tp è incerta
o difficoltosa, sono riportati nella Tabella C.1.

Alla luce di quanto riferito, mi pare una soluzione corretta
Saluti
Sebastiano
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[8] Re: calcolo rischi fulminazioni

Messaggioda Foto Utentecainoeabele » 6 feb 2010, 17:25

Salve ragazzi,
gazie per le tante risposte...
La mia domanda naturalmente nasce da qualcosa che non ho tanto chiaro e che mi sfugge.
Ha ragione sebago per l'interpretazione che ha dato sulla mia domanda.
Il problema era proprio che a parer mio suddividere la struttura in tante zone portasse a un risultato maggiore di R1 rispetto al caso di un'unica zona interna (anche se per questa unica zona consideravo rp, Hz, ecc. i più sfavorevoli).
Il fatto è che non avevo considerato la ponderazione dei vari rischi interni trovati per ogni zona attraverso il rapporto: persone presenti nella zona/persone totali nella struttura. Così naturalmente si spiega che non solo l'aumento di zone scelte non porta con sè aumento di R1 globale ma anzi raffina il calcolo a favore di una diminuzione di R1 (questo se nell'unica zona considerata considerassi i parametri del suolo, protezione antincendio ecc. più sfavorevoli della struttura).
Il problema della ponderazione, però, sulla norma CEI EN 62305-2 non la trovo scritta; nella norma ho solo letto che le varie perdite posso o calcolarle con (np/nt)x(tp/8760) o con i valori medi tipici offerte dalla tab. C.1 dell'allegato C.
Ma se ad esempio sto valutando le perdite in una zona dove so che ci sono 5 persone e il totale di persone presenti nella struttura sono 150, il valore di Lb globale sarà dato da (5/150)xrpxhzxrf?
Oppure il mio Lb sarà dato da (5/150)x(Lf)xrpxhzxrf (dove Lf è il valore tipico dalla tab. C.1 a secondo dell'attività che si svolge nella struttura)?
Un altro dubbio atroce:
Nelle relazioni redatte da software come Zeus, Flash viene calcolato un valore PC per ogni impianto interno e poi ne viene considerato uno globale non so se pari alla media di questi o al max di questi (nei casi che ho visto i vari PC coincidevano) mentre per i Pm se ne faceva la somma. Qual è il criterio?
Grazie tante in anticipo e spero di non avervi annoiato.

Ciro
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[9] Re: calcolo rischi fulminazioni

Messaggioda Foto Utentecainoeabele » 6 feb 2010, 19:24

Ho trovato un esempio dal libro di Antonio Carpentieri e Giovanni Battista Tieri:

Dato un opificio industriale suddiviso in due zone:
Z1: Opificio (con 2 persone)
Z2: area esterna (con 6 persone)

Le caratteristiche della zona 1 sono:

rp = 0,5
rf = 0,01
Hz= 20
Pb = 1

Si ha che Nd = 0,011 e per un attività industriale si trova un Lf = 0,05
Avremo:

Rb =NdxPbx[(rpxrfxhzx(6/8)]xLf = 0,011x1x[0,5x0,01x20x0,75x0,05=4,125x10-5 mentre nel libro trovo 0,4125x10-5.
Qualcuno può spiegarmi perché io trovo un valore con un ordine di grandezza superiore? Forse è stato attribuito a Lf=0,005 anziché 0,05 e perché?

In un altro esempio per una struttura adibita ad Uffici calcola il rischio Ra all'esterno (con 5 persone e totali 150):
La=Lt in questo caso vale 0,01
Nd=0,0046
Pa = 1
ra=0,00001

e si ha:

Ra= NdxPax(5/150)xraxLt= 0,0046x1x0,033x0,00001x0,01= 0,0000015x10-5 mentre nel libro il risultato riportato è:
0,00015x10-5, cioè pari a due ordini di grandezza in più rispetto al calcolo di sopra come se non avesse incluso il fattore Lt=0,01.

Sono entrambi errori di stampa per farmi impazzire o devo capire qualcosa che mi sta facendo impazzire lo stesso?

Grazie attendo vostri riscontri.

Ciro
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[10] Re: calcolo rischi fulminazioni

Messaggioda Foto Utentesebago » 6 feb 2010, 20:45

cainoeabele ha scritto:Forse è stato attribuito a Lf=0,005 anziché 0,05 e perché?

si, per ambienti industriali Lf = 0,005 come da variante alla norma, pubblicata nel mese di settembre del 2008, se non ricordo male

In un altro esempio per una struttura adibita ad Uffici calcola il rischio Ra all'esterno (con 5 persone e totali 150):
La=Lt in questo caso vale 0,01
Nd=0,0046
Pa = 1
ra=0,00001

e si ha:

Ra= NdxPax(5/150)xraxLt= 0,0046x1x0,033x0,00001x0,01= 0,0000015x10-5 mentre nel libro il risultato riportato è:
0,00015x10-5, cioè pari a due ordini di grandezza in più rispetto al calcolo di sopra come se non avesse incluso il fattore Lt=0,01.


non capisco, e non condivido, questa parzializzazione: la norma afferma che:
I valori di Lt, Lf a Lo possono essere valutati in termini di numero relativo di vittime mediante
la seguente relazione approssimata:
la seguente relazione approssimata:
LX = (np / nt) x (tp / 8 760) (C.1)
dove
np é il numero delle possibili persone danneggiate (vittime);
nt é il numero atteso di persone (nella struttura);
tp é il tempo in ore all’anno per cui le persone sono presenti nel luogo pericoloso,
all’esterno della struttura (Lt soltanto) o all’interno della struttura (Lt , Lf e Lo).
I valori medi tipici di Lt, Lf e Lo, da utilizzare quando la determinazione di np, nt and tp è incerta
o difficoltosa, sono riportati nella Tabella C


L'individuazione di questi dati (soprattutto di np e di tp), per poter usare la formula, deve essere certa, o si rischia di fare calcoli inattendibili.
Sebastiano
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