Più o meno quello che intendevo, il solare termico ed il geotermico già danno una mano, non da poco.
In oltre un po di pozzi quà e la di petrolio li abbiamo, peccato che molti li vendiamo in vecie di usarli. Ma non siamo qui per far polemica.
la cosa fondamentale sarebbe sfruttare a pieno quello che abbiamo e non puntare ad occhi chiusi sul nucleare rischiando di finire come Francia ed affini con un eccesso energetico nottutno da paura
Considerazioni sull'energia elettrica da fissione nucleare
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sebago,
mario_maggi
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esattamente, se questa è l'idea sono d'accordo, al patto di aspettare il cambio di generazione.
tra l'altro le ricerche sulle centrali al sodio, più che a buon punto, sono italo-francese, quindi i brevetti sarebbero già nostri senza bisogno di comprare all'estero (a proposito di risorse)
tra l'altro le ricerche sulle centrali al sodio, più che a buon punto, sono italo-francese, quindi i brevetti sarebbero già nostri senza bisogno di comprare all'estero (a proposito di risorse)
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Qualcuno ha detto geotermico?
Negli USA, paese che ha fatto per primo i passi nella produzione attraverso il nucleare, più precisamente in California questa stazione geotermale, eroga una potenza costante di 725 MW sufficiente a soddisfare il fabbisogno di tutta l'area metropolitana si S.Francisco ( 7.000.000 di abitanti e circa) composta, stando alle stime del loro sito, da 725,000 unità abitative.
A parte che l'Islanda ha fatto da apripista a questa forma integrativa di energia, pulita, costante (utilizzabile nel carico di base), ed inesauribile nel breve periodo, più di qualsiasi altro idrocarburo o elemento radioattivo, direi che è o no una buona cosa?
Penso poi a quante zone geotermali abbiamo in Italia, le più intense dislocate prevalentemente lungo la costa ovest, toscana in testa, purtroppo alcune su isole o in mare aperto, con non del tutto trascurabili zone meno intense sparse tra Liguria e Veneto, considerando poi, che data la natura della fonte, si possono costruire centrali completamente sotterranee, quindi del tutto nascoste alla vista anche del più radicale paesaggista o naturalista, mi chiedo, perché no?
La sola centrale di Larderello in Italia , produce 10% dell'energia geotermica mondiale, con un ammontare di 4800 GWh annui, ma mi sembra una cosa troppo isolata , lasciata a sè, la sola zona di Larderello confrontata con l'estensione geotermica della Toscana, mi sembra una "cattedrale nel deserto".
Riflettiamo, anche su questo, magari unito al fatto che il geotermico è sfruttabile anche per l'autoproduzione, forse ci risparmierebbe una centrale nucleare in meno nel preventivo.
Negli USA, paese che ha fatto per primo i passi nella produzione attraverso il nucleare, più precisamente in California questa stazione geotermale, eroga una potenza costante di 725 MW sufficiente a soddisfare il fabbisogno di tutta l'area metropolitana si S.Francisco ( 7.000.000 di abitanti e circa) composta, stando alle stime del loro sito, da 725,000 unità abitative.
A parte che l'Islanda ha fatto da apripista a questa forma integrativa di energia, pulita, costante (utilizzabile nel carico di base), ed inesauribile nel breve periodo, più di qualsiasi altro idrocarburo o elemento radioattivo, direi che è o no una buona cosa?
Penso poi a quante zone geotermali abbiamo in Italia, le più intense dislocate prevalentemente lungo la costa ovest, toscana in testa, purtroppo alcune su isole o in mare aperto, con non del tutto trascurabili zone meno intense sparse tra Liguria e Veneto, considerando poi, che data la natura della fonte, si possono costruire centrali completamente sotterranee, quindi del tutto nascoste alla vista anche del più radicale paesaggista o naturalista, mi chiedo, perché no?
La sola centrale di Larderello in Italia , produce 10% dell'energia geotermica mondiale, con un ammontare di 4800 GWh annui, ma mi sembra una cosa troppo isolata , lasciata a sè, la sola zona di Larderello confrontata con l'estensione geotermica della Toscana, mi sembra una "cattedrale nel deserto".
Riflettiamo, anche su questo, magari unito al fatto che il geotermico è sfruttabile anche per l'autoproduzione, forse ci risparmierebbe una centrale nucleare in meno nel preventivo.
