@ admin
sono contento che tu sia approdato a questo forum. puoi perfavore leggere la prima delle mie affermazioni e dirmi se è vera o falsa? Ti chiedo questo perché tutta la mia dimostrazione si basa su questa prima affermazione e quindi non mi è possibile continuare se non passando da lì. è molto semplice, bastano pochi minuti. Grazie.
Elettrostatica IIII
Moderatore:
carlomariamanenti
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Vediamo se ho capito il ragionamento di carloc e i vari suggerimenti successivi:
- le linee di campo elettrico dell'armatura esterna sinistra si chiudono tutte sull'armatura interna sinistra;
- le linee di campo elettrico dell'armatura interna destra si chiudono tutte sull'armatura esterna destra;
- non si può ragionare come se le due armature nate dalla scissione siano "armature comuni", in quanto armature precaricate; fanno una sorta di "schermo elettrostatico";
- è come se ci fossero due condensatori indipendenti, ognuno caricato "per i fatti suoi".

Grazie in anticipo per un'eventuale risposta.
- le linee di campo elettrico dell'armatura esterna sinistra si chiudono tutte sull'armatura interna sinistra;
- le linee di campo elettrico dell'armatura interna destra si chiudono tutte sull'armatura esterna destra;
- non si può ragionare come se le due armature nate dalla scissione siano "armature comuni", in quanto armature precaricate; fanno una sorta di "schermo elettrostatico";
- è come se ci fossero due condensatori indipendenti, ognuno caricato "per i fatti suoi".

Grazie in anticipo per un'eventuale risposta.

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Capacità di un condensatore a quattro armature
Sia dato il condensatore ad armature parallele schematizzato in figura
Le armature siano di area uguale e siano trascurati gli effetti di bordo. Le armature interne (B e C) siano libere di muoversi indipendentemente restando parallele tra di loro e parallele alle armature esterne (A e D). Le armature esterne siano invece fisse e siano date le distanze tra tutte le armature come in figura.
In tali condizioni si ha

dove D rappresenta lo spessore totale del dielettrico.
Il sistema rappresentato nel disegno si puo vedere come la serie di tre condensatori (A/B, B/C, C/D) ciascuno caratterizzato da una diversa distanza tra le armature aventi tutte la stessa area e stesso dielettrico. Si può calcolare la capacita totale come serie delle tre capacita

che nelle condizioni specificate diventa

semplificando

che rappresenta la capacità di un unico condensatore con armature uguali e distanza D tra le stesse.
Questo è quanto ho affermato al primo punto della mia risposta. Primo punto che è stato definito falso da RenzoDF e che alla mia richiesta di rettifica ha risposto snobbandomi e cercando di spostare l'attenzione su altre questioni.
Se questo sito è veramente all'altezza di quanto appare ritengo giusto avere risposta su questa questione. Grazie.
Sia dato il condensatore ad armature parallele schematizzato in figura
Le armature siano di area uguale e siano trascurati gli effetti di bordo. Le armature interne (B e C) siano libere di muoversi indipendentemente restando parallele tra di loro e parallele alle armature esterne (A e D). Le armature esterne siano invece fisse e siano date le distanze tra tutte le armature come in figura.
In tali condizioni si ha

dove D rappresenta lo spessore totale del dielettrico.
Il sistema rappresentato nel disegno si puo vedere come la serie di tre condensatori (A/B, B/C, C/D) ciascuno caratterizzato da una diversa distanza tra le armature aventi tutte la stessa area e stesso dielettrico. Si può calcolare la capacita totale come serie delle tre capacita

