plc:SET E RESET
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[1] plc:SET E RESET
salve a tutti,ultimamente a scuola, ci stanno facendo vedere esercizi gia' fatti con l'uso massiccio di SET e RESET,qualcuno mi potrebbe spiegare come funzionano questi comandi?grazie
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Ivan_Iamoni
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[2] Re: plc:SET E RESET
In poche parole, SET e RESET sono due comandi per una memoria di tipo "latch" o "bistabile".
Come risultato, alla fine di un operazione puoi usare una semplice "bobina" (=) la quale resta a 1 sino a quando il risultato dell'operazione dà 1, oppure usare un bistabile, che una volta che l'operazione restituisce 1 con il comando S si attiva l'uscita e rimane tale sino a quando una successiva oprazione restituisce 1 sull'istruzione R, riferita a quell'operando e lo riporta a 0.
Vantaggi: L'uso di questi tipi di memorie permettono di immagazzinare il risultato di un'operazione anche quando i termini dell'operazione cambiano, si usano per memorizzare in genere fasi intermedie del processo. (memorizzazione).
Si possono settare e resettare da più punti del programma.
Vale sempre e comunque in ordine cronologico solo l'ultima istruzione SET o RESET elaborata dal processore.
Svantaggi: le memorie bistabili non si conservano dopo lo spegnimento e riaccensione del PLC o dopo il restart, salvo diverse specifiche aree di memoria, che devono essere nella maggior parte dei casi abilitate a priori.
Un uso massiccio di SET e RESET nel programma, specie se eseguito in più punti sullo stesso operando, possono rendere poco leggibile ed interpretabile il programma, o causare esecuzioni inattese.
Personalmente cerco di usarli il meno possibile e di scoraggiarne l'uso specie per chi inizia, salvo i casi in cui sono indispensabili, ovviamente.
Come risultato, alla fine di un operazione puoi usare una semplice "bobina" (=) la quale resta a 1 sino a quando il risultato dell'operazione dà 1, oppure usare un bistabile, che una volta che l'operazione restituisce 1 con il comando S si attiva l'uscita e rimane tale sino a quando una successiva oprazione restituisce 1 sull'istruzione R, riferita a quell'operando e lo riporta a 0.
Vantaggi: L'uso di questi tipi di memorie permettono di immagazzinare il risultato di un'operazione anche quando i termini dell'operazione cambiano, si usano per memorizzare in genere fasi intermedie del processo. (memorizzazione).
Si possono settare e resettare da più punti del programma.
Vale sempre e comunque in ordine cronologico solo l'ultima istruzione SET o RESET elaborata dal processore.
Svantaggi: le memorie bistabili non si conservano dopo lo spegnimento e riaccensione del PLC o dopo il restart, salvo diverse specifiche aree di memoria, che devono essere nella maggior parte dei casi abilitate a priori.
Un uso massiccio di SET e RESET nel programma, specie se eseguito in più punti sullo stesso operando, possono rendere poco leggibile ed interpretabile il programma, o causare esecuzioni inattese.
Personalmente cerco di usarli il meno possibile e di scoraggiarne l'uso specie per chi inizia, salvo i casi in cui sono indispensabili, ovviamente.
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[3] Re: plc:SET E RESET
anche a me non piacciono molto,d'altra parte il prof si e' fissato ad usarli !!!
cosa intendi per memoria bistabile,forse un rele'che rimane eccitato?mi faresti qualche semplice esempio dove si e' costretti ad impiegarli?grazie 
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Candy
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[4] Re: plc:SET E RESET
Non esistono mai condizioni in cui si è costretti ad usare una memoria latch piuttosto che una autoritenuta; ma piuttosto c'è una intrinseca convenienza nell'usare una tecnica di programmazoone piuttosto che altre. Si tratta di un mix micidiale tra conoscenza ed esperienza.
Non si può però discutere di una memoria bistabile, sopratutto nel contesto del PLC dove c'è di mezzo anche il concetto dell'immagine di processo, quando non si sa cosa è una memoria... (Mi stanno venendo fuori molti dubbi... su quella famosa funzione SCALE, che razza di percorso state seguendo ? )
Una memoria è sostanzialmente in grado di "ricordare" un'informazione ed, in informatica, essendo l'informazione elmentare un bit, 0 od 1, con la memoria si registra appunto questo stato: 0 od 1 comunemente associati a spento od acceso.