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Ivan_Iamoni
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Una sola? io direi di più con il pallino che per fare una centrale geotermica non devi metterci 20 anni e ricreare gli ingegneri da capo e spendere una bordata di soldi. in oltre non si è più dipendenti dall'estero... o fosse questo il problema 
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Di sicuro la parola " CENTRALE NUCLEARE " detta da personaggi politici, che credono che l'"Uragnio" sia anche un ottimo insetticida, ed ascoltata in televisione da persone che ne sanno meno di loro dà l'idea di una cosa mooolto importante, prioritaria e definitiva soluzione a tutti i problemi.
L'ho detta....
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Ivan_Iamoni
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TONYSTARK ha scritto:esattamente, se questa è l'idea sono d'accordo, al patto di aspettare il cambio di generazione.
tra l'altro le ricerche sulle centrali al sodio, più che a buon punto, sono italo-francese, quindi i brevetti sarebbero già nostri senza bisogno di comprare all'estero (a proposito di risorse)
Oh, finalmente qualcosa su cui discutere che non sa di pregiudizio e basta.
Infatti la questione secondo me non dovrebbe essere se fare il nucleare o non farlo, ma perché non fare quello di quarta generazione.
Ho letto un po' in giro, mi sembra che almeno un reattore funzionante sia stato fatto, però noi faremmo ancora centrali di terza generazione. perché ? Siamo ancora effettivamente indietro con quelle di quarta o qualcuno deve vendere quelle di terza ?
Per il geotermico, mi sembra che tu parlassi di quello casalingo. Io ce l' ho, ma fatto da troppo poco tempo per sapere se sarà stato conveniente o meno. Ok che ho anche l' impianto fotovoltaico, ma usandolo solo d' inverno per il riscaldamento, l' autoconsumo è irrisorio.
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Dal punto di vista energetico quello conveniente è il solare termico per acqua calda sanitaria, per cui se hai quello è un buon affare.
il geotermico per centrali di produzione è un occasione spettacolare in quanto tutti i metodi di produzione di energia di base si basano sul ciclo termodinamico di Rankine (http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_Rankine) il tutto si basa su acqua calda sotto pressione.
sia le centrali nucleari che quelle a carbone che quelle geotermiche si basano su questo ciclo.
per cui il geotermico può dare centrali da vari MW elettrici per la produzione di base.
Il fatto della quarta generazione è il problema al momento, ancora non si può costruire per ragioni di sicurezza, bisogna ridefinire tutti i nuovi standard e riformulare i vari parametri legislativi in quanto il sistema di funzionamento al sodio è sostanzialmente diverso da quello ad acqua.
il geotermico per centrali di produzione è un occasione spettacolare in quanto tutti i metodi di produzione di energia di base si basano sul ciclo termodinamico di Rankine (http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_Rankine) il tutto si basa su acqua calda sotto pressione.
sia le centrali nucleari che quelle a carbone che quelle geotermiche si basano su questo ciclo.
per cui il geotermico può dare centrali da vari MW elettrici per la produzione di base.
Il fatto della quarta generazione è il problema al momento, ancora non si può costruire per ragioni di sicurezza, bisogna ridefinire tutti i nuovi standard e riformulare i vari parametri legislativi in quanto il sistema di funzionamento al sodio è sostanzialmente diverso da quello ad acqua.
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al patto di aspettare il cambio di generazione
I problemi energetici italiani
- alta dipendenza dall'estero malgrado un consumo inferiore alla media
- elevata emissione di CO2
- elevato costo
vanno affrontati subito, con tecnologie già allo stato dell'arte.
Non possiamo aspettare aspettare il "nuovo modello", o imbarcarci in tecnologie ancora in fase di ricerca o di studio di fattibilità.
Ovviamente, questo non significa escludere la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie, ma queste non devono escludere investimenti a breve termine in tecnologie consolidate e collaudate.
Penso poi a quante zone geotermali abbiamo in Italia, le più intense dislocate prevalentemente lungo la costa ovest, toscana in testa, purtroppo alcune su isole o in mare aperto, con non del tutto trascurabili zone meno intense sparse tra Liguria e Veneto, considerando poi, che data la natura della fonte, si possono costruire centrali completamente sotterranee, quindi del tutto nascoste alla vista anche del più radicale paesaggista o naturalista, mi chiedo, perché no?
Non sono un esperto, ma mi sembra che non esistano altre zone in Italia idonee come il Lardarello per la produzione di energia su vasta scala. Non confondiamo le terme per le persone con le grandi centrali geotermiche. Dobbiamo puntare su tecnologie fattibili e economicamente convenienti.
Io mi riferivo al minigeotermico (quello che sfrutta il calore del sottosuolo sotto le singole abitazioni), tecnologia molto trascurata in Italia, che non potrebbe risolvere i problemi energetici di un grande paese ma almeno permetterebbe di risparmiare un po' di metano.
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