Salve a tutti
devo alimentare una pompa di calore con questi data di targa:
correnta assorbita alle max condizioni ammesse: 94.4 A
potenza assorbita alle max condizioni ammesse: 58.1 kW
massima corrente di spunto: 262.2 A
la linea elettrica è di circa 30 m posata in canale metallico. Da capitolato è chiesto un potere di interruzione non inferiore a 15 kA.
io pensavo di impiegare una soluzione del tipo T7042/A+T7041/125 della ticino, ovvero un MA125 4 poli, 500 V, con potere di interruzione 16KA, impostando lo sgancio termico a 0.85In = 105A, con annesso differenziale laterale GL125 e con una linea elettrica del tipo FG7 multipolare da 35 mm2.
Sarebbe forse più opportuno un T7134BA/160, ovvero un ME160B impostando lo sgancio termico a 0.64In = 102A che però ha un potere di interruzione di 25KA?
Grazie.
alimentazione pompa di calore
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Mike
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La prima soluzione con l,MA125 BTicino e' idonea, ora bisogna solo considerare l'ambiente di installazione, se MARCIO o ATEX o sistema IT, TT, TN-s, TN-Cpoi la giusta sezione di linea con cavo multipolare idoneo.
Come dice il vecchio buon Mike, opterei con favore per l,installazione di una bella conduttura di alimentazione tipo "blindo-barra" e valutazione della cdt% in fase di spunto pompe x evitare un blocco delle stesse.
In questo caso, forse la linea di alimentazione ricopre il maggiore dei problemi.
Di solito, la blindo non e' presa in considerazione come scelta primaria, ma come affidabilità', dissipazione del calore e praticita' la considero sempre una ottima soluzione.
94 Ampere di corrente non son pochi....
La taglia del MA 125 mi pare idonea, per il resto olio alla cdt in fase di spunto, che comporta una linea sovradimensionata"..
Se si opta x la linea a cavo , meglio 4 conduttori separati a FG7 (se ambiente ordinario) al posto del cavo multipolare, che se possibile come scelta della sezione dei singoli conduttori e da escludere x la portata max in regime continuo a causa della peggiore dissipazione del calore.
Comunque, una eventuale anomalia in fase di attivazione delle pompe potrebbe creare una sovracorrente ordinaria x un tempo sufficiente a fare intervenire la protezione termica dell'MA.
La taglia 160 la escluderei a priori.
Come dice il vecchio buon Mike, opterei con favore per l,installazione di una bella conduttura di alimentazione tipo "blindo-barra" e valutazione della cdt% in fase di spunto pompe x evitare un blocco delle stesse.
In questo caso, forse la linea di alimentazione ricopre il maggiore dei problemi.
Di solito, la blindo non e' presa in considerazione come scelta primaria, ma come affidabilità', dissipazione del calore e praticita' la considero sempre una ottima soluzione.
94 Ampere di corrente non son pochi....
La taglia del MA 125 mi pare idonea, per il resto olio alla cdt in fase di spunto, che comporta una linea sovradimensionata"..
Se si opta x la linea a cavo , meglio 4 conduttori separati a FG7 (se ambiente ordinario) al posto del cavo multipolare, che se possibile come scelta della sezione dei singoli conduttori e da escludere x la portata max in regime continuo a causa della peggiore dissipazione del calore.
Comunque, una eventuale anomalia in fase di attivazione delle pompe potrebbe creare una sovracorrente ordinaria x un tempo sufficiente a fare intervenire la protezione termica dell'MA.
La taglia 160 la escluderei a priori.
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Vecchio a chi???
Scherzi a parte, elettro, utilizzare una blindosbarra al posto di una conduttura in cavo ha senso quando ci sono tante utenze da alimentare dalla stessa dorsale, oppure quando nel rapporto costi benefici la blindosbarra diventa più conveniente, per esempio per la distribuzione primaria tra trasformatori MT/BT di una certa potenza e il QG. Non rientriamo in nessuno di questi casi...
