Edit RenzoDF ----> NON quotare tutto ! Grazie
grazie per il consiglio.
per ora ho trovato Phidel 3. molto semplice da utilizzare, però potrebbe fare al caso mio.
http://www.phidel.it/software/index.php
software simulazione di campo elettromagnetico 3D
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admin
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Il campo elettromagnetico di cui si parla è il campo "lontano", quello che si utilizza nello studio della propagazione delle onde. Non ha nulla (se non le equazioni di Maxwell...) a che vedere con quello che vuoi simulare tu.
Tu sei interessato alle interazioni del campo con gli oggetti posti vicino alla sorgente (prima di tutto il terreno...). Voler utilizzare i metodi relativi alla propagazione delle onde è dovuto forse a letture "troppo approfondite"...
Phidel 3... grazie a te per la segnalazione, adesso vado a dare un'occhiata.
Tu sei interessato alle interazioni del campo con gli oggetti posti vicino alla sorgente (prima di tutto il terreno...). Voler utilizzare i metodi relativi alla propagazione delle onde è dovuto forse a letture "troppo approfondite"...
Phidel 3... grazie a te per la segnalazione, adesso vado a dare un'occhiata.
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si ho capito il concetto di "campo lontano".. ho studiato CAMPI ELETTROMAGNETICI all'università, però non sono interessato a ciò. Vorrei solo capire che Software utilizzare per calcolare l'induzione magnetica in prossimità di un traliccio di alta tensione, in una sitazione reale.
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zep ha scritto:[..]vi sarebbero due campi, uno elettrico ed uno magnetico.. e se ne sommassimo gli effetti?
Se tu sommi gli effetti di un campo elettrico e magnetico posti nelle vicinanze di una sorgente probabilmente otterai un bel niete: che significa sommare gli effetti?
Il concetto che secondo me si voleva esprimere è che, nelle note condizioni di onda piana si ha per certo che il campo elettrico ed il campo magnetico si autosostengono (termine improprio ma efficace) ed il loro rapporto è pari 377 che è l'impedenza del vuoto.
Ovvio che vale solo in onda piana.
In regione di campo vicino, e qualcuno ti ha suggerito che con gli elettrodotti sei in zona di campo vicino per alcuni km, la relazione fra il termine H ed il termine E non è nota (si potrebbe dire che non sono in relazione, ma poi un fisico potrebbe smentirmi e quindi resto sul vago...) e non essendo nota, i due termini vanno trattati in maniera separata.
Ora un elettrodotto potrebbe essere simulato in 3D ma come è stato ben chiarito ha poco senso farlo.
Il sostegno forse. O meglio la zona del sostegno dove sono alloggiati gli isolatori.
I metodi per comprendere le modalità di propagazione di un campo magnetico (sua estensione) e di un campo elettrico sono ben noti e normati dal CEI ed anche dall'APAT ed ogni software ch troverai a questi si riferisce (ad esempio NARDA) con deviazioni più o meno internazionali in materia.
Ma siccome né Biot né Savart erano due pirla, vedrai che sapranno esserti assai utili.
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bgiorgio ha scritto:... nelle mie letture veloci, mi pare di aver visto qualcosa sul "campo vicino", ma si riferiva sempre a situazioni ideali, tipo vuoto per intendersi
... assolutamete no !
bgiorgio ha scritto:. Magari, se avessi continuato a leggere, un "Andreuccetti" di turno mi avrebbe spiegato che le idealizzazioni del campo vicino valgono anche quando si pone una massa conduttrice nel campo (o forse no...).
... non ti capisco proprio
bgiorgio ha scritto:Se zep volesse simulare un filo nel vuoto, lo strumento più adatto sarebbe un compasso, non un simulatore ad elementi finiti.
...un compasso ?
@ bgiorgio & zep ... non capisco proprio come due "esperti" come voi vengano a chiedere consiglio nel forum ... e si permettano pure di fare gli spiritosi con chi cerca di darvi una risposta
"Il circuito ha sempre ragione" (Luigi Malesani)
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1) Forse mi devo spiegare meglio: la condizione di campo vicino o lontano dipende solamente dal rapporto tra la frequenza e la distanza dalla sorgente. Invece le idealizzazioni sul campo vicino (come quella di affermare che il campo elettrico è indipendente da quello magnetico e vice versa), si possono fare solo nel caso non ci siano elementi che possano disturbare il campo.
Ad esempio, un filo conduttore isolato posto in un campo magnetico variabile nel tempo, è sede di differenze di potenziale e quindi di campo elettrico direttamente dipendente da quello magnetico che lo ha generato. Non è forse così?
