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Maspe41 » 27 gen 2011, 10:49
La domanda sugli scaldabagno elettrici era motivata da quanto segue:
Caso di Produzione di acqua calda con scaldabagno elettrico
In questo caso, l'utilizzo di energia termica per produrre acqua sanitaria comprende una doppia trasformazione. In una prima fase occorre produrre energia elettrica (tipicamente, in centrali termoelettriche, più raramente in idroelettriche). L'energia elettrica prodotta, poi, trasportata all'utenza, dovrà a sua volta trasformarsi in energia termica per effetto Joule per essere conferita all'acqua. Per produrre con uno scaldabagno elettrico 1500 kcal (1,7 kWh termici) sono necessari circa 1,94 kWh elettrici, avendo stimato l'efficienza di conversione dello scaldabagno elettrico pari al 90%. Mediamente, una famiglia di quattro persone utilizza, quindi, 7,74 kWh elettrici al giorno per la produzione di acqua calda sanitaria. Ma è da considerare che, per la produzione di ogni kWh elettrico, vengono consumati dal parco di centrali elettriche italiane, circa 2,54 kWh, sotto forma di energia primaria.
Considerando questa doppia trasformazione da energia primaria in energia elettrica e da elettrica a termica, emerge che, per produrre l'acqua calda necessaria giornalmente per soddisfare il fabbisogno pro capite sono necessarie 2,54 . 1,94 = 4,93 kWh primari equivalenti a 4.240 kcal. In tal modo solo il 35% dell'energia primaria consumata viene effettivamente utilizzata dall'utente.
Caso di produzione di acqua calda con caldaia a gas
Una caldaia a gas ha ovviamente una resa energetica diretta più alta, perché evita la conversione più energivora (e più exergivora), che consiste nel passaggio energia termica -> energia elettrica. Per questo la resa globale si aggira sull'80÷85%. La produzione di calore e il conseguente riscaldamento dell'acqua sanitaria avviene per combustione diretta del metano. Nel caso peggiore di rendimento del 80%, per produrre 1500 kcal sono quindi necessarie in un giorno 1875 kcal (ossia 2,18 kWh).
Confronto di consumi energetici tra i casi esaminati
Ferme restando le ipotesi sopra enunciate ed il quantitativo procapite di acqua necessaria, nel caso delllo scaldabagno a gas rispetto allo scaldabagno elettrico si risparmierebbero circa 2,5 kWh al giorno a persona.
Secondo l'ipotesi di TONYSTARK (2 famiglie su tre) la diffusione in Italia degli scaldabagni a gas è solo del 30% rispetto a quelli elettrici, causa il costo iniziale notevolmente inferiore per i primi, e non tenendo conto dell’acqua calda perduta per gli elettrici (creata e non utilizzata), se si vietasse l’uso di quest’ultimi, si avrebbe un risparmio energetico di circa 32 TWh equivalente alla produzione di circa 3,5 centrali nucleari da 9 TWh anno, cioè simili a quelle che si vorebbero costuire in Italia (vedi centrale Finlandese di Olkiluoto). Poiché nella ipotesi di TONYSTARK (2 famiglie su tre) gli scaldabagni elettrici da sostituire sarebbero circa 10-12 milioni, invece di spendere 20 miliardi di euro per 3,5 centrali, come si deduce dalla esperienza finlandese, il governo potrebbe dare un contributo di 1.500 euro a scaldabagno sostituito (cifra più che sufficiente per installare uno scaldabagno a gas) e ci guadagnerebbe sia come costo iniziale che come risparmio energetico futuro.
Per semplicità non ho trattato il caso di scaldabagno a gas con ausilio di riscaldamento a pannelli solari, dove il risparmio è più che doppio rispetto al caso esaminato.
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Maspe41 il 27 gen 2011, 11:48, modificato 1 volta in totale.