Un esempio pratico: se Gigi preme un pulsante, ma vuole che con questa pressione la lampadina L rimanga accesa anche quando il pulsante si sarà rilasciato, allora occorre appunto una memoria, che ricordi della pressione del pulsante, fino a che non riceve una istruzione di spegnimento, diciamo col pulsante di di Anna.
Se la lampadina L fosse invece elettricamente collegata al solo pulsante, si accenderebbe si alla pressione dello stesso, ma al suo rilascio si spegnerebbe nuovamente: niente effetto memoria.
In un PLC tutto questo è rispettato, ed esistono tre istruzioni fondamentali che operano su bit, per realizzare questi due diversi metodi:
- assegnare alla memoria in modo continuo il risultato logico a monte: istruzione "=";
- attivare in modo permanente una memoria se a monte le condizioni erano vere: istruzione "SET";
- disattivare una memoria se a monte le condizioni erano vere: istruzione "RESET".
In linea di massima:
- SET e RESET si usano sopratutto quando il SET ed il RESET devono essere fatti da logiche booleane molto diverse tra di loro e la grafica non permette di scrivere reti logiche troppo complesse: illeggibili sia in scrittura, sia in manutenzione;
- Not hold (=), si usa invece quando la logica a monte è sufficiente per regolare sia le condizioni di attivazione che di disattivazione: un esempio classico è l'autoritenuta.
Si potrebbero cotare dei vantaggi e svantaggi, per il vero molto opinabili, perché, se si programma con metodo, in fin dei conti, tutto è lecito.
Notare una cosa molto importante: nelle logiche programmate non esiste il concetto di Not hold (=), che è solo un "in più" che danno i PLC. In informatica un bit o lo si attiva (1), o lo si disattiva (0), (appunti il SET / RESET); mentre il NOT HOLD è una istruzione speciale che, in base al risultato logico a monte, fa automaticamente il SET o RESET dello stesso bit... Se il PLC non avesse il watchdog, per assurdo, un programma che si dovesse interrompere, tutto resterebbe eternamente all'ultimo valore assunto.
Non si può però discutere di una memoria bistabile, sopratutto nel contesto del PLC dove c'è di mezzo anche il concetto dell'immagine di processo, quando non si sa cosa è una memoria... (Mi stanno venendo fuori molti dubbi... su quella famosa funzione SCALE, che razza di percorso state seguendo ? )
Una memoria è sostanzialmente in grado di "ricordare" un'informazione ed, in informatica, essendo l'informazione elmentare un bit, 0 od 1, con la memoria si registra appunto questo stato: 0 od 1 comunemente associati a spento od acceso.
Un esempio pratico: se Gigi preme un pulsante, ma vuole che con questa pressione la lampadina L rimanga accesa anche quando il pulsante si sarà rilasciato, allora occorre appunto una memoria, che ricordi della pressione del pulsante, fino a che non riceve una istruzione di spegnimento, diciamo col pulsante di di Anna.
Se la lampadina L fosse invece elettricamente collegata al solo pulsante, si accenderebbe si alla pressione dello stesso, ma al suo rilascio si spegnerebbe nuovamente: niente effetto memoria.
In un PLC tutto questo è rispettato, ed esistono tre istruzioni fondamentali che operano su bit, per realizzare questi due diversi metodi:
- assegnare alla memoria in modo continuo il risultato logico a monte: istruzione "=";
- attivare in modo permanente una memoria se a monte le condizioni erano vere: istruzione "SET";
- disattivare una memoria se a monte le condizioni erano vere: istruzione "RESET".
In linea di massima:
- SET e RESET si usano sopratutto quando il SET ed il RESET devono essere fatti da logiche booleane molto diverse tra di loro e la grafica non permette di scrivere reti logiche troppo complesse: illeggibili sia in scrittura, sia in manutenzione;
- Not hold (=), si usa invece quando la logica a monte è sufficiente per regolare sia le condizioni di attivazione che di disattivazione: un esempio classico è l'autoritenuta.
Si potrebbero cotare dei vantaggi e svantaggi, per il vero molto opinabili, perché, se si programma con metodo, in fin dei conti, tutto è lecito.
Notare una cosa molto importante: nelle logiche programmate non esiste il concetto di Not hold (=), che è solo un "in più" che danno i PLC. In informatica un bit o lo si attiva (1), o lo si disattiva (0), (appunti il SET / RESET); mentre il NOT HOLD è una istruzione speciale che, in base al risultato logico a monte, fa automaticamente il SET o RESET dello stesso bit... Se il PLC non avesse il watchdog, per assurdo, un programma che si dovesse interrompere, tutto resterebbe eternamente all'ultimo valore assunto.
