Scusate se faccio lo sciacallo come alcuni del governo definirebbero il mio intervento; è ovvio che la situazione giapponese deve far riflettere, ma a mio avviso dovrebbero far riflettere alcune cose che troppo spesso passano sotto banco:
1- è ormai diventata quasi una cosa parossistica quella del Giappone, le fughe o dispersioni avvengono quasi ogni anno e vengono messe a tacere che è una meraviglia (non di questa portata);
2- le balle che si dicono da una parte e dal altra da politici e pseudo esperti in TV è una cosa che mi fa accapponare la pelle;
3- la Merkel che riprende il programma di de nuclearizzazione da me esposto in precedenti post
Nessuna centrale è totalmente sicura!
Per parafrasare una barzelletta sugli ingegneri, "l'ingegnere sa che tutto si può rompere"
Considerazioni sull'energia elettrica da fissione nucleare
Moderatori:
sebago,
mario_maggi
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C. America: Sei grosso con l'armatura; senza quella cosa sei?
Tony Stark: Un genio, miliardario playboy filantropo
Sfodera un autocompiacimento da manuale... Concordo
Se i miei calcoli non sono errati, e non lo sono mai, 3 Giga Joule al secondo
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E i millemila (termine tecnico) sistemi di sicurezza giapponesi, compresa la soluzione estrema, non l'Harakiri, ma l'acqua di mare hanno miseramente fallito....
Per tirarmi su il morale stavo vedendo un video nostrano al riguardo;
non ho ancora finito di vederlo, ma mi ha già risollevato la giornata; ora vado a prendere gli antidepressivi però....

Per tirarmi su il morale stavo vedendo un video nostrano al riguardo;
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Nel quattro non è andato in avaria il nocciolo ma piuttosto la piscina di stoccaggio delle barre esauste. Che in prospettiva rischia, questa sì, di trasformarsi in un evento simile a quello di Chernobyl proprio perché la schermatura esterna è dello stesso tipo (una struttura in cemento). Tuttavia questo è solo un dettagio: il vero punto dolente è comprendere perché non si sia pensato, oltre alla possibilità di un terremoto (che l'impianto di Fukushima pare essere stato in grado di reggere, nonostante il sisma fosse almeno di un paio di gradi della scala Richter oltre i limiti definiti nel progetto) anche a quello di uno tsunami (tanto più per una centrale in riva all'oceano) che è stato il fattore distruttivo decisivo dell'impianto di raffreddamento di emergenza che, semplicemente, è stato travolto via. Questo sarà sicuramente uno degli elementi che dovranno essere rianalizzati e rivalutati in future regolamentazioni di sicurezza di questo tipo di impianti.
Secondo me però vi è un altro aspetto chiave che si è rivelato disastrosamente importante (come peraltro venne in evidenza anche per Three Mile Island e Chernobyl) e cioè il fatto che l'economia di gestione (non di costruzione) ottenuta concentrando più reattori in un solo sito, in caso di incidente grave (anche molto meno grave di quello a cui stiamo assistendo) comporta il concretissimo rischio di buttare via tutto, anche quanto, con una maggiore dispersione di queste strutture sul territorio, si sarebbe potuto recuperare e salvare, limitando oltrettutto i danni economici dell'incidente che verrebbero limitato al più alla perdita di un solo reattore anziché a tutta l'insieme di reattori concentrati in un solo posto, come le classiche uova poste in un solo paniere. E penso che anche questo dovrà essere attentamente ripensato in quanto il non farlo finisce semplicemente per moltiplicare i danni già ingenti che comunque comporta l'incidente a un singolo reattore.
