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Potete spiegarmi come funziona il filtraggio dei suoni con un condesatore in parallelo a r4?
il filtraggio degli alti dipende dal condesatore? cambiando tipo di condensatore posso filtrare i medi o i bassi?
grazie in anticipo
il filtraggio degli alti dipende dal condesatore? cambiando tipo di condensatore posso filtrare i medi o i bassi?
grazie in anticipo
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pierfrancis
0 3 - New entry

- Messaggi: 85
- Iscritto il: 16 nov 2008, 16:20
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pierfrancis ha scritto:Potete spiegarmi come funziona il filtraggio dei suoni ?
Volentieri (ma ora sono piuttosto occupato). Intanto puoi vedere questo (che è un problema simile al tuo)
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Dunque breve spiegazione dei filtri (nella banda audio).
La banda delle frequenze sonore (udibili) va da 16Hz a 16kHz.
ma per comodità supponiamo di avere un generatore di frequenze (V1)
che va da 10Hz a 10kHz.
Se mandiamo queste frequenze in un circuito con un condensatore (C1)
con in serie una resistenza (R1), il rapporto del segnale ai capi di questa
rispetto a quello generato da V1, segue un un andamento come
mostrato in figura:
Attenzione però alle scale del grafico:
in ascissa ci sono le frequenze (10Hz-10kHz), ma in scala logaritmica,
mentre i valori dei rapporti sono espressi in db [decibel =20*log(rapporto)]
Nel nostro caso il rapporto è <1, quindi i db sono negativi : -20db = attenuazione
a 1/10; -40db = attenuazione ad 1/100; e così via).
Il grafico mostra quindi che quel circuito provoca una forte attenuazione
delle frequenze molto basse, mentre lascia passare quasi invariate (0 db
significa rapporto=1) le frequenze alte. Per questo viene chiamato filtro passa-alto.
Per non fare confusione , direi per il momento di fermarci qui.
Dopo i tuoi eventuali commenti potremo proseguire con gli altri tipi di filtri .
La banda delle frequenze sonore (udibili) va da 16Hz a 16kHz.
ma per comodità supponiamo di avere un generatore di frequenze (V1)
che va da 10Hz a 10kHz.
Se mandiamo queste frequenze in un circuito con un condensatore (C1)
con in serie una resistenza (R1), il rapporto del segnale ai capi di questa
rispetto a quello generato da V1, segue un un andamento come
mostrato in figura:
Attenzione però alle scale del grafico:
in ascissa ci sono le frequenze (10Hz-10kHz), ma in scala logaritmica,
mentre i valori dei rapporti sono espressi in db [decibel =20*log(rapporto)]
Nel nostro caso il rapporto è <1, quindi i db sono negativi : -20db = attenuazione
a 1/10; -40db = attenuazione ad 1/100; e così via).
Il grafico mostra quindi che quel circuito provoca una forte attenuazione
delle frequenze molto basse, mentre lascia passare quasi invariate (0 db
significa rapporto=1) le frequenze alte. Per questo viene chiamato filtro passa-alto.
Per non fare confusione , direi per il momento di fermarci qui.
Dopo i tuoi eventuali commenti potremo proseguire con gli altri tipi di filtri .
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pierfrancis ha scritto:fino a qui penso di aver capito
Bene, allora possiamo proseguire:
Stesso generatore di frequenze (V1), stessa resistenza
(questa volta la chiamiamo R2, per non confonderla) e
stesso condensatore (C2), ma ora il segnale d'uscita è
preso ai capi del condensatore.
Cosa cambia? Vediamo il nuovo grafico:
Vediamo un comportamento rovesciato rispetto al precedente:
Ora sono le basse frequenze ad uscire praticamente inalterate,
mentre la alte vengono sempre più attenuate man mano cresce
la frequenza. A questo si dà allora il nome di filtro passa-basso.
Ed ora una domanda: cosa prevedi che succeda se metti "in serie"
(cioè uno dopo l'altro) un filtro passa-alto ad uno passa-basso?
Sapresti immaginare l'andamento della curva che risulterà?
Aspetto la risposta.
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se un filtro passa-alto attenua i bassi e un filto passa basso attenua gli alti mettendoli in serie ho un filtro passa medi con una curva a campana
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pierfrancis
0 3 - New entry

- Messaggi: 85
- Iscritto il: 16 nov 2008, 16:20
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pierfrancis ha scritto: ho un filtro passa medi con una curva a campana
Bravo! Il filtro così ottenuto si chiama comunemente passa-banda.
Ecco infatti il risultato
Questo non è altro che la "somma" dei 2 andamenti precedenti.
Ciò è possibili perché i rapporti sono espressi in db (quindi logaritmici)
Nella realtà la riduzione complessiva è il "prodotto" delle 2 riduzioni
(pensa al caso di 2 riduttori meccanici accoppiati), ma proprio la
particolarità del diagramma (che ora possiamo chiamare col suo nome:
di Bode) permette di fare una semplice somma.
Altro considerazione importante è il valore di frequenza che corrisponde
alla minima attenuazione (che, come si vede dal diagramma, è di ca. 160Hz)
Che relazione c'è fra questa frequenza ed i valori di R e di C?
La relazione è questa:

(se R è in kohm e C in uF, bisogna moltiplicare per 1000)
Il fatto poi che anche questo "massimo" sia attenuato non ha grande importanza:
si può sempre compensare con un amplificatore che "sposta in su" il diagramma
(ma questo riguarda i filtri cosiddetti attivi)
Per concludere la panoramica dei filtri passivi (cioè realizzati con R e C)
un ultimo quesito: se si volesse allargare la banda delle frequenze "passanti"
(non attenuate) da 50Hz a 500Hz che valori rispettivamente di C1 e C2 sceglieresti
(lasciando invariate R1 ed R2)?
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I numeri sono giusti, ma non l'unità di misura
(perché nF (nanoFarad) ? abbiamo sempre parlato di uF (microfarad),
e la differenza fra le 2 è di 1000 !).
Comunque vedo che hai capito il concetto: promosso
Per vedere ancora meglio l'effetto dell'allargamento della banda
poniamo C1 = 10uF e C2 = 0.1uF ed ecco il risultato:
E con questo credo abbiamo concluso l'argomento.
(perché nF (nanoFarad) ? abbiamo sempre parlato di uF (microfarad),
e la differenza fra le 2 è di 1000 !).
Comunque vedo che hai capito il concetto: promosso
Per vedere ancora meglio l'effetto dell'allargamento della banda
poniamo C1 = 10uF e C2 = 0.1uF ed ecco il risultato:
E con questo credo abbiamo concluso l'argomento.
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