Ciao!
Ehm...ok, temo di farci una brutta figura...l'ho letto sulla traccia di un progetto...
Diceva che per impianti civili, linee con meno di 10 prese a spina da 16A --> sezione di 2.5mm2
Dimensionamento linea prese
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elettroigor ha scritto:il problema forse è si può proteggere una 10A con un 16A di interruttore?....
Proteggere una presa da 10 A con un interruttore da 16 A probabilmente non creerebbe grandi problemi.
Tuttavia, normativamente parlando, ciò non è ammesso. La norma prescinde dalla struttura interna dei prodotti e dà delle regole generali per tutte le prese.
Per esempio, la norma francese ammette che le prese da 16 A (quelle francesi) siano protette da un interruttore da 20 A. Evidentemente il rischio di un sovraccarico permanente fra 16 e 20 A è stato ritenuto accettabile. In ogni caso un "limite" va messo. Le multiprese che permettono di moltiplicare per 3, 5 o 10 la corrente prelevata da una presa sono in libera vendita e per di più a norma.
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dal mio punto di vista non è assolutamente una brutta figura...anzi se hai dubbi e incertezze forse è meglio confrontarsi che commettere errori....o attaccare altre persone protette dalla rete...ma questo è un altro discorso...ma torniamo a noi..purtroppo se continuerai,da quello che ho capito sei uno studente,questo lavoro molto di quello che stai apprendendo lo perderai con l'uso delle tabelle...comode,ma causa di quella che io chiamo ignoranza di ritorno(porto ad esempio solo ed esclusivamente il mio caso personale).esempio pratico senza parlare di tanti fattori "tecnici".......
conosci questa formula:
R*I(al quadrato)*C*8760*k
_________________________
1000
R =e la resistenza unitaria del cavo
I =la corrente nominale (al quadrato)
C =il costo della corrente al kW
8760=ore di un anno
K=coefficente di utilizzo medio
è bruttissima ma ieri un disco del mio raid mi ha mollato e stò scrivendo sul netbook
P.S. scusami 6367 il mio discorso era ipotizzando l'uso di una tripla o una ciabatta su una presa 10A con assorbimento di 16A...mi sono espresso molto male.e rileggendo è vero che sono di libera vendita,ma dopo un po' fondono...
e penso che avrai capito che il mio pensiero è per la sicurezza...
ma è colpa del cammello....sai qui giù al sud....
conosci questa formula:
R*I(al quadrato)*C*8760*k
_________________________
1000
R =e la resistenza unitaria del cavo
I =la corrente nominale (al quadrato)
C =il costo della corrente al kW
8760=ore di un anno
K=coefficente di utilizzo medio
è bruttissima ma ieri un disco del mio raid mi ha mollato e stò scrivendo sul netbook
P.S. scusami 6367 il mio discorso era ipotizzando l'uso di una tripla o una ciabatta su una presa 10A con assorbimento di 16A...mi sono espresso molto male.e rileggendo è vero che sono di libera vendita,ma dopo un po' fondono...
ma è colpa del cammello....sai qui giù al sud....
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elettroigor
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ligabue ha scritto:Mi sembra logico che devi proteggerle con un 16A, visto che il cavo sarà dimensionato per il passaggio minimo di quella corrente; se lo proteggessi con un 10A, allora non potresti inserire un carico con corrente maggiore, perché scatterbbe...
Questo ragionamento è chiaro. La norma però dice una cosa che nel caso delle biprese mi fa sorgere un dubbio.
6367 ha scritto:Proteggere una presa da 10 A con un interruttore da 16 A probabilmente non creerebbe grandi problemi.
Tuttavia, normativamente parlando, ciò non è ammesso. La norma prescinde dalla struttura interna dei prodotti e dà delle regole generali per tutte le prese.
Da ciò deduco che sarebbe corretto proteggerle con un 10A (?)
(...Ciao
Igor
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elettrodomus
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elettroigor ha scritto:da quello che ho capito sei uno studente
Esattamente...magari la teoria c'è, ma l'esperienza è sotto zero!
Quindi ho fatto come mi avete detto: ho supposto una potenza massima installabile (ho pensato al mio phon da 1800W) e ho dimensionato il tutto. Ho visto che Ib = 1800/(230*0.8) (carico già rifasato) è 9.783A --> In = 13A.
Leggendo sulle tabelle la sezione corrispondente è 2.5mm2, come avevo supposto all'inizio (almeno ora è verificato
)Ah, le prese sono doppie, da 16A, e, nel calcolo della potenza ho già considerato il fatto che, essendo un locale poco usato, funzioni una sola delle due prese (Kc = 0.5)...è sufficientemente sicuro?
Il prof. ci ha lasciato letteralmente "carta bianca" e non è per niente facile progettare un impianto per la prima volta con giusto due indicazioni...ARGH!!!
Ultima modifica di
Chiara21 il 16 lug 2011, 14:38, modificato 1 volta in totale.
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Continuo con le domande...spero non ci sia un limite, altrimenti rischio di essere "cacciata via"
Per capire quanta corrente fluisce su di una fase di un trifase a monte di un quadro a cui arrivano varie linee, devo sommare le correnti attive sulle linee di valle e dividerle per tre?
Eventuali squilibri, poi, dovrebbero essere smaltiti dal neutro...
Per capire quanta corrente fluisce su di una fase di un trifase a monte di un quadro a cui arrivano varie linee, devo sommare le correnti attive sulle linee di valle e dividerle per tre?
Eventuali squilibri, poi, dovrebbero essere smaltiti dal neutro...
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Da ciò deduco che sarebbe corretto proteggerle con un 10A (?)
Le bipasso 10/16 A sono idonee sino a 16 A. Quindi le puoi proteggere con un interruttore da 16 A, oppure da 13 A, o da 10 A, da 8 A, e via sempre meno.
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Ok...dai, niente niente non proprio...comunque...
Il problema è questo: dimensionare una linea trifase a monte di un quadro a cui arrivano diverse utenze.
Usando il solito metodo (P --> Ib --> In --> sezione --> Iz), mi serve sapere la potenza e la corrente che devono arrivare al quadro.
Senza scrivere altri miei ragionamenti, magari non troppo chiari, vi chiedo direttamnte: come faccio?
Il problema è questo: dimensionare una linea trifase a monte di un quadro a cui arrivano diverse utenze.
Usando il solito metodo (P --> Ib --> In --> sezione --> Iz), mi serve sapere la potenza e la corrente che devono arrivare al quadro.
Senza scrivere altri miei ragionamenti, magari non troppo chiari, vi chiedo direttamnte: come faccio?
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Ipotizzando che gli utilizzatori siano derivati in modo equilibrato:
- -Sommi aritmeticamente le potenze attive assorbite dagli utilizzatori e quelle perse nelle linee di alimentazione per effetto joule;
-Sommi algebricamente le potenze reattive degli utilizzatori e quelle impegnate nelle linee di alimentazione (positive le induttive; negative le capacitive);
-Estrai la radice quadrata della somma dei quadrati delle due somme calcolate;
-Dividi il risultato precedente per la radice quadrata di tre e per la tensione concatenata trifase.
-Quest'ultimo calcolo ti dà la corrente di impiego della linea trifase, cioè la corrente che circola su ognuno dei tre fili di linea, se tutte le linee utilizzatrici erogano la loro corrente di impiego
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