Un ultimo punto, che l'avrò forse anche già detto in giro ma che vale la pena di ripeterlo, è che qualsiasi previsione di rischio sui possibili incidenti che possono avvenire in questo genere di grandi impianti (non soo nucleari) in realtà non sono altro che scommesse mascherate da valutazioni e, come tutte le scommesse, proprio perché tali si possono sia vincere che perdere - e questo significa che occorre valutare sempre quale è quanto è la posta in gioco in entrambe le eventualità, cosa che finora mi pare sia stata fatta solo tenendo in maggior considerazione il lato "vincita" che non il lato "pedita" come sarebbe opportuno fare. Soprattutto vista l'entità della penale che può comportare il perdere la partita. Che in questo caso, al di là delle forse più limitate conseguenze IMMEDIATE dal punto di vista della contaminazione ambientale, sono A LUNGO TERMINE, esattamente della stessa gravità che si ebbero a Chernobyl - e per giunta in un'area estremamente popolata come del resto lo è per qualsiasi parte del territorio giapponese.
Ciao
Piercarlo
Secondo me però vi è un altro aspetto chiave che si è rivelato disastrosamente importante (come peraltro venne in evidenza anche per Three Mile Island e Chernobyl) e cioè il fatto che l'economia di gestione (non di costruzione) ottenuta concentrando più reattori in un solo sito, in caso di incidente grave (anche molto meno grave di quello a cui stiamo assistendo) comporta il concretissimo rischio di buttare via tutto, anche quanto, con una maggiore dispersione di queste strutture sul territorio, si sarebbe potuto recuperare e salvare, limitando oltrettutto i danni economici dell'incidente che verrebbero limitato al più alla perdita di un solo reattore anziché a tutta l'insieme di reattori concentrati in un solo posto, come le classiche uova poste in un solo paniere. E penso che anche questo dovrà essere attentamente ripensato in quanto il non farlo finisce semplicemente per moltiplicare i danni già ingenti che comunque comporta l'incidente a un singolo reattore.
Un ultimo punto, che l'avrò forse anche già detto in giro ma che vale la pena di ripeterlo, è che qualsiasi previsione di rischio sui possibili incidenti che possono avvenire in questo genere di grandi impianti (non soo nucleari) in realtà non sono altro che scommesse mascherate da valutazioni e, come tutte le scommesse, proprio perché tali si possono sia vincere che perdere - e questo significa che occorre valutare sempre quale è quanto è la posta in gioco in entrambe le eventualità, cosa che finora mi pare sia stata fatta solo tenendo in maggior considerazione il lato "vincita" che non il lato "pedita" come sarebbe opportuno fare. Soprattutto vista l'entità della penale che può comportare il perdere la partita. Che in questo caso, al di là delle forse più limitate conseguenze IMMEDIATE dal punto di vista della contaminazione ambientale, sono A LUNGO TERMINE, esattamente della stessa gravità che si ebbero a Chernobyl - e per giunta in un'area estremamente popolata come del resto lo è per qualsiasi parte del territorio giapponese.
Ciao
Piercarlo
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Piercarlo ha scritto:che l'impianto di Fukushima pare essere stato in grado di reggere, nonostante il sisma fosse almeno di un paio di gradi della scala Richter oltre i limiti definiti nel progetto
Meraviglioso! uno dei posti di maggiore sollecitazione della crosta terrestre e i progetti non sono previsti per reggere un terremoto del massimo di magnitudo, viva la sicurezza...
Piercarlo ha scritto: ottenuta concentrando più reattori in un solo sito, in caso di incidente grave comporta il concretissimo rischio di buttare via tutto, anche quanto, con una maggiore dispersione di queste strutture sul territorio, si sarebbe potuto recuperare e salvare, limitando oltrettutto i danni economici dell'incidente
A livello statistico concentrando ci guadagni risparmiando sugli impianti, visto che tutti sono fiduciosi che gli incidenti non ci saranno, e se pure ci saranno... tanto le centrali sono di stato...