Ricordo che negli impianti di distribuzione si protegge il circuito non l'utenza, quindi per prima cosa bisogna dimensionare la conduttura (cavo+supporto) verificando qual è la sezione ottimale tenendo conto della caduta di tensione a fondo linea; individuata la tipologia di conduttura e la sua portata nominale (Iz) si determina il dispositivo di protezione e la sua corrente nominale (In), e si verifica il rispetto della relazione: Ib<=In<=Iz. Ma non è finita qui, l'utenza ha una corrente di spunto elevata che nel momento di avviamento può far intervenire intempestivamente la protezione magnetica, quindi si prende la curva dell'interruttore e si valuta se quella corrente di spunto è in grado di far intervenire l'interruttore tenendo conto che il tempo dello spunto è brevissimo.
Da capire anche se quei circa 100 A (Ib) di corrente nominale dell'utenza sono effettivi o è un valore massimo. Supponiamo siano effettivi, quindi devo utilizzare una conduttura con Iz >= di 100A. Scorrendo le CEI UNEL 35024/1 per posa non interrata determino che per un cavo EPR posato in passarella forata aperta con 16 mmq ho una Iz da 107A. Ovviamente questo valore va deprezzato in funzione dei vari k che tengono conto del numero di circuiti, ma supponendo sia solo questo circuito quello sarebbe il valore di Iz. Qui il progettista comincia a ragionare... 107 A per portare costantemente 100A sono un po pochini, per cui passiamo alla taglia successiva con 25 mmq e Iz pari a 141A, ecco si può ragionare c'è un certo margine. Volendo sempre in funzione del tipo di carico e delle condizioni ambientali e lavorative si può anche passare oltre a utilizzare il 35 mmq con Iz pari a 176A, in ogni caso sono tutte considerazioni di responsabilità del progettista.
Ho scelto la conduttura da 25 mmq, come siamo con la caduta di tensione? Verifico e vedo che per 30 m a 100A ho un c.d.t massima del 1% a fondo linea, ottimo direi. Non avendo indicazioni dal costruttore e vista la tipologia di carico, non mi preoccupo di verificare la C.d.t. in fase di avviamento. Andiamo avanti. Quindi adesso ho: 100A(Ib)<141A(Iz). Come proteggo la conduttura dalle sovracorrenti? Devo utilizzare una protezione con In compresa tra 100A e 141A. Nel mercato c'è di tutto, in ogni caso saranno degli interruttori scatolati vista anche la Icc presunta di 15kA nel punto di installazione. Il progettista fa le sue valutazioni, anche qui del tutto soggettive, io per esempio sceglierei un interruttore scatolato 4x160A (16 o 25kA, dipende dalla disponibilità commerciale) che regolerò a 140A. Direi che la prima parte è conclusa, procediamo ora a verificare se in fase di avviamento mi interviene la magnetica. Non conosco il tempo di avviamento ma solo una corrente di spunto, supponiamo sia un avviamento diretto che mediamente ha dei tempi di 2-3 secondi. Prendo la curva di intervento dell'interruttore scelto (tempo in ordinata e rapporto tra corrente nominale e regolata in ascisse) e vedo che a 3 secondi non raggiungo la curva magnetica pari a 8 volte la nominale (1280 A), quindi la corrente di spunto da 262 A non gli fa un baffo. Scelta effettuata correttamente, poi si può continuare con il resto delle considerazioni (protezione dai contatti indiretti, ecc.), o fare lo stesso ragionamento per taglie di interruttori diverse.
Scherzi a parte, elettro, utilizzare una blindosbarra al posto di una conduttura in cavo ha senso quando ci sono tante utenze da alimentare dalla stessa dorsale, oppure quando nel rapporto costi benefici la blindosbarra diventa più conveniente, per esempio per la distribuzione primaria tra trasformatori MT/BT di una certa potenza e il QG. Non rientriamo in nessuno di questi casi...
