Ti serve presumibilmente una alimentazione stabilizzata, un comparatore (LM393), un transistore bipolare qualunque se il cicalino assorbe piu` di 20mA circa. Al posto del 393 potresti prendere un 339, cosi` puoi avere soglie multiple, ad esempio comincia a lampeggiare un led a 2kW, poi suona il cicalino a impulsi a 2.5kW, poi suona di continuo a 3 kW e poi resti al buio!
In realta` quell'arnese non misura la potenza ma la corrente, comunque il discorso e` simile.
Per avere il cicalino direttamente attivato dal TA ci si puo` pensare, mi serve sapere le caratteritiche esatte del cicalino.
Allarme 3 kW
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[21] Re: Allarme 3 kW
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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[22] Re: Allarme 3 kW
Per il cicalino opterei per questo che è un buon compromesso tra bassa corrente e alta pressione acustica. 4mA/85dB
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BrunoValente
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[23] Re: Allarme 3 kW
Qualche volta odio l'elettronica
Avevo avuto una buona idea per il cicalino autoalimentato ma non funziona
e non ho voglia di perderci troppo tempo a fare i conti. Perche' non funziona? accidenti a lei! (Basata su un duplicatore di tensione all'uscita del TA)
Una seconda idea sembra promettente, ma deve essere ancora affinata (scr a transistori con soglia di intervento e diseccitazione regolabili)
La terza idea funziona, ma non mi piace
Il tutto ancora da vedere come la prende il trasformatore di corrente.
Ma un alimentatorino senza trasformatore fa proprio cosi` schifo?
Una seconda idea sembra promettente, ma deve essere ancora affinata (scr a transistori con soglia di intervento e diseccitazione regolabili)
La terza idea funziona, ma non mi piace
Il tutto ancora da vedere come la prende il trasformatore di corrente.
Ma un alimentatorino senza trasformatore fa proprio cosi` schifo?
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[24] Re: Allarme 3 kW
IsidoroKZ ha scritto:Ma un alimentatorino senza trasformatore fa proprio cosi` schifo?
Dipende da dove lo metti e se è necessario un pulsante per silenziare il cicalino.
Anche se si supera di poco la massima potenza erogabile il contatore attende alcuni minuti (20 se non sbaglio) prima di intervenire.
Il cicalino suonerebbe per niente per 20 minuti, povere orecchie!
Sarebbe bello che una volta silenziato il cicalino tornasse a suonare dopo 5 minuti se non viene ridotto il carico, ma mi sa che tra un po Isidoro si arrabbia
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Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa. (A. Einstein)
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posta10100
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[25] Re: Allarme 3 kW
bruno valente ha scritto:Sarebbe bello se si riuscisse ad alimentare l'elettronica ed il cicalino (piezo) con la stessa corrente del TA, cioè senza aggiungere altre fonti di alimentazione![]()
Non e` un granche', ma potrebbe funzionare. Con un po' di porte logiche si possono fare piu` funzioni, con un microcontrollore anche di piu`, ma con due transistori e un diodo la vedo dura
Il cicalino e` rappresentato da R2, i condensatori sono enormi per ridurre il ripple, con 100uF funiona male specie per lente variazioni di carico. La corrente del cicalino e` di circa 3.4mA.
La duplicazione di tensione serve per alimentare il cicalino senza saturare (troppo) il TA. Sono disponibili circa 7mA con tensione fino a 12V-15V.
Pero` consiglierei un po' di comparatori e/o porte logiche, che si possono alimentare dal TA, per avere soglie piu` percise, funzioni varie...
Grazie Bruno, mica avevo pensato di alimentare il circuito dal TA.
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[26] Re: Allarme 3 kW
Bravo Isidoro!
Ma come ti è venuto in mente di alimentare il cicalino attraverso la base del transistor?
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posta10100
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[27] Re: Allarme 3 kW
posta10100 ha scritto:Bravo Isidoro!
Ma come ti è venuto in mente di alimentare il cicalino attraverso la base del transistor?
Perche' di li` ci passa parecchia corrente, tanto vale sfruttarla!
Ero partito con una normale configurazione di due BJT montati a scr e carico in serie all'scr equivalente. L'scr doveva avere una alta corrente di mantenimento, per spegnersi quando il carico fosse sceso anche solo di poco.
Questo comporta mettere le resistenze R8 e R9. In questo modo pero` il circuito conduce senza accendersi come scr: per un dato intervallo di eccitazione Q3 si accende, ma non riesce ad accendere Q4 e il cicalino potrebbe pigolare.
Per questo motivo il carico deve essere pilotato solo da Q4. Si puo` collegare il cicalino al negativo e mettere una resistenza al suo posto, ma non avevo piu` voglia di reimpostare i conti
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[28] Re: Allarme 3 kW
Ho pensato a questo.
Ora non ho tempo di dilungarmi a spiegare, si basa sull'intermittenza del cicalino, per mezzo secondo suona e per due secondi no, mentre non suona viene caricato il condensatore di alimentazione. Ho mantenuto il filtro che ha calcolato Isidoro
Ci sentiamo dopo.
Ora non ho tempo di dilungarmi a spiegare, si basa sull'intermittenza del cicalino, per mezzo secondo suona e per due secondi no, mentre non suona viene caricato il condensatore di alimentazione. Ho mantenuto il filtro che ha calcolato Isidoro
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BrunoValente
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[29] Re: Allarme 3 kW
Ho completato lo schema aggiungendo i valori che mancavano.
Provo a spiegare un po' meglio come dovrebbe funzionare: l'idea consiste nel collegare e scollegare ritmicamente la resistenza di 100 ohm al TA, mezzo secondo collegata e due secondi scollegata e di attivare il comparatore (e quindi anche il cicalino se la corrente supera la soglia) solo mentre la resistenza di 100 ohm è collegata al TA.