che nelle condizioni specificate diventa

semplificando

che rappresenta la capacità di un unico condensatore con armature uguali e distanza D tra le stesse.
Questo è quanto ho affermato al primo punto della mia risposta. Primo punto che è stato definito falso da RenzoDF e che alla mia richiesta di rettifica ha risposto snobbandomi e cercando di spostare l'attenzione su altre questioni.
Se questo sito è veramente all'altezza di quanto appare ritengo giusto avere risposta su questa questione. Grazie.
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mikereg
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Once and for all: il sistema che tu hai analizzato NON è equivalente a quello del problema!
Nel disegno che hai fatto, indica come sono distribuite le cariche e confronta se sono compatibili con i dati del problema e con le leggi dell'elettrostatica.
Nel disegno che hai fatto, indica come sono distribuite le cariche e confronta se sono compatibili con i dati del problema e con le leggi dell'elettrostatica.
It's a sin to write
instead of
(Anonimo).
...'cos you know that
ain't
, right?
You won't get a sexy tan if you write
in lieu of
.
Take a log for a fireplace, but don't take
for
arithm.
instead of
(Anonimo)....'cos you know that
ain't
, right?You won't get a sexy tan if you write
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.Take a log for a fireplace, but don't take
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DirtyDeeds
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mikereg ha scritto:Questo è quanto ho affermato al primo punto della mia risposta. Primo punto che è stato definito falso da RenzoDF e che alla mia richiesta di rettifica ha risposto snobbandomi e cercando di spostare l'attenzione su altre questioni.
il mio "falso" alla tua prima affermazione presupponeva che, vista la mia unica domanda posta (quella in rosso) relativa alla separazione, tu stessi rispondendo a quella configurazione, e non a quella che hai disegnato nel tuo ultimo post [54] e che non ha nulla a che vedere con la richiesta del problema, ma si riferisce solo ad un esempio di calcolo capacitivo da "scuola elementare"
"Il circuito ha sempre ragione" (Luigi Malesani)
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I calcoli che hai fatto tu, se quelli li pensi come tre condensatori in serie, siamo capaci di farli tutti qui.
Non li controllo nemmeno ma sono senz'altro giusti.
Quello che ti ostini a non capire, o a fare finta di non capire, è , come ti ha detto carloc già, che nel problema posto il terzo condensatore non esiste: le armature centrali non sono le armature separate di un condensatore a se stante. Quella di sinistra è l'armatura positiva del condensatore di sinistra; quella di destra è l'armatura negativa del condensatore di destra. Le due armature sono unite ed equipotenziali. I condensatori sono due. Avvicinando le armature centrali alle armature esterne, aumenta la capacità dei due condensatori laterali e basta.
Non li controllo nemmeno ma sono senz'altro giusti.
Quello che ti ostini a non capire, o a fare finta di non capire, è , come ti ha detto carloc già, che nel problema posto il terzo condensatore non esiste: le armature centrali non sono le armature separate di un condensatore a se stante. Quella di sinistra è l'armatura positiva del condensatore di sinistra; quella di destra è l'armatura negativa del condensatore di destra. Le due armature sono unite ed equipotenziali. I condensatori sono due. Avvicinando le armature centrali alle armature esterne, aumenta la capacità dei due condensatori laterali e basta.
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@ chi è interessato
anticipo alcune considerazioni che fanno parte dei punti successivi ma che aiutano a comprendere il meccanismo che regola ciò che succede al momento della separazione delle armature interne.
Quando le armature sono a contatto la differenza di poteziale tra loro è ovviamente nulla. L'equilibrio delle cariche è dato dall'equivalenza delle cariche sulle due facce esterne delle due armature a contatto. Non appena le due armature si separano l'equilibrio delle cariche avviene con la comparsa di una carica equivalente ed opposta sulle facce in separazione. Le due armature sono cosi neutre ma mantengono l'equilibrio generale. Al momento della separazione la differenza di potenziale è ancora zero e cresce con l'allontanamento delle due armature. La costante è il campo elettrico che non varia in alcun punto del dielettrico interposto tra le armature esterne in quanto capacità totale energia tensione e spessore totale del dielettrico non variano.
Tutto questo anche in rispetto di una conservazione dell'energia e di una continuità algli estremi che è indispensabile per non contraddire le equazioni che ho indicato nel messaggio di prima che restano valide anche quando due degli spessori (d1, d2, d3) vanno a zero.
anticipo alcune considerazioni che fanno parte dei punti successivi ma che aiutano a comprendere il meccanismo che regola ciò che succede al momento della separazione delle armature interne.
Quando le armature sono a contatto la differenza di poteziale tra loro è ovviamente nulla. L'equilibrio delle cariche è dato dall'equivalenza delle cariche sulle due facce esterne delle due armature a contatto. Non appena le due armature si separano l'equilibrio delle cariche avviene con la comparsa di una carica equivalente ed opposta sulle facce in separazione. Le due armature sono cosi neutre ma mantengono l'equilibrio generale. Al momento della separazione la differenza di potenziale è ancora zero e cresce con l'allontanamento delle due armature. La costante è il campo elettrico che non varia in alcun punto del dielettrico interposto tra le armature esterne in quanto capacità totale energia tensione e spessore totale del dielettrico non variano.
Tutto questo anche in rispetto di una conservazione dell'energia e di una continuità algli estremi che è indispensabile per non contraddire le equazioni che ho indicato nel messaggio di prima che restano valide anche quando due degli spessori (d1, d2, d3) vanno a zero.
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mikereg
-18 1 3 - CRU - Account cancellato su Richiesta utente
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mikereg ha scritto:@ admin la tua dimostrazione in [51] non è corretta in quanto presuppone il collegamento elettrico tra l'armatura B e C che invece è assente.
Il tuo "in quanto" non è certo una dimostrazione dell'errore della formula. Il collegamento c'è ed è dovuto al fatto che tra le due "armature" interne NON c'è campo elettrico, il che vuole dire che il campo elettrico è nullo. La tensione tra le due armature interne è il prodotto del campo elettrico per la loro distanza. Il campo elettrico è nullo; la distanza no. Il prodotto è nullo. Le due armature sono equipotenziali.
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