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[5] Re: plc:SET E RESET
stiamo seguendo 2 percorsi diversi,le materie sono 2,in una trattiamo piu' che altro la programmazione in awl utilizzando la cpu 300(quindi niente set e reset),nella seconda invece trattiamo piu' che altro il linguaggio KOP utilizzando la cpu 200!!!a proposito,conosci qualche valido simulatore della cpu 200?grazie
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Ivan_Iamoni
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[6] Re: plc:SET E RESET
Qui trovi un simulatore S7-200 , gratuito, abbastanza affidabile e ben fatto.
Una volta installato, ti chiede una PASSW: che ti viene fornita da loro senza problemi se li contatti via mail.
Dovrebbe essere :6596 ma non ne sono sicuro.
Una volta installato, ti chiede una PASSW: che ti viene fornita da loro senza problemi se li contatti via mail.
Dovrebbe essere :6596 ma non ne sono sicuro.
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[7] Re: plc:SET E RESET
grazie,il codice da te postato sembra andare bene,pero' non capisco il perche'quando seleziono kop o awl ,mi si apre una piccola finestra vuota che non permette l'inserimento di niente!!!mi puoi aiutare?grazie
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Ivan_Iamoni
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[8] Re: plc:SET E RESET
Quello è un simulatore, non un editor.
La procedura (vado a memoria)
è questa:
Crei un progetto con editor Microwin X.X , fai un copia-incolla del codice dalla finestra editor alla finestra KOP o AWL del simulatore, a seconda del linguaggio di partenza dall'editor, avvii la simulazione, questo per piccole parti o segmenti di codice.
Per programmi completi, devi fare l'esportazione da Microwin in formato testuale e poi importare nel simulatore il file testuale esportato, o fare da quel file un copia incolla nel simulatore.
La procedura (vado a memoria)
Crei un progetto con editor Microwin X.X , fai un copia-incolla del codice dalla finestra editor alla finestra KOP o AWL del simulatore, a seconda del linguaggio di partenza dall'editor, avvii la simulazione, questo per piccole parti o segmenti di codice.
Per programmi completi, devi fare l'esportazione da Microwin in formato testuale e poi importare nel simulatore il file testuale esportato, o fare da quel file un copia incolla nel simulatore.
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Candy
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[9] Re: plc:SET E RESET
awl utilizzando la cpu 300(quindi niente set e reset)
Il tipo di CPU o di linguaggio non cambia nulla sull'uso di talune istruzioni piuttosto che altre. (Per il vero alcuni linguaggi hanno dei limiti); ma, che sia AWL, che sia KOP o che sia FUP, istruzioni come NOT HOLD, SET o RESET sono all'ordine del giorno.
Altra domanda: le funzioni logiche fondamentali AND, OR, NOT, EXOR, ecc ti sono note e le conosci ? Sai leggere uno schema elettrico e scrivere la relativa equazione ? E viceversa ? Sai leggere una tavola della verità ? La differenza tra logica sequenziale e combinatoria ?
Prima di avviarti ai simulatori, dovrebbe esserti molto chiaro tutto questo.
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[10] Re: plc:SET E RESET
ok,praticamente con programmi piu' complessi non si puo' usare direttamente!!!!
e va be.....
cavolo,devo scusarmi per le castronerie dette in precedenza,il comando di set reset sono presenti anche in STEP 7,solo che non appaiono subito all'occhio come in MICROWIN,infatti la cosa mi sembrava un po' assurda,poiche' sono comandi molto usati!!!!
comunque,ritornando al nocciolo della questione,da quello che ho capito questi comandi si utilizzano al posto dell'autoritenuta,per rendere lo schema meno incasinato visivamente e per semplificare certe situazioni dove si e' costretti ad intervenire su piu' contatti contemporaneamente,giusto?
cavolo,devo scusarmi per le castronerie dette in precedenza,il comando di set reset sono presenti anche in STEP 7,solo che non appaiono subito all'occhio come in MICROWIN,infatti la cosa mi sembrava un po' assurda,poiche' sono comandi molto usati!!!!
comunque,ritornando al nocciolo della questione,da quello che ho capito questi comandi si utilizzano al posto dell'autoritenuta,per rendere lo schema meno incasinato visivamente e per semplificare certe situazioni dove si e' costretti ad intervenire su piu' contatti contemporaneamente,giusto?

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