In questo modo si dovrebbero raggiungere due scopi: evitare il fastidioso suono continuo del cicalino e, nella pausa di due secondi, caricare il grosso condensatore di alimentazione.
Ho preferito utilizzare due amplificatori rail to rail al posto dei comparatori perché, avendo a disposizione una tensione di alimentazione di soli 6.2V, in questo modo si raggiunge una escursione utile delle uscite e degli ingressi praticamente uguale a tutta l'alimentazione.
Guardando le curve caratteristiche del TA si vede che la tensione di uscita raggiunge valori alti quando la resistenza di carico è di valore alto e questo avviene anche con basse correnti di linea e da qui l’idea di sfruttarlo in queste condizioni, durante la pausa, per rifornire il condensatore dell’energia necessaria.
Il comparatore di sinistra commuta in continuazione 0.5 s ON e 2 s OFF.
Durante la fase ON di 0.5s si chiude il mosfet di destra che collega la resistenza da 100 ohm al TA. Contemporaneamente il mosfet di sinistra si apre e il filtro costituito dalle due resistenze da 220k e i due condensatori da 0.1uF porta la tensione continua derivante dalla corrente di linea all'ingresso non invertente del comparatore di destra. Il filtro è pari pari quello con due celle di Isidoro, l'ho scalato di un fattore dieci solo per ridurre il consumo. Durante questa fase il circuito assorbe energia dal condensatore elettrolitico da 4700uF caricato precedentemente.
Dopo 0.5 secondi il comparatore di sinistra commuta l'uscita a zero e inizia la fase di pausa che dura due secondi e che è utile alla carica del condensatore.
Durante questa fase il mosfet di destra si apre scollegando la resistenza da 100 ohm dal TA, Se la corrente di linea supera qualche amper, il TA fa salire la tensione sulla sua uscita che, tramite i due diodi 1N4004, va a caricare l'elettrolitico fino al valore di zener che è 6.2V.
Sempre durante questa fase si chiude il mosfet di sinistra cortocircuitando la prima cella del filtro azzerando così la tensione all’ingresso del comparatore di destra e spegnendo il cicalino.
Capisco bene che è un circuito molto strampalato, però a me pare che funzioni.
Se qualcuno armato di simulatore volesse fare qualche prova…
Provo a spiegare un po' meglio come dovrebbe funzionare: l'idea consiste nel collegare e scollegare ritmicamente la resistenza di 100 ohm al TA, mezzo secondo collegata e due secondi scollegata e di attivare il comparatore (e quindi anche il cicalino se la corrente supera la soglia) solo mentre la resistenza di 100 ohm è collegata al TA.
In questo modo si dovrebbero raggiungere due scopi: evitare il fastidioso suono continuo del cicalino e, nella pausa di due secondi, caricare il grosso condensatore di alimentazione.
Ho preferito utilizzare due amplificatori rail to rail al posto dei comparatori perché, avendo a disposizione una tensione di alimentazione di soli 6.2V, in questo modo si raggiunge una escursione utile delle uscite e degli ingressi praticamente uguale a tutta l'alimentazione.
Guardando le curve caratteristiche del TA si vede che la tensione di uscita raggiunge valori alti quando la resistenza di carico è di valore alto e questo avviene anche con basse correnti di linea e da qui l’idea di sfruttarlo in queste condizioni, durante la pausa, per rifornire il condensatore dell’energia necessaria.
Il comparatore di sinistra commuta in continuazione 0.5 s ON e 2 s OFF.
Durante la fase ON di 0.5s si chiude il mosfet di destra che collega la resistenza da 100 ohm al TA. Contemporaneamente il mosfet di sinistra si apre e il filtro costituito dalle due resistenze da 220k e i due condensatori da 0.1uF porta la tensione continua derivante dalla corrente di linea all'ingresso non invertente del comparatore di destra. Il filtro è pari pari quello con due celle di Isidoro, l'ho scalato di un fattore dieci solo per ridurre il consumo. Durante questa fase il circuito assorbe energia dal condensatore elettrolitico da 4700uF caricato precedentemente.
Dopo 0.5 secondi il comparatore di sinistra commuta l'uscita a zero e inizia la fase di pausa che dura due secondi e che è utile alla carica del condensatore.
Durante questa fase il mosfet di destra si apre scollegando la resistenza da 100 ohm dal TA, Se la corrente di linea supera qualche amper, il TA fa salire la tensione sulla sua uscita che, tramite i due diodi 1N4004, va a caricare l'elettrolitico fino al valore di zener che è 6.2V.
Sempre durante questa fase si chiude il mosfet di sinistra cortocircuitando la prima cella del filtro azzerando così la tensione all’ingresso del comparatore di destra e spegnendo il cicalino.
Capisco bene che è un circuito molto strampalato, però a me pare che funzioni.
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BrunoValente
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[30] Re: Allarme 3 kW
Salve, sono appena arrivato mandato da un altro forum di informatica. Ho lo stesso problema, con gli elettrodomestici che aumentano di numero, è sempre più frequente il distacco per supero potenza. Io cercavo un apparecchio fatto come nel piccolo schema allegato. Forse non esiste ma penso sia comunque fattibile. Il problema di avere un allarme inviato per mezzo di onde convogliate è dato dai carichi suddivisi fra lavanderia, garage e appartamento. Cercavo fra di voi qualcuno che potesse darmi qualche dritta.
Edit giorgio25760 : ho aperto un nuovo thread riguardante questo argomento, in quanto la soluzione si presenterà in maniera piuttosto diversa dall' argomento iniziale. : viewtopic.php?f=1&t=17220
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