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impianto di terra

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[1] impianto di terra

Messaggioda Foto Utenteteo » 3 mar 2005, 18:10

Quando in un utilizzatore la massa va in tensione ed è isolato da terra il potenziale sulla carcassa dello stesso è 220 V?
se collego la carcassa dell'utilizzatore a terra posso considerare la resistenza di terra in parallelo a quella dell'utilizzatore essendo la resistenza di messa a terra del neutro poca cosa,e posso quindi risalire alla corrente di guasto una volta determinata la resistenza di terra con la regola del parallelo?In questo caso la persona che va a toccare la carcassa si troverebbe anch'essa sottoposta ad un potenziale verso terra di 220 V e la sua resistenza sarebbe in parallelo con quella di terra?
Il conduttore di neutro che è a potenziale zero nel momento che è percorso da corrente per la chiusura di un circuito presenta un potenziale di 220 V rispetto terra?
Se una persona andasse a toccare una massa collegata a terra, mentre si è verificato un cedimento dell'isolamento, e si trovasse sul picchetto di terra la sua resistenza invece di essere in parallelo con quella di terra sarebbe in serie?
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Messaggioda Foto Utente357gre » 17 mar 2005, 21:14

Ciao. Io ti riporto un fenomeno che dovrebbe charirti una parte di dubbi.
Alimento a 220 V una bobina di elettrovalvola collegando tramite un sezionatore la fase e il neutro. Si sente sempre dire a cuor leggero che il neutro potrebbe andare in tensione solo per cause dipendenti dall'ente distributore o comunque per fenomeni esterni all'impianto, ma in realtà il neutro diventa pericoloso, nei sistemi TT (civili), anche quando venga interrotto mentre la fase rimane integra. Infatti venendo a contatto con detto neutro immediatamente a valle delle succitata bobina si becca la scossa come se si avesse toccato la fase, dato che non vi è alcuna corrente che attraversa il carico e quindi alcuna caduta di tensione apprezzabile. l'unica corrente che passa è anche quella che ci attraversa il corpo e per farci male basta che sia anche di soli 25 mA.
Greggio G.
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