Spero che qualcuno mi sappia dare una risposta a questa domanda.
Premetto che io sono un Per. Ind. iscritto all'albo, e l'altro giorno discutendo con dei colleghi periti e degli ingegneri si dibatteva sulle competenze abilitative tra ingegneri e periti, ma ho notato che le idee erano confuse per tutti.
Mi sapreste dire effettivamente per quanto riguarda l'impiantistica quali sono le differenze limitative tra un perito ed un ingegnere? O meglio, cosa l'ingegnere può fare che il perito non può fare? Grazie.
Perito o Ingegnere?
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Carloni ha scritto:Spero che qualcuno mi sappia dare una risposta a questa domanda.
Premetto che io sono un Per. Ind. iscritto all'albo, e l'altro giorno discutendo con dei colleghi periti e degli ingegneri si dibatteva sulle competenze abilitative tra ingegneri e periti, ma ho notato che le idee erano confuse per tutti.
Mi sapreste dire effettivamente per quanto riguarda l'impiantistica quali sono le differenze limitative tra un perito ed un ingegnere? O meglio, cosa l'ingegnere può fare che il perito non può fare? Grazie.
Almeno "una volta all'anno" spunta fuori questa domanda che fa esplodere un flame...
Un perito (elettrotecnico e/o elettronico, ma è un'altra questione ancora più contorta) può progettare qualsiasi impianto "che non richieda la conoscenza del calcolo infinitesimale".
Questa rimane l'unica distinzione che troverai su qualsiasi libro, sito, NG o quant'altro.
Teoricamente non potrebbe quindi progettare niente, nemmeno dimensionare una linea di alimentazione.
Praticamente invece non ci sono limiti (se non per quanto riguarda le competenza delle varie specializzazioni).
Se sai di non sapere sai già qualcosa
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Raifox allora come tu dici da un punto di vista pratico non ce nessuna differenza tra un perito ed un ingegnere (ovviamente nello specifico settore), quindi chi si è preso una laurea per fare il progettista ha perso solo tempo? Come hai precisato, questo sul piano pratico, ma sul piano teorico, ed intendo come abilitazioni da un punto di vista proprio legale, ci stanno o non ci stanno differenze? La legge la fa qualche differenza sulle cose che possono firmare i due?
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Il limite del perito dovrebbe essere il calcolo infinitesimale ma a quanto sembra la differenza per la legge quella che l'ingegnere può fare il ricercatore all'università e il perito ovviamente no.Ciao
Credi in te nulla sarà fuori dalla tua portata
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Allora scusate la mia ingoranza sul dettaglio, ma nella progettazione impiantistica, dov'è che rientra il calcolo infinitesimale, o meglio, nella stesura di un progetto di un impianto elettrico industriale o di un impianto fotovoltaico in quale punto si ricorre al calcolo infinitesimale?
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Esatto, dal punto di vista teorico e pratico un perito industriale iscritto all'albo ed un ingegnere iscritto all'albo sezione A o B hanno le stesse medesime competenze in materia di impianti.
Un perito industriale non può progettare impianti dove è previsto l'uso del calcolo infinitesimale, in pratica è tutto normato e tabellato dal CEI di conseguenza non ci sono calcoli infinitesimali. Qualcuno aveva provato tempo fa ad affermare che per progettare anche una semplice linea elettrica ci volesse il calcolo infinitesimale ma poi i giudici gli hanno dato torto marcio.
Un ingegnere junior non ha il limite del calcolo infinitesimale ma in ogni caso può progettare solo impianti standard o comunque normati.
Un ingegnere senior non ha alcun limite e può progettare impianti sperimentali.
Un perito industriale non può progettare impianti dove è previsto l'uso del calcolo infinitesimale, in pratica è tutto normato e tabellato dal CEI di conseguenza non ci sono calcoli infinitesimali. Qualcuno aveva provato tempo fa ad affermare che per progettare anche una semplice linea elettrica ci volesse il calcolo infinitesimale ma poi i giudici gli hanno dato torto marcio.
Un ingegnere junior non ha il limite del calcolo infinitesimale ma in ogni caso può progettare solo impianti standard o comunque normati.
Un ingegnere senior non ha alcun limite e può progettare impianti sperimentali.
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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Carloni ha scritto:Allora scusate la mia ingoranza sul dettaglio, ma nella progettazione impiantistica, dov'è che rientra il calcolo infinitesimale, o meglio, nella stesura di un progetto di un impianto elettrico industriale o di un impianto fotovoltaico in quale punto si ricorre al calcolo infinitesimale?
Mai.
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Mike
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Se si parla per le sole competente impiantistiche, dal punto di vista reale non vi sono grandissime differenze fra periti elettrotecnici, ingegneri A e B.
Però non dimentichiamo che un ingegnere vecchio ordinamento può firmare tutto; quindi un ing. elettrico V.O. può progettare anche case, navi, ecc.. (non sono molto d'accordo, comunque...), come pure un ingegnere elettrico nuovo ordinamento, che sia triennale o specialista si iscrive comunque al settore industriale il che vuol dire che può progettare oltre che impianti elettrici anche pezzi meccanici, navi, aerei eccc... (in quanto al settore industriale afferiscono anche ing. navali, aereospaziali, meccanici, gestionali, chimici e qualcos'altro)... tutto ciò per dire che un ing. abbraccia più settori di un perito.
Però la cosa assurda è che un perito elettronico oggi può progettare impianti elettrici mentre un ingegnere elettronico nuovo ordinamento, andando a finire nel settore informazione, pur sostenendo esami di elettrotecnica, misure e a scelta impianti elettrici e macchine elettriche, non può firmare impianti elettrici.
