Salve, voglio chiedervi una cosa preliminare legata alla misura attraverso elettrodi che non mi è chiara.
L'amplificatore per elettrocardiografo è collegato al paziente attraverso due elettrodi, non capisco perché in questo sistema di misura in passato si metteva il piede del paziente a terra... il motivo risiede forse nel fatto che il paziente è collegato ad un dispositivo di misura e per sicurezza si faceva ciò??
Grazie
elettrocardiografo
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Non si metteva il paziente a terra, sarebbe stato metterlo in pericolo se l'elettrocardiografo avesse perso l'isolamento.
Quello che si faceva era di misurare la tensione media dei vari elettrodi, tensione media che era molto elevata e a 50Hz perche' il paziente e` l'armatura di un condensatore in cui l'altra armatura e` l'impianto elettrico li` vicino, e si pilotava attraverso una resistenza da 1MHz e` un megaohm, evidentemente
il paziente con un tensione tale da tenere fermo il potenziale del paziente.
Se conosci gli operazionali, e` un momento fare lo schema.
Quello che si faceva era di misurare la tensione media dei vari elettrodi, tensione media che era molto elevata e a 50Hz perche' il paziente e` l'armatura di un condensatore in cui l'altra armatura e` l'impianto elettrico li` vicino, e si pilotava attraverso una resistenza da 1MHz e` un megaohm, evidentemente
Se conosci gli operazionali, e` un momento fare lo schema.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
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virginia ha scritto:... non capisco perché in questo sistema di misura in passato si metteva il piede del paziente a terra...
Penso che il piede destro del paziente non venisse messo "a terra" (un termine troppo generico, vedi http://www.electroyou.it/isidorokz/wiki ... iferimento) ma venisse usato come riferimento per la misura dei tre potenziali (e delle differenze di potenziale relative) dei (fra) i tre "punti di vista" dell'attivita' cardiaca (vettore cardiaco) ovvero dei tre vertici (lati) del triangolo di Einthoven (braccio destro, sinistro e gamba sinistra), e venisse invece collegato al riferimento interno dell'amplificatore di ingresso dell'elettrocardiografo.
BTW ... oggigiorno come si collega il piede? ... io avrei in progetto un collegamento "lunare" ... "un piede a luna" potrebbe andar bene?
"Il circuito ha sempre ragione" (Luigi Malesani)
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IsidoroKZ ha scritto: perche' il paziente e` l'armatura di un condensatore in cui l'altra armatura e` l'impianto elettrico li` vicino, e si pilotava attraverso una resistenza da 1MHz il paziente con un tensione tale da tenere fermo il potenziale del paziente.
innanzitutto grazie per la tua risposta, vorrei chiederti in aggiunta:
Quello che intendi tu è la capacità parassita tra paziente e linea attiva di alimentazione dello strumento di misura? in merito a ciò tale capacità non si crea proprio perché il paziente è ad un potenziale di terra?
in merito alla resistenza di 1MHz cosa intendi con il mantenere fermo il potenziale del paziente?
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RenzoDF ha scritto:virginia ha scritto:... non capisco perché in questo sistema di misura in passato si metteva il piede del paziente a terra...
grazie per la risposta
hai perfettamente ragione, ho sbagliato, intendo che il piede era collegato a massa.
scusa ma non so come selezionate la pagina di interesse (pagina 6) di questo sito http://www-3.unipv.it/martini/emed/emed_slides_0405.pdf in cui è evidente ciò a cui mi riferisco
ora sì è collegato al potenziale di riferimento interno dello strumento, ma in rappresentazioni di figure di circuito elettrico del passato veniva messo in luce il collegamento del piede a massa e da qui il mio problema..
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Si, ma come puoi vadere a pagina 38 del tuo pdf quella "massa" corrisponde al riferimento interno del primo stadio di amplificazione.
Da
"Medical Instrumentation Application and Design" di J.G. Webster
che e' il testo dal quale sono tratte le immagini del tuo pdf.
Da
"Medical Instrumentation Application and Design" di J.G. Webster
che e' il testo dal quale sono tratte le immagini del tuo pdf.
"Il circuito ha sempre ragione" (Luigi Malesani)
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