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Sfodera un autocompiacimento da manuale... Concordo
Se i miei calcoli non sono errati, e non lo sono mai, 3 Giga Joule al secondo
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Sfodera un autocompiacimento da manuale... Concordo
Se i miei calcoli non sono errati, e non lo sono mai, 3 Giga Joule al secondo
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Quello che è successo in Giappone è sicuramente terribile, ma se penso che tra qualche anno anche qua in Italia potranno esserci centrali nucleari la cosa mi spaventa. Mi spaventa perché si chiama "Italia" dove tutto viene fatto in maniera approssimativa, dove vengono riempite tasche in modo illecito, vedi tangenti, mafie ecc. a scapito delle opere da realizzare come sempre accade. Sono italiano, di Torino e deluso dal paese Italia. Non voglio fare il moralista ma sono sicuro che il Giappone riuscirà a ricostruire tutto in tempi brevi (tenendo conto dell' entità dei danni chiaramente) tali da essere ultimati ancora prima di quelli che rimangono ancora da fre per i nostri amici dell' Aquila.
Perdonate lo sfogo.
Ciao a tutti, Marco.
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gyruss ha scritto:... se penso che tra qualche anno anche qua in Italia potranno esserci centrali nucleari la cosa mi spaventa. Mi spaventa perché si chiama "Italia" dove tutto viene fatto in maniera approssimativa ...
Questo e' il VERO problema.

"La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi".
"Parla soltanto quando sei sicuro che quello che dirai è più bello del silenzio".
Rispondere è cortesia, ma lasciare l'ultima parola ai cretini è arte.
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Per carita'.
Il mio e' solo un cortese invito, che può chiaramente essere ignorato.
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Per dirla abbastanza francamente, penso che il vero interesse che a certi livelli hanno per il nucleare non abbia NIENTE a che vedere con i problemi energetici del paese ma piuttosto con quelli molto più contingenti relativi ad alcuni "amici" che, dopo essersi scofanati la torta miliardaria dell'alta velocità e dopo aver visto andare buca l'altra torta relativa al ponte sullo Stretto, hanno ancora fame... e bisogna pensare a dargli qualcosa da mangiare per tenerli buoni. Per questi personaggi il nucleare è una scusa come un'altra per mettersi in saccoccia i soldi dello Stato. Ed è QUESTO ciò che, a prescindere dall'effettiva necessità o meno del nostro paese di dotarsi di centrali nucleari, da molto da pensare e preoccupare: cioè non le centrali in sé ma chi le costruirà, le gestirà e soprattutto si incaricherà di far fronte ai problemi qualora qualcosa dovesse andare storto.
Ciao
Piercarlo
PS - OT - Precisazione doverosa: non intendo "buttarla in politica" ma semplicemente tener presente che nel nostro paese, piacca o meno, imperversano alla grande degli "operatori economici" di un certo tipo. Tutto qui. Una discussione su questi, per quanto si cerchi di contenerla sul piano tecnico, non può fare a meno si sforare anche sul piano economico e, per conseguenza politico.
Giovanni Falcone diceva che per capire come veramente stanno le cose, occorre seguire dove vanno i soldi. E questo vale anche per il nucleare dove di soldi ne girano parecchi. E se il nucleare crea comunque problemi anche a paesi i cui governi sono ben determinati a tenere fuori dai piedi gli "operatori economici" di cui sopra (anche perché da loro in galera, se ci si va, ci si resta anche...), figuriamoci da noi dove a momenti in galera ci vogliono mettere i giudici (tanto per cominciare). - Fine OT
Ciao
Piercarlo
PS - OT - Precisazione doverosa: non intendo "buttarla in politica" ma semplicemente tener presente che nel nostro paese, piacca o meno, imperversano alla grande degli "operatori economici" di un certo tipo. Tutto qui. Una discussione su questi, per quanto si cerchi di contenerla sul piano tecnico, non può fare a meno si sforare anche sul piano economico e, per conseguenza politico.
Giovanni Falcone diceva che per capire come veramente stanno le cose, occorre seguire dove vanno i soldi. E questo vale anche per il nucleare dove di soldi ne girano parecchi. E se il nucleare crea comunque problemi anche a paesi i cui governi sono ben determinati a tenere fuori dai piedi gli "operatori economici" di cui sopra (anche perché da loro in galera, se ci si va, ci si resta anche...), figuriamoci da noi dove a momenti in galera ci vogliono mettere i giudici (tanto per cominciare). - Fine OT
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