GizMo ha scritto:Qua non si fa altro che pigliarmi per il culo, come se non fosse vero che ho sentito differenza tra le resistenze a carbone e le altre, ridete quanto vi pare ma vi fate solo compatire, perche' quello che ho sentito durante le prove non e' frutto della mia fantasia. Quanto ai microcontatti delle particelle di carbone prima della galena esistevano anche dei detector a polvere di carbone che sfruttavano l'imperfezione dei contatti tra le particelle di carbone per demodulare i segnali radio.
Guarda non è proprio il mio intento. Io credo che si sentono differenze tra un ampli a vavlole ed uno a transistor, ma sono da attribuire alle varie distorsioni maggiori e savariate (di più di quelle introdotte da un ampli a transistor), soprattutto a quelle introdotte dal trasf. che sono un bel po' distorsione di frequenza, di fase (quella che crea problemi anche con le retroazioni), itermodulazione e distorsione armonica del finale(dovuta all'induttanza del primario ceh non è mai sufficentemente alta),Intermodulazione e distorsione armonica(dovuta dall' andamento non lineare tra il flusso e l'intensità del campo magnetico nel nucleo) e alcuni ci aggiungono una distorsione armonica in più (dovuta alll'alta resistenza del primario che peggiora anche il rendimento).
Poi per la questione delle distorsioni, volevo fare una domanda a bruno:
bruno valente ha scritto:La stranezza consiste in questo: se due amplificatori, l’uno a valvole e l’altro a transistor, sono entrambi in grado di distorcere pochissimo come egli sostiene, diciamo lo 0.5% cioè molto al di sotto del limite avvertibile (visto che il 5% si percepisce con difficoltà ritengo possiamo essere tutti d’accordo nel dire che lo 0.5% sia sicuramente non percepibile anche dalle orecchie d’oro), dovrebbe voler dire che i due segnali in uscita ai due amplificatori, se la sorgente è la stessa, dovrebbero essere identici e quindi, se non vogliamo prenderci in giro, non dovremmo essere in grado di sentire differenze tra loro, giusto?
Io sapevo che il thd veniva calcolato come la radice della somma del quadrato delle distorsioni di singola armonica (2,3,4...)
Quindi se hai una distorsione della 2 arm.dell 15% e una di terza del 2% avrai lo stesso risultato anche se i valori sono aopposti (2: 2%, 3: 15%), da ciò ne deduco che anche se il THD è uguale la distorsione reale del segnale non lo è. Ho sbagliato qualcosa?
Il problema dei microcontatti è tirato tanto molto più delle mie teorie della distorsione di fase che portano ad un individuazione migliore degli strumenti.
Facciamo una valutazione puramente intuitiva, ponendo il fatto che questo effetto ci sia, dovrebbe essere consistente per aggiungersi al segnale/modificarlo senza "essere annientato"

Da ciò che ho capito se questi microgranelli hanno microscopica soglia "d'attivazione" fra di loro, pensa quanti sono e pensa alla soglia che si genera, bene questa soglia influisce come farebbero per capirci due diodi al germanio (soglia bassa 0,1V) uno opposto all'altro cioè taglierebbero il segnale distruggerebbero i pianissimo.
Se tutto questo non accade, bene, quello che senti potrebbe essere suggestione... Vedi la storiella del "Re nudo" gia tirata in ballo da isidoro.
Può capitare, io una volta ho involontariamente bypassato il resitore (che fa da pseudo generatore di corrente), di un inversore (
schmidt) bene lo stavo sentendo, e mi sono accorto solo dopo un ora che distorceva a "gogo"...