Rapporto di trasformazione e gruppo orario
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g.schgor,
IsidoroKZ
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Salve vorrei conoscere l'iter da seguire per misurare il rapporto di trasformazione e il gruppo orario, in un trasformatore trifase, con metodo potenziometrico (elettrodinamometro).
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Metodo potenziometrico con elettrodinamometro? ...
Volevi dire metodo di proiezioni?
Volevi dire metodo di proiezioni?
Il Conte di Montecristo
Se non studio un giorno, me ne accorgo io. Se non studio due giorni, se ne accorge il pubblico.
Io devo studiare sodo e preparare me stesso perché prima o poi verrà il mio momento.
Abraham Lincoln
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EdmondDantes
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ocrametto ha scritto:Salve vorrei conoscere l'iter da seguire per misurare il rapporto di trasformazione e il gruppo orario, in un trasformatore trifase, con metodo potenziometrico (elettrodinamometro).
Bella domanda, ma
a) il metodo che proponi per il rapporto di trasformazione si usava quando andavo io alle superiori, ovvero lo usavamo solo io e Galileo Ferraris
b) per il gruppo orario, non serve l'elettrodinamometro, basta un voltmetro
"Il circuito ha sempre ragione" (Luigi Malesani)
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Se siano superati non lo so. Le norme consigliano proprio questi due (almeno nel collaudo, in generale non so): metodo potenziometrico (con mutuo induttore campione) e il metodo di proiezioni (con elettrodinamometro).
e un cortocircuito
RenzoDF ha scritto:b) per il gruppo orario, non serve l'elettrodinamometro, basta un voltmetro
e un cortocircuito
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EdmondDantes
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Proprio in questo momento non posso...ero solo in pausa!!
Diciamo che con il metodo del voltmetro è necessario collegare, con un ponte (
), i due morsetti corrispondenti del lato alta e bassa tensione.
A questo punto si misurano le tensioni tra i diversi morsetti e si controllano le relazioni (di disuguaglianza) fra queste misure. Queste relazioni verranno confrontate con quelle riportate in opportune tabelle (norme). Ad ogni condizione è associato un gruppo.
ocrametto non dimenticare a specificare la tua richiesta.
Diciamo che con il metodo del voltmetro è necessario collegare, con un ponte (
A questo punto si misurano le tensioni tra i diversi morsetti e si controllano le relazioni (di disuguaglianza) fra queste misure. Queste relazioni verranno confrontate con quelle riportate in opportune tabelle (norme). Ad ogni condizione è associato un gruppo.
ocrametto non dimenticare a specificare la tua richiesta.
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EdmondDantes
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Delle tabelle si può fare anche a meno 
...servono solo a complicare semplici considerazioni geometriche a partire dal triangolo delle concatenate .
...servono solo a complicare semplici considerazioni geometriche a partire dal triangolo delle concatenate .
"Il circuito ha sempre ragione" (Luigi Malesani)
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Sì...sono curioso! Continua.
Il lavoro di ricerca è lungo in effetti.
Intanto vado...a dopo.
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Si possono distinguere diverse situazioni:
Supposte note per tutti la tensione concatenata primaria e secondaria
a) Sono noti i "nomi" dei morsetti" primari e secondari
Usando un "ponte" fra il morsetto primario "A" e il secondario "a", vincolandoli quindi allo stesso potenziale, sono sufficienti due misura VCc e VBc, per individuare la posizione di "c"
NB se non fossero noti i "nomi", ma fosse noto l'ordine delle fasi, basterebbe nominare uno qualsiasi dei morsetti "a" il successivo "b" e il terzo "c" ed eseguire ancora le suddette due misure.
E' noto infatti che rinominare i morsetti, rispettandone l'ordine, si viene in qualunque trasformatore a spostare il gruppo di 4 (corrispondente ai 120°) all'interno della "famiglia di appartenenza".
b)Se non fosse noto ne il nome ne l'ordine delle fasi, sarà necessaria una ulteriore misura VCb per discriminare la posizione di "b" come indicato in figura
BTW diagramma vettoriale ottenuto con Geogebra, un FREE-Tool di Electroportal
Supposte note per tutti la tensione concatenata primaria e secondaria
a) Sono noti i "nomi" dei morsetti" primari e secondari
Usando un "ponte" fra il morsetto primario "A" e il secondario "a", vincolandoli quindi allo stesso potenziale, sono sufficienti due misura VCc e VBc, per individuare la posizione di "c"
NB se non fossero noti i "nomi", ma fosse noto l'ordine delle fasi, basterebbe nominare uno qualsiasi dei morsetti "a" il successivo "b" e il terzo "c" ed eseguire ancora le suddette due misure.
E' noto infatti che rinominare i morsetti, rispettandone l'ordine, si viene in qualunque trasformatore a spostare il gruppo di 4 (corrispondente ai 120°) all'interno della "famiglia di appartenenza".
b)Se non fosse noto ne il nome ne l'ordine delle fasi, sarà necessaria una ulteriore misura VCb per discriminare la posizione di "b" come indicato in figura
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