Sasuke ha scritto:aiand0 ha scritto:Come da traccia, la corrente di spunto era pari a 5.8 volte la corrente nominale.
Quindi, determinando la corrente nominale, ho applicato la condizione:
Is = 5.8*In
Si hai ragione era una cosa ovvia, è questo tema che ci ha messo abbastanza in crisi e non riuscivamo a capire le cose più facili, la coppia di avviamento invece si trovava in questo modo: Cavv=5,8^2*Cn*s ?
Allora.
Ho fatto una considerazione che adesso ti mostro, poi saranno gli ingegneri del forum a valutare il mio ragionamento.
Essendo il M.A.T. del tipo "a gabbia di scoiattolo", ho scelto un metodo per l'avviamento a tensione ridotta, del tipo stella-triangolo, poiché in questo modo diminuirebbe la corrente di spunto di 1/3, cioè:
Is (stella-triangolo) = 1/3* Is = 1/3*241 = 80 A ca.
Naturalmente i 241 A li ho ricavati dalla relazione che tu hai quotato.
Allora è chiaro che le fasi del M.A.T. vengono collegate inizialmente a stella all'avviamento (chiusura del contatto K1Y, prendendo in considerazione lo schema "classico" dell'avviamento stella-triangolo) e successivamente a triangolo in marcia normale (apertura del contatto K1Y e chiusura del contattore K2D).

(la denominazione dei contatti et similia, nello schema, è diversa, ma è possibile interpretarla, se conosci queste nozioni che quelli come me e te hanno appreso durante le ore T.D.P.)
Dopodichè ho determinato la velocità del campo magnetico rotante, detta anche di "sincronismo"
Come tutti, ottengo 1000 giri/min
Calcolo la velocità del rotore, ottenendo chiaramente 970 giri/min (ma questi passaggi li ritengo dei pettegolezzi richiesti dal testo).
Ho ricavato la Coppia Utile (o Coppia Resa) del M.A.T. al carico. La relazione è la seguente:
![\[Cu = \frac{60*Pr}{2*\pi *n2} = \frac{60*23000}{2*\pi *970} = 226 Nm\] \[Cu = \frac{60*Pr}{2*\pi *n2} = \frac{60*23000}{2*\pi *970} = 226 Nm\]](/forum/latexrender/pictures/55b159039f2a01f25aa85906f3d5c087.png)
Per quanto riguarda l'avviamento del M.A.T. ho ricorso anche ad un metodo più moderno, come quello che prevede l'utilizzo dell'alimentazione elettronica (a tensione V variabile e frequenza f costante).
Dopodichè ho determinato il rendimento del sistema (linea + motore).
Per calcolarla, ho determinato prima le perdite per effetto Joule sulla linea (dei miei compagni di classe, come un ragazzo del forum, ha considerato la resistenza di linea e la reattanza di linea già equivalenti, senza moltiplicare per 3):

Pertanto il rendimento della linea è pari a:
![\[\eta _{L} = \frac{P_{ass}}{P_{ass}+P_{L}} = 0.59 = 59%\] \[\eta _{L} = \frac{P_{ass}}{P_{ass}+P_{L}} = 0.59 = 59%\]](/forum/latexrender/pictures/a74d0c0fcc61739dc9f4fb6cdc258c04.png)
%
Quindi il rendimento del sistema è pari a:
![\[\eta _{} = \eta _{M}*\eta _{L} = 0.87*0.59 = 0.52 = 52%\] \[\eta _{} = \eta _{M}*\eta _{L} = 0.87*0.59 = 0.52 = 52%\]](/forum/latexrender/pictures/1eea352a9adc078610cd937b0c31dec1.png)
%
Per quanto riguarda il sistema della regolazione di velocità del M.A.T. ho pensato di utilizzare un raddrizzatore ed un inverter:

Dove sia f che V sono variabili.
Fin qua ti trovi?