Ricordo che negli impianti di distribuzione si protegge il circuito non l'utenza, quindi per prima cosa bisogna dimensionare la conduttura (cavo+supporto) verificando qual è la sezione ottimale tenendo conto della caduta di tensione a fondo linea; individuata la tipologia di conduttura e la sua portata nominale (Iz) si determina il dispositivo di protezione e la sua corrente nominale (In), e si verifica il rispetto della relazione: Ib<=In<=Iz. Ma non è finita qui, l'utenza ha una corrente di spunto elevata che nel momento di avviamento può far intervenire intempestivamente la protezione magnetica, quindi si prende la curva dell'interruttore e si valuta se quella corrente di spunto è in grado di far intervenire l'interruttore tenendo conto che il tempo dello spunto è brevissimo.
Da capire anche se quei circa 100 A (Ib) di corrente nominale dell'utenza sono effettivi o è un valore massimo. Supponiamo siano effettivi, quindi devo utilizzare una conduttura con Iz >= di 100A. Scorrendo le CEI UNEL 35024/1 per posa non interrata determino che per un cavo EPR posato in passarella forata aperta con 16 mmq ho una Iz da 107A. Ovviamente questo valore va deprezzato in funzione dei vari k che tengono conto del numero di circuiti, ma supponendo sia solo questo circuito quello sarebbe il valore di Iz. Qui il progettista comincia a ragionare... 107 A per portare costantemente 100A sono un po pochini, per cui passiamo alla taglia successiva con 25 mmq e Iz pari a 141A, ecco si può ragionare c'è un certo margine. Volendo sempre in funzione del tipo di carico e delle condizioni ambientali e lavorative si può anche passare oltre a utilizzare il 35 mmq con Iz pari a 176A, in ogni caso sono tutte considerazioni di responsabilità del progettista.
Ho scelto la conduttura da 25 mmq, come siamo con la caduta di tensione? Verifico e vedo che per 30 m a 100A ho un c.d.t massima del 1% a fondo linea, ottimo direi. Non avendo indicazioni dal costruttore e vista la tipologia di carico, non mi preoccupo di verificare la C.d.t. in fase di avviamento. Andiamo avanti. Quindi adesso ho: 100A(Ib)<141A(Iz). Come proteggo la conduttura dalle sovracorrenti? Devo utilizzare una protezione con In compresa tra 100A e 141A. Nel mercato c'è di tutto, in ogni caso saranno degli interruttori scatolati vista anche la Icc presunta di 15kA nel punto di installazione. Il progettista fa le sue valutazioni, anche qui del tutto soggettive, io per esempio sceglierei un interruttore scatolato 4x160A (16 o 25kA, dipende dalla disponibilità commerciale) che regolerò a 140A. Direi che la prima parte è conclusa, procediamo ora a verificare se in fase di avviamento mi interviene la magnetica. Non conosco il tempo di avviamento ma solo una corrente di spunto, supponiamo sia un avviamento diretto che mediamente ha dei tempi di 2-3 secondi. Prendo la curva di intervento dell'interruttore scelto (tempo in ordinata e rapporto tra corrente nominale e regolata in ascisse) e vedo che a 3 secondi non raggiungo la curva magnetica pari a 8 volte la nominale (1280 A), quindi la corrente di spunto da 262 A non gli fa un baffo. Scelta effettuata correttamente, poi si può continuare con il resto delle considerazioni (protezione dai contatti indiretti, ecc.), o fare lo stesso ragionamento per taglie di interruttori diverse.
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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Ciao. Aggiungo un piccolo contributo, se può essere utile, all'ottimo intervento di Mike.
La linea nn è eccessivamente lunga ma proverei a buttare giù anche il calcolo per il valore di cto - cto a fondo linea (valore minimo).
La CEI 64-8/5 mi permette di calcolarlo in modo semplificato per linee trifase a con neutro distribuito:
Iccmin = 0,8 xE x S /(1,5 x ro20°C x ( 1 +m) x l.
