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Tubi fluorescenti

Circuiti, campi elettromagnetici e teoria delle linee di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica

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[11] Re: Tubi fluorescenti

Messaggioda Foto Utentemikereg » 7 mar 2011, 23:18

ho fatto delle considerazioni su questo problema. se due circuiti con due reattori identici e il primo con tubo da 18 W e il secondo con un tubo da 36 W li mettiamo a confronto abbiamo che
1) entrambi i circuiti sono induttivi
2) il secondo circuito assorbe una corrente reale maggiore
3) il secondo circuito ha una resistenza inferiore
4) la resistenza è data solo dai tubi
5) un tubo da 18 W ha una resistenza maggiore di uno da 36 W
6) un tubo piu lungo a parità di diametro ha una resistenza inferiore
ma se il comportamento di unpezzetto di tubo da 36 W è lo stesso di uno da 18 W, visto che emettono la stessa luce per unita di lunghezza come fanno due pezzi fisici in serie a dare una resistenza inferiore?
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[12] Re: Tubi fluorescenti

Messaggioda Foto Utenteadmin » 10 mar 2011, 11:52

Vedo che nessuno ti ha più risposto.

Le ragioni possono essere molte, come puoi immaginare bene. Tra queste c'è anche, (oltre alle altre come nel mio caso), la non perfetta conoscenza dei fenomeni fisici che avvengono all'interno del tubo fluorescente.

Io comunque direi che è meglio lasciare stare inizialmente il concetto di resistenza e considerare i fenomeni energetici.
Le potenze in gioco sono quella necessaria a mantenere la scarica nel tubo (di ionizzazione, termica, cinetica) (P_s); la potenza trasmessa all'ambiente sotto forma di calore e luce (P_d); la potenza elettrica assorbita(P_e)
Deve essere ovviamente
P_e=P_s+P_d
Sia P_s che P_d aumentano all'aumentare della lunghezza del tubo, perché aumenta il volume di gas, come osservava già cinque,ed aumenta la superficie disperdente e radiante. La potenza elettrica deve adeguarsi e, a parità di tensione e di fattore di potenza, deve aumentare la corrente elettrica, quindi la resistenza equivalente, che non è una resistenza ohmica, deve diminuire.
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[13] Re: Tubi fluorescenti

Messaggioda Foto Utentemir » 10 mar 2011, 14:08

admin ha scritto:..di ionizzazione...

non vorrei dire strafalcioni, ma a tal proposito se non ricordo male trattasi di conduzione ionica nei gas(riferita ai tubi fluorescenti), per rinfrescarmi la memoria ho rispolverato questa spiegazione,che riporto con l'intento che possa esser utile:
Sono dette lampade elettriche a scarica nei gas ogni sorgente di luce che utilizza radiazioni luminose attivate per mezzo di una conduzione elettrica attraverso una colonna di gas all’interno di un tubo adeguatamente sagomato e dimensionato.
Ad esempio, i normali tubi fluorescenti di tipo lineare , in cui risulta presente il reattore e lo starter necessari per il corretto funzionamento del tubo fluorescente il quale presenta ai due estremi i relativi filamenti costituenti i due elettrodi, nei quali inizialmente, grazie al dispositivo starter viene ad aversi un grado di ionizzazione iniziale, che innescherà grazie alla tensione presente la scarica fra i due elettrodi, che manterrà poi il grado di dissociazione ionica che renderà permanente il fenomeno di conduzione ionica.
Conseguentemente al passaggio di corrente,il grado di dissociazione della massa gassosa si esalta e la cdt fra i due elettrodi decresce con l’aumento della corrente. La caratteristica discendente dell’arco viene rappresentata come esegue curva UL(I).
In questa situazione se la tensione applicata è costante la corrente tende ad aumentare ed al fine di limitarla si inserisce la reattanza in serie di adeguata impedenza definita da una caratteristica di tensione ascendente del tipo UZ(I).
Si ottiene alla fine una caratteristica UT(I) con un breve tratto discendente ed un successivo tratto ascendente, ottenendo la stabilizzazione della lampada nello stato di regime nel punto P in cui assorbe l’Intensità di corrente I.

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