ciao,
come mai gli impianti elettrici con fili rigidi (ossia quelli che hanno un unico filo di rame spesso e non tanti piccoli fili) non sono a norma?
Voglio dire, che problema di sicurezza hanno?
impianto elettrico con fili rigidi
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StrikeD ha scritto:ciao,
come mai gli impianti elettrici con fili rigidi (ossia quelli che hanno un unico filo di rame spesso e non tanti piccoli fili) non sono a norma?
Voglio dire, che problema di sicurezza hanno?
E chi lo dice che non sono a norma??? Possono andare bene, l'importante è che il cavo sia opportunamente protetto a monte dalle sovracorrenti e cortocircuito... Da verificare invece il grado di isolamento, perché trattandosi di cavi che minimo hanno 30-40 anni può essere che l'isolamento non sia più garantito per cui conviene sostituirli per evitare interventi intempestivi del differenziale.
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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Mike ha scritto:.... l'importante è che il cavo sia opportunamente protetto a monte dalle sovracorrenti e cortocircuito....
e questa opportuna protezione è garantita da un buon differenziale ed un buon salvavita? o ci vuole anche qualcos'altro?
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StrikeD ha scritto:e questa opportuna protezione è garantita da un buon differenziale ed un buon salvavita? o ci vuole anche qualcos'altro?
Ci vuole qualcosa d'altro.
Il differenziale, o il cosiddetto salvavita (sono la stessa cosa), serve per la protezione contro i contatti indiretti. Ossia per impedire l'instaurarsi di tensioni pericolose sulle masse delle apparecchiature in caso di cedimento dell'isolamento all'interno delle stesse. Nel caso specifico il differenziale può essere utile anche per rivelare difetti di isolamento dei conduttori. Tutto ciò a patto che il valore della corrente di intervento del differenziale sia coordinata con il valore della resistenza di terra.
La protezione contro le sovracorrenti ed il cortocircuito deve essere assicurata da un interruttore automatico di tipo magnetotermico. Che spesso è integrato in un unico dispositivo con il differenziale: l'interruttore magnetotermico differenziale (MTD).
A prescindere dalla qualità del componente, l'interruttore magnetotermico deve avere soglie di intervento coordinate con la sezione del conduttore, così da garantire che, in tutte le condizioni, il conduttore stesso non possa essere interessato da correnti superiori alla sua portata, in regime permanente o transitorio.
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