Da Contattore ENEL a Q.E. Distribuzione
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Mike
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Salve, sto realizzando un impianto di distribuzione per un’officina meccanica con circa 70Kw Max di Utilizzo. Il quadro di distribuzione dista circa 60 mt dal contatore Enel. Il Contatore è posto all’esterno dello stabile, in cassetta in resina in una seconda casetta in resina posizionata a fianco del contatore è stato inserito un sezionatore non automatico per sezionare la linea, dato che all’interno del Q.E. vi è un Interruttore generale Magneto Termico Differenziale. La linea passa all’esterno dello stabile a più di 3 metri di altezza, ed è stata realizza con corda da 150mm a doppio isolamento. Chiedevo se devo sostituire il sezionatore in cabina con un magneto-termico differenziale.
Alessandro Tarroni
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Alessandro
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Devi verificare che, tra il tratto in partenza dal contatore fino ai morsetti di ingresso dell'interruttore magnetotermico differenziale del quadro generale, non ci siano masse. Mi pare di capire che effettivamente non ce ne sono, infatti la cassetta dell'avanquadro è a doppio isolamento e la conduttura pure. Manca sapere se il quadro generale è una massa. Se il quadro è metallico e l'interruttore generale del quadro non è un interruttore MT differenziale è necessario mettere il differenziale a monte.
Al di là della protezione dai contatti indiretti però, la conduttura montante non è protetta dal cortocircuito, infatti superando i 3 m di lunghezza è obbligatorio proteggerla. Pertanto devi sostituire il sezionatore con un interruttore magnetotermico.
Curiosità: ma stai seguendo un progetto? O l'officina è piccola (<200 mq) e non ha ambienti soggetti a normativa specifica, altrimenti è obbligatorio il progetto.
Al di là della protezione dai contatti indiretti però, la conduttura montante non è protetta dal cortocircuito, infatti superando i 3 m di lunghezza è obbligatorio proteggerla. Pertanto devi sostituire il sezionatore con un interruttore magnetotermico.
Curiosità: ma stai seguendo un progetto? O l'officina è piccola (<200 mq) e non ha ambienti soggetti a normativa specifica, altrimenti è obbligatorio il progetto.
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Michele Lysander Guetta
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Mike
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Io sopno stato sempre dell'idea che a parte le normative è sempre meglio usare tutte le precauziuoni possibili...
Il Magnetotermico a monte dell'impianto mi sembra d'obbligo...
Certo che un impianto sofisticato ed elevato in sicurezza ai massimi livelli possibili comporta per chi lo esegue piu ptempo e un costo maggiore che si scarica poi sul committente.
Il committente potrebbe potrebbe annulla re il preventivo di spesa e fare eseguire il lavoro da un'altra persona che chiede di meno..
Non è facile mettere d'accordo la sicurezza globale con la volontà di risparmiare a tutti i costi da parti di chi deve pagare i lavori...
Si cerca sempre di mediare ..onde evitare di perdere numerosi lavori ...
Il Magnetotermico a monte dell'impianto mi sembra d'obbligo...
Certo che un impianto sofisticato ed elevato in sicurezza ai massimi livelli possibili comporta per chi lo esegue piu ptempo e un costo maggiore che si scarica poi sul committente.
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Mike ha scritto:Devi verificare che, tra il tratto in partenza dal contatore fino ai morsetti di ingresso dell'interruttore magnetotermico differenziale del quadro generale, non ci siano masse. Mi pare di capire che effettivamente non ce ne sono, infatti la cassetta dell'avanquadro è a doppio isolamento e la conduttura pure. Manca sapere se il quadro generale è una massa. Se il quadro è metallico e l'interruttore generale del quadro non è un interruttore MT differenziale è necessario mettere il differenziale a monte.
Al di là della protezione dai contatti indiretti però, la conduttura montante non è protetta dal cortocircuito, infatti superando i 3 m di lunghezza è obbligatorio proteggerla. Pertanto devi sostituire il sezionatore con un interruttore magnetotermico.
Curiosità: ma stai seguendo un progetto? O l'officina è piccola (<200 mq) e non ha ambienti soggetti a normativa specifica, altrimenti è obbligatorio il progetto.
Rispondo alla tua curiosità sto eseguendo il progetto la metratura è circa 200 mq ma non è soggetta a normativa specifica, ma è una problematica che ho bisogno di chiarire dato che vi sono pareri discordanti sull'argomento e quando devi proporre al cliente di spendere devi avere le risposte giuste, Vi è chi sostiene che se la linea viene progettata in modo adeguato al carico si pussono omettere di inserire le protezioni assicurandosi che tra il contattore e il quadro di distribuzione non vengano inseriti altri utilizzatori, altri dico che va protetta ugualmente.