2) Se non ricordo male, il campo (magnetico) generato da un filo nel vuoto è tracciabile con una serie di cerchi concentrici (da cui il compasso...). Anche se, è vero, ho scordato di dire che per tracciare quello elettrico servirebbe pure un righello...
3) Io non sono certo un esperto, ma una battuta, dopo che qualcuno ha affermato l'indipendenza (assoluta) dei due campi, credo proprio ci stia bene...
Ad esempio, un filo conduttore isolato posto in un campo magnetico variabile nel tempo, è sede di differenze di potenziale e quindi di campo elettrico direttamente dipendente da quello magnetico che lo ha generato. Non è forse così?
2) Se non ricordo male, il campo (magnetico) generato da un filo nel vuoto è tracciabile con una serie di cerchi concentrici (da cui il compasso...). Anche se, è vero, ho scordato di dire che per tracciare quello elettrico servirebbe pure un righello...
3) Io non sono certo un esperto, ma una battuta, dopo che qualcuno ha affermato l'indipendenza (assoluta) dei due campi, credo proprio ci stia bene...
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Prova a fare i conti (=mettere numeri nelle equazioni) e scopri che E ed H sono indipendenti. I termini di accoppiamento fra E ed H a 50 Hz in campo vicino non solo sono trascurabili, ma non sono neanche facilmente misurabili.
Poi pero` devo confessare che non ho mai studiato CAMPI ELETTROMAGNETICI all'universita`, quindi potrebbe essere tutto sbagliato, anche se ho qualche ragionevole sospetto che non lo sia.
Poi pero` devo confessare che non ho mai studiato CAMPI ELETTROMAGNETICI all'universita`, quindi potrebbe essere tutto sbagliato, anche se ho qualche ragionevole sospetto che non lo sia.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
Plug it in - it works better!
Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
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IsidoroKZ ha scritto:Prova a fare i conti...
Fatti.
Ovvio, sono calcoli che servono solo per dimostrare che non c'è nulla di sub-strumentale come da te supposto, la realtà è più complessa e richiede analisi da ben più di mezzora.
Caso conduttore unico a 10m di altezza con ddp rispetto al suolo di 1,000V e corrente transitante di 1,000A (tanto per avere qualche numero). Ovviamente parliamo di valori sinusoidali a 50 Hz.
A terra c'è un pollaio recintato da 10m per 10m con porta di accesso da 60 cm. Il pollaio è posto con un lato sulla perpendicolare del cavo aereo.
Ai lati della porta di ingresso si ritrova un campo elettrico di
(tutt'altro che strumentale...) perpendicolare a quello generato dal filo di
che provoca una variazione angolare del vettore di quasi quattro gradi.Puoi farli anche tu i calcoli? Come ho detto sopra, non sono un esperto e potrei aver sbagliato di sette o otto ordini di grandezza. In questo caso avresti ragione tu.
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tu prendi il tuo bel filo isolato e bombardalo con un campo magnetico, poi mi sai dire che campo elettrico ne deriva....
Ribadisco che in regione di campo vicino, ossia nell'area prossima ad una sorgente di campi elettrici e magnetici come un elettrodotto, questi sono fra loro indipendenti.
Me lo suggerisce l'elettrotenica genrale, l'ICNIRP, il CEI, Andreuccetti, Monsieur Ampere ed un paio di altri semisconosciuti scienziati..
Se non fosse vero, con una banalissima equazione matematica, dato un elettrodotto da 32 kV, sapresti sicuramente calcolare il vettore induzione magnetica generato dalla tensione in oggetto..
Ops che sbadato... il vettore induzione magnetica è casualmente funzione della corrente circolante che il caro Ohm lega, grossomodo, al carico...
Un conduttore isolato immerso in un campo magnetico ... se ti riferisci a Faraday, hai tralasciato metà teorema.
Ribadisco che in regione di campo vicino, ossia nell'area prossima ad una sorgente di campi elettrici e magnetici come un elettrodotto, questi sono fra loro indipendenti.
Me lo suggerisce l'elettrotenica genrale, l'ICNIRP, il CEI, Andreuccetti, Monsieur Ampere ed un paio di altri semisconosciuti scienziati..
Se non fosse vero, con una banalissima equazione matematica, dato un elettrodotto da 32 kV, sapresti sicuramente calcolare il vettore induzione magnetica generato dalla tensione in oggetto..
Ops che sbadato... il vettore induzione magnetica è casualmente funzione della corrente circolante che il caro Ohm lega, grossomodo, al carico...
Un conduttore isolato immerso in un campo magnetico ... se ti riferisci a Faraday, hai tralasciato metà teorema.
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bgiorgio ha scritto:Come ho detto sopra, non sono un esperto e potrei aver sbagliato di sette o otto ordini di grandezza.
Direi che siano sbagliati! Le ragioni sono molteplici, le lascio scoprire a te
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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