corrente continua -> corrente alternata
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Teniamo anche conto del fatto che sono richiesti solo 100mA al carico.
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BrunoValente
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Ciao a tutti,
volevo fare una domanda relativa ai due ponti proposti perché non riesco a capire bene il discorso della corrente di commutazione elevata che si presenta soltanto in uno dei due circuiti.
Io solitamente ho sempre utilizzato lo schema postato da cinque perché mi è sempre sembrato più "normale". In questo ponte il fatto è semplice, se i transistor vengono chiusi contemporaneamente la corrente diventa elevata perché si genera un corto circuito. Pilotando entrambi i transistor (dello stesso ramo) attraverso un' unico comando e non potendo quindi inserire dei tempi di ritardo si avrà che ad ogni commutazione i transistor saranno entrambi in conduzione poiché uno si sta spegnendo mentre l' altro si sta accendendo.
Nella versione di Bruno invece le cose vanno diversamente, è il carico a fissare la corrente massima e la Ib dei transistor sarà funzione del guadagno. Quello che non capisco è perché in questo ponte non vi siano problemi di corto circuito.
Nonostante il carico fissi la corrente massima, il pilotaggio del ponte avviene sempre attraverso le basi dei transistor e quindi in funzione del livello del segnale uscente dal 40106. Dovrei quindi avere comunque un intervallo di tempo nel quale entrambi i transistor sono in conduzione, questa corrente non passando attraverso il carico non dovrebbe essere limitata da nulla e quindi la sovraccorrente dovrebbe presentarsi anche in questo caso.
Visto quanto ho letto so che il mio ragionamento è sbagliato, ma non capisco dove. Se sono riuscito a spiegarmi qualcuno potrebbe per favore darmi una mano a capire. Grazie !
volevo fare una domanda relativa ai due ponti proposti perché non riesco a capire bene il discorso della corrente di commutazione elevata che si presenta soltanto in uno dei due circuiti.
Io solitamente ho sempre utilizzato lo schema postato da cinque perché mi è sempre sembrato più "normale". In questo ponte il fatto è semplice, se i transistor vengono chiusi contemporaneamente la corrente diventa elevata perché si genera un corto circuito. Pilotando entrambi i transistor (dello stesso ramo) attraverso un' unico comando e non potendo quindi inserire dei tempi di ritardo si avrà che ad ogni commutazione i transistor saranno entrambi in conduzione poiché uno si sta spegnendo mentre l' altro si sta accendendo.
Nella versione di Bruno invece le cose vanno diversamente, è il carico a fissare la corrente massima e la Ib dei transistor sarà funzione del guadagno. Quello che non capisco è perché in questo ponte non vi siano problemi di corto circuito.
Nonostante il carico fissi la corrente massima, il pilotaggio del ponte avviene sempre attraverso le basi dei transistor e quindi in funzione del livello del segnale uscente dal 40106. Dovrei quindi avere comunque un intervallo di tempo nel quale entrambi i transistor sono in conduzione, questa corrente non passando attraverso il carico non dovrebbe essere limitata da nulla e quindi la sovraccorrente dovrebbe presentarsi anche in questo caso.
Visto quanto ho letto so che il mio ragionamento è sbagliato, ma non capisco dove. Se sono riuscito a spiegarmi qualcuno potrebbe per favore darmi una mano a capire. Grazie !
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Nel ponte della versione "Bruno", hai, come nell'altro caso, che le due basi dei transistor sono allo stesso pontenziale, sempre, come anche i due emitter. In questo caso affinchè il BJT possa condurre la tensione di base deve superare circa 0,6 V quella di emitter, per il NPN, o dovrà essere inferiore di 0,6 V per il PNP rispetto al suo emitter. Capisci da solo che, quando un transistor trova la tensione b-e sufficiente, quello opposto è in polarizzazione inversa per almeno 0,6 V circa, ovvero abbondantemente aperto. Durante la fase di commutazione, i due transistor tendono ad andare in alta impedenza.
Questa era la tua domanda.
Io però, (sono un elettrotecnico), ragiono sempre in termini di randimento, e disprezzo le c.d.t. più che le correnti forti di breve durata. Perché? I^2*t nel periodo di commutazione non supererà mai, (a basse frequenze), l'energia che sistematicamente andranno a dissipare due transistor di questo ponte per tempo indefinito. Secondo me vale sempre la pena polarizzare meglio i transistor, magari anche con qualche zener, ma portarli bene in saturazione.
Questa era la tua domanda.
Io però, (sono un elettrotecnico), ragiono sempre in termini di randimento, e disprezzo le c.d.t. più che le correnti forti di breve durata. Perché? I^2*t nel periodo di commutazione non supererà mai, (a basse frequenze), l'energia che sistematicamente andranno a dissipare due transistor di questo ponte per tempo indefinito. Secondo me vale sempre la pena polarizzare meglio i transistor, magari anche con qualche zener, ma portarli bene in saturazione.