Quindi:
supponiamo la sezione da 25 mmq, m = rapporto tra sez fase e sez neutro (adesso li suppongo uguali ): 1
ro20°C = 0,018 --> resistività del rame a 20 °C [ohm x mmq/m]
0,8 x 230 x 25 /1,62 = 2839 A> della soglia magnetica
Tutto ok anche sotto questo punto di vista, la magnetica risponde bene anche per cto cto minimo a fondo linea.
Gianluca
La linea nn è eccessivamente lunga ma proverei a buttare giù anche il calcolo per il valore di cto - cto a fondo linea (valore minimo).
La CEI 64-8/5 mi permette di calcolarlo in modo semplificato per linee trifase a con neutro distribuito:
Iccmin = 0,8 xE x S /(1,5 x ro20°C x ( 1 +m) x l.
Quindi:
supponiamo la sezione da 25 mmq, m = rapporto tra sez fase e sez neutro (adesso li suppongo uguali ): 1
ro20°C = 0,018 --> resistività del rame a 20 °C [ohm x mmq/m]
0,8 x 230 x 25 /1,62 = 2839 A> della soglia magnetica
Tutto ok anche sotto questo punto di vista, la magnetica risponde bene anche per cto cto minimo a fondo linea.
Gianluca
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gianluca74
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gianluca74 ha scritto:Tutto ok anche sotto questo punto di vista, la magnetica risponde bene anche per cto cto minimo a fondo linea.
Gianluca
Va benissimo, però ricordo che la verifica della Icc minima presunta a fondo linea ha senso farla solamente se la conduttura NON è protetta dalle sovracorrenti.
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Mike
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ma io sapevo che la sua conoscenza era richiesta per la verifica o il progetto delle protezioni dal cto cto.
Mi sfugge qualcosa?
Cioè se la conduttura e quindi la protezione rispetta la regola In compresa tra Ib e Iz e If < = 1,45 Iz, perché nn dovrei fare la verifica al cto cto sulla magnetica dell'interruttore? .
Ciao e grazie
Mi sfugge qualcosa?
Cioè se la conduttura e quindi la protezione rispetta la regola In compresa tra Ib e Iz e If < = 1,45 Iz, perché nn dovrei fare la verifica al cto cto sulla magnetica dell'interruttore? .
Ciao e grazie
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gianluca74
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perché interverrebbe sicuramente la protezione dalle sovracorrenti in relazione alla sua curva di intervento, proprio per questo motivo la norma CEI 64-8 permette di omettere tale verifica se la conduttura è protetta dalle sovracorrenti.
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Mike
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gianluca74 ha scritto:Cioè se la conduttura e quindi la protezione rispetta la regola In compresa tra Ib e Iz e If < = 1,45 Iz, perché non dovrei fare la verifica al corto circuito sulla magnetica dell'interruttore?
Per questo motivo:
...
e) caso in cui il dispositivo di protezione contro i corto circuiti assicuri anche la protezione contro i sovraccarichi.Se, in accordo con l'articolo 435.1 della Parte 4, è previsto un dispositivo unico di protezione contro i corto circuiti e contro i sovraccarichi, la verifica della corrente di corto circuito minima non è necessaria...
[Norma CEI 64-8, art. 533.3 sezione commenti]
Quando Mike dice "sovracorrenti", per esempio qui:
Mike ha scritto:ricordo che la verifica della Icc minima presunta a fondo linea ha senso farla solamente se la conduttura NON è protetta dalle sovracorrenti
in realtà intende dire "sovraccarichi".
Lo so perché lo conosco
Saluti
Sebastiano
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"Eo bos issettaìa, avanzade e non timedas / sas ben'ennidas siedas, rundinas, a domo mia" (P. Mossa)
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Perfetto. L'unica cosa è i tempi del sovraccarico (parte termica) mi garantiscono anche per il cto cto?
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gianluca74
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