L'architetto può fare un progetto elettrico?
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Mike
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Buonasera,vorrei sapere se un architetto,può fare un progetto per un impianto elettrico di un'attività commerciale oltre i 6 kW,grazie.
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Per fortuna.
"La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi".
"Parla soltanto quando sei sicuro che quello che dirai è più bello del silenzio".
Rispondere è cortesia, ma lasciare l'ultima parola ai cretini è arte.
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TardoFreak
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Potrei sapere qualche norma/legge che mi specifichi questo??Mi trovo di fronte ad un problema grandissimo,e cioè che dovrei fare un impianto in una pizzeria,e parlando con l'architetto che sta seguendo i lavori,mi ha detto che per il progetto elettrico ci avrebbe pensato lui.Mi sono permesso di dirgli che sembrava strano che lui lo potesse fare,ma lui mi ha risposto che lui è iscritto all'albo degli architetti e che è abilitato a farlo,in più mi ha portato una sentenza del 2009 dove si leggeva che gli architetti erano abilitati a poter fare progetti elettrici.Voi cosa ne dite???
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Non conosco le norme, ma il buon senso non mi permetterebbe mai di farmi progettare un circuito elettronico da un farmacista. 
Con tutto il rispetto verso i farmacisti.
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TardoFreak
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TardoFreak ha scritto:Non conosco le norme, ma il buon senso non mi permetterebbe mai di farmi progettare un circuito elettronico da un farmacista.
Con tutto il rispetto verso i farmacisti.
Si infatti, ho pensato la stessa cosa!!
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BornToKill
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Ovviamente controllerò tranquillamente lo schema unifilare e tutti i valori dei Diff,MT,sezioni di cavi ecc...ma posso essere perseguibile se lui non è abilitato a progettare??Credo che rifiuterò il lavoro.....
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Meo ha scritto: ...ma lui mi ha risposto che lui è iscritto all'albo degli architetti e che è abilitato a farlo,in più mi ha portato una sentenza del 2009 dove si leggeva che gli architetti erano abilitati a poter fare progetti elettrici
Personalmente sono curiosissimo di vedere questa sentenza.
Anche perché ce ne sono tante altre in cui si afferma il contrario.
E sarebbe ben strano che, mentre gli ingegneri di nuovo ordinamento non iscritti alla sezione industriale dell'albo non possono farlo, gli architetti si.
Mi pare il classico caso di esercizio abusivo della professione.
Saluti
Sebastiano
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"Eo bos issettaìa, avanzade e non timedas / sas ben'ennidas siedas, rundinas, a domo mia" (P. Mossa)
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Premesso che personalmente sono per l'abolizione dei titoli professionali e il valore legale del titolo di studio, ritengo che il progetto lo può redigere chiunque ne abbia le capacità e la competenza che è indipendente dal titolo accademico o professionale. Al momento attuale la confusione regna sovrana tra le varie sentenze e ogni ordine le impugna come vuole. Qui c'è una trattazione in merito: http://www.periti-industriali.com/site/ ... itetti.pdf dove in pratica si afferma che gli architetti e geometri non hanno competenza in materia impiantistica eccetto per l'illuminazione pubblica perché non soggetta alla ex L. 46/90.
Mentre qui http://www.architettiroma.it/profession ... 10176.aspx basandosi su un chiarimento della Corte di Cassazione si invoca la competenza in materia impiantistica negli edifici civili.
Dall'altra parte ingegneri e periti stanno già lavorando alla controffensiva...
Diciamo che per progetto degli impianti, l'architetto intende il posizionamento dei punti luce e punti presa, la posizione della caldaia, del condizionatore, i collettori, questo per loro è il "progetto", gli aspetti esecutivi, i dimensionamenti ecc., con l'eccezione di alcuni rari casi, non hanno idea di cosa siano, le norme CEI sono sconosciute, le problematiche tecniche impiantistiche e i principi elettrotecnici o fisici pure. Per cui la ditta installatrice può anche accettare il progetto dell'architetto ma deve essere ESECUTIVO, completo dei contenuti previsti dalla guida CEI 0-2 (obbligatoria perché richiamata nel DM 37/08) e deve rifiutarsi di proseguire il lavoro se non ha tutte le precise indicazioni di dimensionamento, percorsi, schemi elettrici unifilari, dispositivi di protezione, ecc. La ditta installatrice ha DIRITTO di ottenere un progetto esecutivo non è che sia un "regalo" che le viene fatto, è un preciso requisito previsto dalla legge, anche perché la ditta installatrice diventa CORRESPONSABILE con il progettista anche per gli errori progettuali commessi dallo stesso e che era in grado di valutare in base alle medie competenze attese PRIMA di dare esecuzione.
Mentre qui http://www.architettiroma.it/profession ... 10176.aspx basandosi su un chiarimento della Corte di Cassazione si invoca la competenza in materia impiantistica negli edifici civili.
Dall'altra parte ingegneri e periti stanno già lavorando alla controffensiva...
Diciamo che per progetto degli impianti, l'architetto intende il posizionamento dei punti luce e punti presa, la posizione della caldaia, del condizionatore, i collettori, questo per loro è il "progetto", gli aspetti esecutivi, i dimensionamenti ecc., con l'eccezione di alcuni rari casi, non hanno idea di cosa siano, le norme CEI sono sconosciute, le problematiche tecniche impiantistiche e i principi elettrotecnici o fisici pure. Per cui la ditta installatrice può anche accettare il progetto dell'architetto ma deve essere ESECUTIVO, completo dei contenuti previsti dalla guida CEI 0-2 (obbligatoria perché richiamata nel DM 37/08) e deve rifiutarsi di proseguire il lavoro se non ha tutte le precise indicazioni di dimensionamento, percorsi, schemi elettrici unifilari, dispositivi di protezione, ecc. La ditta installatrice ha DIRITTO di ottenere un progetto esecutivo non è che sia un "regalo" che le viene fatto, è un preciso requisito previsto dalla legge, anche perché la ditta installatrice diventa CORRESPONSABILE con il progettista anche per gli errori progettuali commessi dallo stesso e che era in grado di valutare in base alle medie competenze attese PRIMA di dare esecuzione.
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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sebago ha scritto:Meo ha scritto: ...ma lui mi ha risposto che lui è iscritto all'albo degli architetti e che è abilitato a farlo,in più mi ha portato una sentenza del 2009 dove si leggeva che gli architetti erano abilitati a poter fare progetti elettrici
Personalmente sono curiosissimo di vedere questa sentenza.
Anche perché ce ne sono tante altre in cui si afferma il contrario.
E sarebbe ben strano che, mentre gli ingegneri di nuovo ordinamento non iscritti alla sezione industriale dell'albo non possono farlo, gli architetti si.
Mi pare il classico caso di esercizio abusivo della professione.
Saluti
Porca miseria quanto hai ragione.
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E non dimentichiamo che, almeno sino a qualche tempo fa, anche un laureato in ingegneria, poteva sostenere l'esame di stato per l'abilitazione alla professione di architetto, ed iscriversi al relativo ordine. E quindi fregiarsi del titolo di "dott. ing. arch.".
Non so se sia ancora così.
In ogni caso, dubito che sia il caso dell'architetto in questione.
Non so se sia ancora così.
In ogni caso, dubito che sia il caso dell'architetto in questione.
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