A questo punto sorge naturale chiedersi per quale motivo i produttori di minerale ricco di Uranio, nel caso che l’Italia si doti di sistemi di raffinazione (supercentrifughe con costi di fabbricazione e funzionamento tutt’altro che trascurabili) o peggio produttori di Uranio arricchito forniscano all’Italia combustibile nucleare ad un prezzo che sia inferiore a quello equivalente dei combustibili fossili?
Ammetto di non aver letto bene tutto ma mi limito a commentare questo passo.
Che significa prezzo "equivalente" del combustibile nucleare ?
Quando si produce energia elettrica con fonte fossile (carbone, petrolio, etc) questo è in gran parte legato al costo del cobustibile stesso.
Viceversa nel caso del combustibile nucleare, il costo del kWh è solo in minina parte legato al costo dell'uranio.
Come va intepretata questa "equivalenza"?
Poi siamo sempre al solito. Non si discute del fatto che sia meglio dipendere esclusivamente o principalmente dalla fonte nucleare. Ma se ne famoso mix vi debba essere una parte nucleare oppure no!

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