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Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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Messaggioda Foto Utenteg.schgor » 31 gen 2007, 22:33

Direi di affrontare per prima la parte di potenza,
alimentando il motorino attraverso un transistor
di potenza (5A, ad es. il TIP120) secondo uno
schema come questo:
Immagine
(il motore deve essere al posto della resistenza di collettore,
R1 da 10 ohm, e la sua velocita' dovrebbe essere regolata dal
potenziometro R3 da 100 ohm)

Pensi di poter fare questa prova?(partendo con R3 tutto escluso)
Con questo si dovrebbe vedere il riscaldamento del transistor
e dimensionare il dissipatore..

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Messaggioda Foto UtenteAcquarious81 » 1 feb 2007, 4:22

g.schgor ha scritto:(e' troppo dispendiosa una alimentazione
doppia).


e pensare invece di una doppia alimentazione, di creare una massa fittizzia a metà di quella di alimentazione? tipo 12v/2=6 e usare motorini da 5v ? il problema credo sia creare la massa che possa supportare gli ampere necessari.. ma è cosi difficile? chiedo perché non ho idea di come farla

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Messaggioda Foto Utenteg.schgor » 1 feb 2007, 6:13

(per Acquarious81)
Un partitore va bene per ottenere segnali di piccola potenza,
ma non per alimentazioni.
Prova a fare 2 conti sulle resistenze del partitore su una batteria
di 12V per ottenere +6V e -6V, e vedrai che e' praticamente
impossibile alimentare un carico senza squilibrare queste tensioni!
La conclusione e' che ci vorrebbero 2 batterie (da 6V).

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Messaggioda Foto UtenteAcquarious81 » 1 feb 2007, 11:24

ma infatti io non pensavo a un partitore resistivo, ma a qualcosa di piu complesso tipo una coppia di mosfet comandati da un feedback resistivo o qualcosa del genere in modo da stabilizzare il punto centrale sui 6V... è un po piu complicato ma credo che si possa realizzare con pochi componenti. no?

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Messaggioda Foto Utenteg.schgor » 1 feb 2007, 11:44

Beh, allora in pratica e' come fare 2 alimentatori!
Poiche', ovviamente, il comando del singolo motore e'
alternativo (o va avanti, o va indietro), mi sembra sia
piu' semplice una commutazione.

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Messaggioda Foto UtenteAcquarious81 » 5 feb 2007, 11:13

g.schgor ha scritto:Beh, allora in pratica e' come fare 2 alimentatori!
Poiche', ovviamente, il comando del singolo motore e'
alternativo (o va avanti, o va indietro), mi sembra sia
piu' semplice una commutazione.


tu dici una commutazione tra i poli e poi una "resistenza variabile elettronicamente" per gestire il soft-start per evitare le eccessive sollecitazioni e vibrazioni?

in effetti potrebbe essere meglio che la massa fittizzia a cui avevo pensato io...

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Messaggioda Foto Utenteg.schgor » 5 feb 2007, 11:32

Si, questa e' l'idea. Ma non ho piu' notizie di vchecco!

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Messaggioda Foto Utentedario » 6 feb 2007, 12:29

g.schgor ha scritto:Direi di affrontare per prima la parte di potenza,
alimentando il motorino attraverso un transistor
di potenza (5A, ad es. il TIP120) secondo uno
schema come questo:
Immagine
(il motore deve essere al posto della resistenza di collettore,
R1 da 10 ohm, e la sua velocita' dovrebbe essere regolata dal
potenziometro R3 da 100 ohm)

Pensi di poter fare questa prova?(partendo con R3 tutto escluso)
Con questo si dovrebbe vedere il riscaldamento del transistor
e dimensionare il dissipatore..


Quando facciamo in modo che la corrente di base sia piccola, per ottenere una bassa velocità di rotazione. Il transistore non dissipa una potenza troppo elevata?
In termini di rendimento poi? Non sarebbe un po' basso?

Non sono molto di elettronica di elettronica di potenza, spero di non aver detto castronerie!
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"Un esperto è un uomo che ha fatto tutti gli errori che è possibile compiere in un campo molto ristretto." N. Bohr

Saluti,
Dario.

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Messaggioda Foto Utenteposta10100 » 6 feb 2007, 14:21

Quando facciamo in modo che la corrente di base sia piccola, per ottenere una bassa velocità di rotazione. Il transistore non dissipa una potenza troppo elevata?


Se la corrente in base è piccola allora anche la corrente nel transistor è piccola, il che comporta una diminuzione della cadura su R1.

Quindi:
Vt = 12 - Ic *R1 = 12 - 10Ic
Pt=Vt*Ic = 12Ic - 10Ic^2

Questa funzione rappresenta una parabola rivolta verso il basso che interseca lo zero a Ic=0A e Ic=1.2A.
Nel primo caso, la corrente è nulla e ovviamente è nulla anche la potenza, nel secondo la tensione di alimentazione cade tutta su R1. Questo caso non è raggiungibile in quanto esiste una tensione VCEsat sul transistor.

Prendiamo la derivata prima della funzione e poniamola uguale a 0 per trovare il max della funzione:

12-20Ic=0 ==> IC=0.6A.

Con questa correntesu R1 (il motore) viene dissipata una potenza di 6W, la stessa dissipata sul transistor.

Questo è per quanto riguarda il transistor, per quel che riguarda il motore bisogna fare delle prove.
Il rendimento cambia in funzione del carico del motore.
Se il motore gira a vuoto può essere sufficiente una piccola corrente ma se ci mettiamo un grosso carico le cose cambiano... e potremmo trovarci alla corrente tale da rendere massima la dissipazione di potenza sul transistor.
http://millefori.altervista.org
Tool gratuito per chi sviluppa su millefori.

Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa. (A. Einstein)
Se non c'e` un 555 non e` un buon progetto (IsidoroKZ)

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Messaggioda Foto Utentedario » 6 feb 2007, 14:30

posta10100 ha scritto:Questa funzione rappresenta una parabola rivolta verso il basso che interseca lo zero a Ic=0A e Ic=1.2A.
Nel primo caso, la corrente è nulla e ovviamente è nulla anche la potenza, nel secondo la tensione di alimentazione cade tutta su R1. Questo caso non è raggiungibile in quanto esiste una tensione VCEsat sul transistor.


La seconda non è il funzionamento con BJT in saturazione? Non è la condizione con bassa corrente di base.
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Saluti,
Dario.


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