Vorrei realizzare un alimentatore da 0 a 6V. In pratica ho una tensione di pilotaggio del circuito che va da 0 a 3V che deve appunto generare una tensione di uscita che va da 0 a 6V con una limitazione in corrente di 1 A. Ho tirato giu' un circuitino che usa un LM358 ed un TIP115 opportunamente raffreddato. Vorrei sapere cosa ne pensate e se, secondo voi, ci potrebbero essere problemi di stabilita' o rischio di oscillazioni.
Il circuito e' questo.
Ringrazio anticipatamente.
Parere per alimentatore.
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TardoFreak
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Uhm, ora che ci penso sarebbe meglio metterci una resistenza all' uscita dell' operazionale.
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TardoFreak ha scritto:Uhm, ora che ci penso sarebbe meglio metterci una resistenza all' uscita dell' operazionale.
Buona idea! E un condensatore robusto sul collettore del Darlington.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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Sara' fatto. Scolta, ma non ci sono problemi di oscillazione se il circuito alimentato ha anche lui un bell' elettrolitico sull' alimentazione? Voglio dire, un 470uF collegato fra Vout e massa darebbe problemi? Penso di no.
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TardoFreak
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mmm...credo ti debba aspettare che oscilli, soprattutto con carichi capacitivi.
L'inseguitore in uscita inizia a sfasare a certe frequenze e potrebbe creare problemi. In questi casi io cerco di rimediare montando in parallelo all'uscita un gruppetto RC serie (100nF + 5-10 ohm) che dovrebbe servire a ridurre il guadagno ad anello aperto per le alte frequenze dove la fase potrebbe sconfinare.
Per i problemi derivanti da carichi capacitivi monterei un gruppetto LC in serie al carico come si fa in genere con gli amplificatori: si avvolgono un po' di spire su una resistenza di una ventina di ohm 1W ricoprendola completamente e si collega l'avvolgimento in parallelo alla resistenza. In questo modo alle frequenze alte, quando un condensatore è collegato in uscita, non viene più visto un carico capacitivo e la resistenza garantisce un basso Q alla frequenza di risonanza.
In questi casi io agisco piuttosto empiricamente però, per non andare proprio alla cieca nella scelta dei valori, inietto in ingresso un’ onda quadra di piccola ampiezza e di bassa frequenza sovrapponendola alla continua: così, controllando l’uscita con l’oscilloscopio in tutte le condizioni (con carichi resistivi da zero a massimo, con vari carichi capacitivi, facendo variare la tensione in tutto il campo ecc...) riesco a capire se il circuito tende ad oscillare in prossimità dei fronti e così ho modo di correggere il tiro aggiustando i valori.
L'inseguitore in uscita inizia a sfasare a certe frequenze e potrebbe creare problemi. In questi casi io cerco di rimediare montando in parallelo all'uscita un gruppetto RC serie (100nF + 5-10 ohm) che dovrebbe servire a ridurre il guadagno ad anello aperto per le alte frequenze dove la fase potrebbe sconfinare.
Per i problemi derivanti da carichi capacitivi monterei un gruppetto LC in serie al carico come si fa in genere con gli amplificatori: si avvolgono un po' di spire su una resistenza di una ventina di ohm 1W ricoprendola completamente e si collega l'avvolgimento in parallelo alla resistenza. In questo modo alle frequenze alte, quando un condensatore è collegato in uscita, non viene più visto un carico capacitivo e la resistenza garantisce un basso Q alla frequenza di risonanza.
In questi casi io agisco piuttosto empiricamente però, per non andare proprio alla cieca nella scelta dei valori, inietto in ingresso un’ onda quadra di piccola ampiezza e di bassa frequenza sovrapponendola alla continua: così, controllando l’uscita con l’oscilloscopio in tutte le condizioni (con carichi resistivi da zero a massimo, con vari carichi capacitivi, facendo variare la tensione in tutto il campo ecc...) riesco a capire se il circuito tende ad oscillare in prossimità dei fronti e così ho modo di correggere il tiro aggiustando i valori.
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BrunoValente
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A questo punto penso che mettere un condensatore sulla base di Q1, dopo la resistenza all' uscita dell' operazione, possa compensare eventuali oscillazioni."La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi".
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TardoFreak
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Temo che invece contribuisca allo sfasamento peggiorando la situazione.
Sentiamo cosa ne pensa Isidoro che senz'altro la sa più lunga.
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BrunoValente
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Si, lo penso anch' io. Mannaggia! Non ho piu' il libro di elettronica industriale. Facevamo gli esercizi sulla stabilita' dei sistemi reazionati e, a dire il vero, non li ho neanche studiati molto bene.
Mi sto mangiando le dita!
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Un condensatore in parallelo a R3 aumenta il margine di fase se messo con lo zero prima della frequenza di crossover.
In caso di carichi fortemente capacitivi si usa anche una retroazione doppia, mettendo ad esempio R3 sul carico, come adesso e il condensatore al posto che in parallelo a R3 lo si collega dall'uscita dell'operazionale al morsetto invertente.
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In pratica si deve diminuire il guadagno all' aumentare della frequenza, quindi condensatore fra uscita dell' operazionale ed ingresso invertente, una compensazione in frequenza. Ho capito bene?
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