Però non dimentichiamo che un ingegnere vecchio ordinamento può firmare tutto; quindi un ing. elettrico V.O. può progettare anche case, navi, ecc.. (non sono molto d'accordo, comunque...), come pure un ingegnere elettrico nuovo ordinamento, che sia triennale o specialista si iscrive comunque al settore industriale il che vuol dire che può progettare oltre che impianti elettrici anche pezzi meccanici, navi, aerei eccc... (in quanto al settore industriale afferiscono anche ing. navali, aereospaziali, meccanici, gestionali, chimici e qualcos'altro)... tutto ciò per dire che un ing. abbraccia più settori di un perito.
Però la cosa assurda è che un perito elettronico oggi può progettare impianti elettrici mentre un ingegnere elettronico nuovo ordinamento, andando a finire nel settore informazione, pur sostenendo esami di elettrotecnica, misure e a scelta impianti elettrici e macchine elettriche, non può firmare impianti elettrici.
Fabio
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Fabietto5 ha scritto:Però la cosa assurda è che un perito elettronico oggi può progettare impianti elettrici mentre un ingegnere elettronico nuovo ordinamento, andando a finire nel settore informazione, pur sostenendo esami di elettrotecnica, misure e a scelta impianti elettrici e macchine elettriche, non può firmare impianti elettrici.
ma questo solo in Italia, o anche all'estero?
che può fare un ingegnere elettronico nuovo ordinamento, per poter firmare impianti elettrici?
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sandro.mosfet
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Premetto che sono un Ingegnere, ma quello che vi riporto è dato dalla Norma e dall'esperienza, non da interpretazioni personali, o almeno ci provo.
Per la progettazione elettrica, nel palazzo di fronte al mio c'è un mio amico, un Perito, che ha più o meno la mia età, ma è più bravo di me, probabilmente perché ha iniziato a lavorare 10 anni prima di me, perché ha fatto una scuola specializzante nel settore elettrico. Non siamo in competizione anche perché ho osservato che abbiamo una differente forma mentis nell'affrontare lo stesso problema. Ho come l'impressione, e questa è personale, che l'Ing, per formazione, abbia tendenzialmente una visione d'insieme superiore a quella di un perito. Voglio dire che quando faccio un sopralluogo per l'elettrico, inevitabilmente butto un occhio su antincendio, termotecnico, strutturale... questo è o dovrebbe essere il quid dell'ingegnere, la curiosità e la capacità di analisi e sintesi della realtà nel suo insieme.
In termini normativi: Io ho fatto 5 anni, un mio amico 3 (sempre ingegneria). La norma prescrive che se ci toccasse fare un'opera fuori dal comune (galleria particolare, diga, antincendio non normato, impianti elettrici dove per condizioni ambientali bisogna sforare la norma tecnica) ecco, lì il mio collega non può firmare. Ha bisogno della controfirma mia. L'ing triennale non è abilitato a progettare al di fuori del quotidiano o quantomeno del normato.
Perché secondo Voi si parla del calcolo infinitesimale o differenziale? E' ovvio.
Perché questi strumenti del calcolo sono quelli necessari per creare nuove norme o avere la confidenza di poter dire: in questo caso non posso applicare la norma, allora elaboro un mio modello, lo verifico e poi lo applico. Ne sono sicuro? La risposta è o dovrebbe essere: si.
Chiedo anticipatamente scusa se con qualche termine qualche Per. o Ing. Junior può sentirsi non rispettato o trattato in malo modo, non era mia intenzione. Ma sono fermamente convinto di quello che ho scritto, forse perché oltre all'Ingegneria mi sono dedicato alla ricerca, il contesto per eccellenza nel quale le nuove regole o norme vanno create in quanto ancora da scrivere.
Un saluto.
Giulio Passarini
Per la progettazione elettrica, nel palazzo di fronte al mio c'è un mio amico, un Perito, che ha più o meno la mia età, ma è più bravo di me, probabilmente perché ha iniziato a lavorare 10 anni prima di me, perché ha fatto una scuola specializzante nel settore elettrico. Non siamo in competizione anche perché ho osservato che abbiamo una differente forma mentis nell'affrontare lo stesso problema. Ho come l'impressione, e questa è personale, che l'Ing, per formazione, abbia tendenzialmente una visione d'insieme superiore a quella di un perito. Voglio dire che quando faccio un sopralluogo per l'elettrico, inevitabilmente butto un occhio su antincendio, termotecnico, strutturale... questo è o dovrebbe essere il quid dell'ingegnere, la curiosità e la capacità di analisi e sintesi della realtà nel suo insieme.
In termini normativi: Io ho fatto 5 anni, un mio amico 3 (sempre ingegneria). La norma prescrive che se ci toccasse fare un'opera fuori dal comune (galleria particolare, diga, antincendio non normato, impianti elettrici dove per condizioni ambientali bisogna sforare la norma tecnica) ecco, lì il mio collega non può firmare. Ha bisogno della controfirma mia. L'ing triennale non è abilitato a progettare al di fuori del quotidiano o quantomeno del normato.
Perché secondo Voi si parla del calcolo infinitesimale o differenziale? E' ovvio.
Perché questi strumenti del calcolo sono quelli necessari per creare nuove norme o avere la confidenza di poter dire: in questo caso non posso applicare la norma, allora elaboro un mio modello, lo verifico e poi lo applico. Ne sono sicuro? La risposta è o dovrebbe essere: si.
Chiedo anticipatamente scusa se con qualche termine qualche Per. o Ing. Junior può sentirsi non rispettato o trattato in malo modo, non era mia intenzione. Ma sono fermamente convinto di quello che ho scritto, forse perché oltre all'Ingegneria mi sono dedicato alla ricerca, il contesto per eccellenza nel quale le nuove regole o norme vanno create in quanto ancora da scrivere.
Un saluto.
Giulio Passarini
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