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Candy
32,5k 7 10 13 - CRU - Account cancellato su Richiesta utente
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- Iscritto il: 14 giu 2010, 22:54
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E' si, ora che me l' hai spiegato capisco anche da solo
. Ti ringrazio, continuavo a fare considerazioni complicate e insensate senza rendermi conto che la soluzione era piuttosto ovvia. Grazie mille !
Bello questo topic ... breve ma intenso ...
Bello questo topic ... breve ma intenso ...

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Ciao David
vedo che è già tutto chiaro e non aggiungo altro alla spiegazione di Candy.
Faccio notare solo che questa "non conduzione contemporanea intrinseca" del circuito lo rende particolarmente affidabile, semplice e quindi elegante: assenza totale di componenti passivi nel circuito di potenza.
Ma ogni medaglia ha il suo rovescio:
Il primo difetto rispetto ad altre soluzioni è quello giustamente evidenziato da Candy che è sensibile al rendimento basso di questo circuito ma faccio ancora notare che la corrente in gioco è di soli 100mA...se si fosse trattato di 20A non l'avrei certo proposto in questa veste così essenziale.
Altro difettuccio, un po' più subdolo, si manifesta con carichi affetti da reattanze parassite se i fronti della tensione pilota non sono sufficientemente ripidi.
Durante la commutazione (che presumiamo lenta), se il carico accumula energia, vi è un breve istante in cui entrambi i transistor sono interdetti e quindi il carico è abbandonato e si potrebbe manifestare, solo in quel breve istante, una oscillazione in uscita alla frequenza di risonanza del carico.
Nel nostro caso, dovendo lavorare a 50Hz ed essendo i tempi di commutazione del 40106 brevissimi rispetto al periodo dell'onda quadra, il problema della risonanza del carico è sicuramente trascurabile.
Altro pregio di questo circuito invece è una velocità più alta rispetto ad altre soluzioni proprio perché i transistor non arrivano a saturazione.
vedo che è già tutto chiaro e non aggiungo altro alla spiegazione di Candy.
Faccio notare solo che questa "non conduzione contemporanea intrinseca" del circuito lo rende particolarmente affidabile, semplice e quindi elegante: assenza totale di componenti passivi nel circuito di potenza.
Ma ogni medaglia ha il suo rovescio:
Il primo difetto rispetto ad altre soluzioni è quello giustamente evidenziato da Candy che è sensibile al rendimento basso di questo circuito ma faccio ancora notare che la corrente in gioco è di soli 100mA...se si fosse trattato di 20A non l'avrei certo proposto in questa veste così essenziale.
Altro difettuccio, un po' più subdolo, si manifesta con carichi affetti da reattanze parassite se i fronti della tensione pilota non sono sufficientemente ripidi.
Durante la commutazione (che presumiamo lenta), se il carico accumula energia, vi è un breve istante in cui entrambi i transistor sono interdetti e quindi il carico è abbandonato e si potrebbe manifestare, solo in quel breve istante, una oscillazione in uscita alla frequenza di risonanza del carico.
Nel nostro caso, dovendo lavorare a 50Hz ed essendo i tempi di commutazione del 40106 brevissimi rispetto al periodo dell'onda quadra, il problema della risonanza del carico è sicuramente trascurabile.
Altro pregio di questo circuito invece è una velocità più alta rispetto ad altre soluzioni proprio perché i transistor non arrivano a saturazione.
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BrunoValente
39,6k 7 11 13 - G.Master EY

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- Iscritto il: 8 mag 2007, 14:48
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Ciao Bruno, ogni circuito un grattacapo
!
Grazie per la spiegazione, quel ponte l' avevo già visto da qualche parte ma non mi convinceva, invece è l' uovo di Colombo. Ha effettivamente dei vantaggi non trascurabili che lo possono rendere più adatto in tante situazioni.
Come potrai ben immagiare non mancherò di provarlo alla prima occasione
...
Grazie per la spiegazione, quel ponte l' avevo già visto da qualche parte ma non mi convinceva, invece è l' uovo di Colombo. Ha effettivamente dei vantaggi non trascurabili che lo possono rendere più adatto in tante situazioni.
Come potrai ben immagiare non mancherò di provarlo alla prima occasione
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Candy ha scritto:Io però, (sono un elettrotecnico), ragiono sempre in termini di rendimento, e disprezzo le c.d.t. più che le correnti forti di breve durata.
Il problema delle correnti forti impulsive e` la generazione di rumore elettromagnetico, sempre una rogna da togliere!
(Stasera ho lasciato di stucco un po' di amici e colleghi, dopo un paio di misure su un inverterino per uso automotive che faceva casino a 500 kHz ho decretato "aggiungete un paio di spire a questo induttore". Problema risolto, 6 dB sotto maschera, dopo che ci avevano lavorato su in 3 per alcuni giorni. Tutti che mi guardavano con ammirazione, in realta` ho avuto una botta di c..o spettacolare, ma meglio non dirlo :))
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
Plug it in - it works better!
Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
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