modulazione am, curiosità
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PietroBaima,
Ianero
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tra la slides del mio prof, alla fine della modulazione am, viene scritto che è possibile eliminare la banda laterale inferiore del segnale modulato e anche la frequenza della portante, ma quest'ultima solo se il segnale modulante in banda base non ha componente continua o vicina allo zero, tramite filtro passa banda. visto che le slides mi liquidano così, perché questo fatto della componente continua nulla?
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Perche' ti serve un pochettino di span di frequenza per fare il filtraggio. Piu' il segnale modulante ha componenti vicino alla continua e piu' alto dovra' essere lo slope del filtro. Se il segnale modulante ha componenti in prossimita' della continua hai la portante appiccicata al segnale, se filtri rischi di portare via qualche componente al segnale, oltre che la portante.
(tutto rigorosamente IMHO)
(tutto rigorosamente IMHO)
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mmm span??slope??
scusami ma non sono un "esperto" di tlc !
scusami ma non sono un "esperto" di tlc !
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Per quanto riguarda lo slope sono quasi sicuro che ci fosse un termine piu' appropriato, usato proprio nel campo dei filtri, pero' al momento non mi viene in mente. In italiano slope == pendenza,
insomma...
Per lo span:
In italiano penso si possa dire intervallo.
Manco io, scusa per la terminologia stramba.
insomma...Per lo span:
The extent or measure of space between two points or extremities, as of a bridge or roof; the breadth.
In italiano penso si possa dire intervallo.
giozh ha scritto:scusami ma non sono un "esperto" di tlc !
Manco io, scusa per la terminologia stramba.
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In realta` la portante viene annullata per mezzo di un modulatore bilanciato (cioe` un moltiplicatore) se il segnale modulante non ha componente continua.
Supponiamo un segnale modulante
senza componente continua, cioe` senza energia a frequenza nulla. Lo moltiplichiamo per la portante con un moltiplicatore (modulatore bilanciato) e si ottiene
Questo segnale non ha energia alla frequenza omega zero, puoi vederlo ad esempio con una convolunzione, calcolando lo spettro di
.
Se invece del segnale modulante di prima ne metti uno che ha una componente continua
ottieni una cosa del genere:
e nel prodotto c'e` un termine
che rappresenta la portante nel sengnale di uscita, sovrapposta al segnale modulato che avevi prima.
La modulazione con modulatore bilanciato si chiama DSB-SC, double side band, suppressed carrier.
Supponiamo un segnale modulante
senza componente continua, cioe` senza energia a frequenza nulla. Lo moltiplichiamo per la portante con un moltiplicatore (modulatore bilanciato) e si ottiene
Questo segnale non ha energia alla frequenza omega zero, puoi vederlo ad esempio con una convolunzione, calcolando lo spettro di
. Se invece del segnale modulante di prima ne metti uno che ha una componente continua
ottieni una cosa del genere:
e nel prodotto c'e` un termine
che rappresenta la portante nel sengnale di uscita, sovrapposta al segnale modulato che avevi prima.La modulazione con modulatore bilanciato si chiama DSB-SC, double side band, suppressed carrier.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
Plug it in - it works better!
Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
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ah, poi un'altra cosa, io come formula per la AM ho:
con x(t) segnale modulante
quell'uno, da dove esce fuori, cioè perché metterlo? non era possibile soltanto far variare l'ampiezza in funzione di x(t)?
con x(t) segnale modulantequell'uno, da dove esce fuori, cioè perché metterlo? non era possibile soltanto far variare l'ampiezza in funzione di x(t)?
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giozh ha scritto:ah, poi un'altra cosa, io come formula per la AM ho:con x(t) segnale modulante
quell'uno, da dove esce fuori, cioè perché metterlo? non era possibile soltanto far variare l'ampiezza in funzione di x(t)?
Quell'uno si potrebbe anche togliere, ovvero dato un segnale portante p(t) e un segnale modulante m(t), esistono due modi per realizzare la modulazione di ampiezza; ovvero, supponendo per semplicità che m(t) un semplice segnale sinusoidale:
a) moltiplicare m(t)*p(t) ottenendo un segnale che contiene sia la somma sia la differenza fra le due frequenze . In questo modo, per la successiva demodulazione, potremo realizzare con un nuovo prodotto con p(t), ma avremo bisogno di "costruire" di nuovo una esatta replica della portante.
b) moltiplicando (1+m(t))*p(t); il segnale risultante oltre alle due bande laterali conterrà anche la portante (in sostanza quell'uno vuol dire sommare p(t) al segnale ottenuto in (a) ... e quindi, in questo caso la demodulazione sarà più semplice e potremo sostituire il suddetto "demodulatore a prodotto" con un "demodulatore ad inviluppo"!
Considerazioni sulla banda e sulla potenza possono portare comunque ad una trasmissione di una sola delle due bande laterali (SSB) nonostante gli svantaggi associati nella demodulazione.
Per una semplice introduzione all'argomento
http://www.ariroma.it/docs/projects/sistemi_modul.pdf
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