In questo caso la linea è progetta per soportare una potenza Max 100Kw con un utilizzo massimo di 70Kw il quadro di distribuzione è messo a terra con barra di terra + barre di dispersione posizionate in torno al perimetro dello stabile. Si inserirà una protezione magnetotermica
Alessandro Tarroni
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Alessandro
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elettro ha scritto:Io sopno stato sempre dell'idea che a parte le normative è sempre meglio usare tutte le precauziuoni possibili...
Il Magnetotermico a monte dell'impianto mi sembra d'obbligo...
Certo che un impianto sofisticato ed elevato in sicurezza ai massimi livelli possibili comporta per chi lo esegue piu ptempo e un costo maggiore che si scarica poi sul committente.
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Si decisamente concordo con te sul livello di protezione e sopratutto sulle decisioni da prendere dovute al cliente che non vuole più spendere.
Come questo che addirittura all'inizio non voleva neppure adeguare l'impianto.... le condizioni a volte sono davvero drammatiche. Solo per darti un'idea è da novenbre che mi chiede perché devo sostituire i cavi che in 15 anni non hanno mai avuto niente (sono ancora del tipo non inifugo)
Grazie....per le Vostre opinioni.
Alessandro Tarroni
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Alessandro
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Alessandro ha scritto:Omissis.... Vi è chi sostiene che se la linea viene progettata in modo adeguato al carico si pussono omettere di inserire le protezioni assicurandosi che tra il contattore e il quadro di distribuzione non vengano inseriti altri utilizzatori, altri dico che va protetta ugualmente.
Tra gli uni e gli altri c'è la norma CEI 64-8 che su questo aspetto è molto chiara: l'omissione della protezione dal cortocircuito del montante può avvenire solamente in casi poarticolari: contatori centralizzati (condomini) e montanti realizzati in modo da ridurre al minimo il rischio di cc.
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Mike
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Vi ringrazio per il chiarimento ed agirò in base alla normativa, tralasciando suggerimenti poco chiari, evitando discussioni e contestazioni.
Alessandro Tarroni
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Alessandro
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12.8 Casi nei quali può essere omessa la protezione dal sovraccarico
· Condutture che sono derivate da una conduttura principale protetta contro i sovraccarichi con dispositivo idoneo e in grado di garantire la protezione anche delle condutture derivate.
· Condutture che alimentano utilizzatori termici.
· Condutture che alimentano apparecchi d’illuminazione
· Condutture che alimentano apparecchi con proprio dispositivo di protezione che garantisca anche la protezione della conduttura di alimentazione.
· Condutture che alimentano motori quando la corrente assorbita dalla linea a rotore bloccato non supera la portata della conduttura stessa.
· Conduttura che alimenta diverse derivazioni singolarmente protette contro i sovraccarichi, quando la somma delle correnti nominali dei dispositivi di protezione delle derivazioni non supera la portata della conduttura principale.
· Conduttura dei circuiti di telecomunicazione, segnalazione e simili.
· Condutture nelle quali per situazioni particolari o per la tipologia degli utilizzatori alimentati non si possono verificare sovraccarichi
IL 4° e ma soprattutto il 5° punto ove puo rientrare il nostro caso....quello che lamento è che comunque vi sono forme d'espressione per cui lasciano libero arbitrio...
· Condutture che sono derivate da una conduttura principale protetta contro i sovraccarichi con dispositivo idoneo e in grado di garantire la protezione anche delle condutture derivate.
· Condutture che alimentano utilizzatori termici.
· Condutture che alimentano apparecchi d’illuminazione
· Condutture che alimentano apparecchi con proprio dispositivo di protezione che garantisca anche la protezione della conduttura di alimentazione.
· Condutture che alimentano motori quando la corrente assorbita dalla linea a rotore bloccato non supera la portata della conduttura stessa.
· Conduttura che alimenta diverse derivazioni singolarmente protette contro i sovraccarichi, quando la somma delle correnti nominali dei dispositivi di protezione delle derivazioni non supera la portata della conduttura principale.
· Conduttura dei circuiti di telecomunicazione, segnalazione e simili.
· Condutture nelle quali per situazioni particolari o per la tipologia degli utilizzatori alimentati non si possono verificare sovraccarichi
IL 4° e ma soprattutto il 5° punto ove puo rientrare il nostro caso....quello che lamento è che comunque vi sono forme d'espressione per cui lasciano libero arbitrio...
Alessandro Tarroni
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Alessandro
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Attenzione, non confondere le sovaracorrenti con il cortocircuito...
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Mike
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