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Elettronica analogica VS elettronica Digitale

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[1] Elettronica analogica VS elettronica Digitale

Messaggioda Foto Utentegammarayburst » 17 ago 2011, 12:33

Come già scritto in un altro post è da poco tempo che mi trovo nel mondo dell'elettronica. Per adesso sto affrontando le basi con la composizione di semplici circuiti su breadboard.
Una cosa che ho notato è che, a chi chiedeva un consiglio su come iniziare a studiare l'elettronica, spesso gli veniva chiesto di specificare verso quale tipo di elettronica si era interessati, se analogica o digitale.
Non so se c'è una differenza netta tra le due tipologie e mi interesserebbe saperlo. Inoltre mi è sembrato di capire che l'elettronica digitale sia l'evoluzione di quella analogica, nel senso che la digitale ti permette di fare le stesse cose dell'analogica ma in modo meno complicato. Vorrei un chiarimento anche su questo punto, cioè l'analogica e la digitale si occupano delle stesse cose, sono separate o c'è una vasta area che hanno in comune ma con alcune applicazioni che sono ben separate?
Per chi volesse affrontare lo studio dell'elettronica digitale lo può fare prescindendo dall'analogica? O bastano solo alcune nozioni di analogica e ci si può subito catapultare nel mondo digitale?
Come vedete le perplessità sono molte, spero che riusciate a farmi un quadro abbastanza chiaro.
Grazie
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[2] Re: Elettronica analogica VS elettronica Digitale

Messaggioda Foto UtenteTardoFreak » 17 ago 2011, 12:49

Per iniziare lo studio dell' elettronica, sia questa digitale o analogica è necessario lo studio dell' elettrotecnica.
Prima dell' elettrotecnica è necessario conoscere la fisica.
Per conoscere la fisica è necessario conoscere la matematica.
Non esistono vie di mezzo, esistono solo cose fatte bene o mezzi pastrocchi che non portano a niente utili solo per sprecare tempo ed energie.
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[3] Re: Elettronica analogica VS elettronica Digitale

Messaggioda Foto UtenteDonJ » 17 ago 2011, 13:03

gammarayburst ha scritto:Per chi volesse affrontare lo studio dell'elettronica digitale lo può fare prescindendo dall'analogica? O bastano solo alcune nozioni di analogica e ci si può subito catapultare nel mondo digitale?

Io ho iniziato qualche anno fa ad interessarmi all'elettronica digitale, avendo pochissime conoscenze di analogica.
Tutti i progetti che ho portato a termine hanno richiesto molto tempo perché mi sono sempre bloccato su problemi estremamente banali che, se avessi studiato elettronica analogica, sarei stato in grado di risolvere velocemente. E invece adesso ogni volta che ho un problema devo fermarmi, fare ricerche, andare a prendere i libri in biblioteca e studiare. E se non ci salto proprio fuori vengo a chiedere consiglio qui.

E comunque vale quello che ti è già stato detto: prima di tutto matematica e fisica.
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[4] Re: Elettronica analogica VS elettronica Digitale

Messaggioda Foto UtenteTardoFreak » 17 ago 2011, 13:13

Una piccola nota.
"VS" significa "versus" che in inglese vuol dire "contro".
Non esiste una branca dell' elettronica contro un' altra e non esiste neanche il confronto fra esse perché sono due cose diverse e, tantissime volte, che si completano a vicenda. A volte coincidono perché la teoria e la matematica che stanno alla base di certe soluzioni (che possono essere implementate sia in analogico che in digitale) sono le stesse.
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[5] Re: Elettronica analogica VS elettronica Digitale

Messaggioda Foto Utentegammarayburst » 17 ago 2011, 13:35

Naturalmente, ma forse dovevo sottolinearlo, era implicito il discorso sull'elettrotecnica con tutto quello che ne è propedeutico. Nel mio caso particolare ho conoscenze di matematica e fisica avendole studiate all'università.
Diverse persone mi hanno consigliato con il partire con libri tipo Oliviero-Ravelli, che posseggo, altri invece mi hanno consigliato di apprendere poche formule, legge di Ohm, partitori di tensioni, e fare tanta pratica perché per affrontare l'elettronica dal lato hobbystico basta questo.
Sinceramente davanti all'Oliviero-Ravelli mi sono subito arreso non perché fosse difficile da apprendere ma certamente perché necessita di un'attenzione e tempi particolari e sopratutto, a me neofita, sembrava non mettermi in grado di costruirmi qualche circuitino.
Una volta per tutte vorrei sapere se è necessario conoscere un libro tipo Oliviero-Ravelli per poter sperimentare qualche cosa in elettronica oppure è meglio la pratica con un po' di teoria?

Il Vs era inteso in modo provocatorio naturlamente, per capire se ci sono delle differenze tali che le fanno diventare alternative tra loro, visto che alcuni chiedono sempre se uno è interessato all'analogica o alla digitale.
Questi evidentemente sbagliavano approccio nel dare i consigli.
Grazie per i tuoi interventi e spero che riesca a chiarirmi ancor più le idee.
Ciao
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[6] Re: Elettronica analogica VS elettronica Digitale

Messaggioda Foto UtenteTardoFreak » 17 ago 2011, 14:26

Dipende da cosa intendi per "sperimentare".
Se vuoi solo montare un circuito venduto in kit ti basta saper leggere ed usare un saldatore. Lo monti, funziona, alleluja punto e basta.
Se vuoi più o meno capire cosa sono i componenti elettronici e come funzionano (a grandi, grandissime linee) non ti serve studiare, o meglio, ti serve poco studio. Purtroppo non riuscirai mai a capire come e perché un circuito funziona.
Se invece vuoi sapere parti con lo studio e, man mano che studi, fai delle prove e delle misure (che sono assai importanti) su quello che hai studiato.
Faccio un esempio: la legge di Ohm.
Studi la teoria, fai alcuni esercizi e poi prendi una resistenza, un alimentatore, un voltmetro ed un amperometro, misuri le grandezze e scopri che la legge di Ohm funziona davvero.
Fai le misure con diversi valori di tensione e resistenza, ad esempio, e verifichi la cosa. Con le reti diventa un po' un casino. Li ti devi fidare e studiare. Lo studio delle reti in continua, ad esempio, è essenziale anche solo per capire tante, tantissime cose non solo di elettrotecnica ma di elettronica sia analogica che digitale.
Se pensi di arrivare a qualche risultato serio in poco tempo sei fuori strada. Per imparare l' elettronica servono anni di studio. Se fosse semplice non esisterebbero gli istituti tecnici e le università.
Se servono tre anni di studio dell' elettronica per prendere un diploma, quei tre anni non li puoi azzerare. Avrai comunque la preparazione di un perito in elettronica, non di un ingegnere. Ai miei tempi non era comunque poco ma ti parlo di 30 anni fa, ora è un po' diverso almeno vedendo il grado di preparazione di mio figlio.
Lui, mio figlio, si ricorda poco dell' elettronica però, anche se ha scelto una facoltà che con l' elettronica non ha niente a che fare, le basi gli sono rimaste. Ogni tanto lo trascino e mi accorgo che certi fenomeni, certe cose è in grado di capirle proprio grazie allo studio che ha fatto sui libri, sui sacri testi.

Ti faccio un esempio con la musica. Inizi a 14 anni a strimpellare la chitarra ad orecchio leggendo un libricino stile "chitarristi in una settimana" ed impari gli accordoni, utili per tenere una chitarra in mano, magari carichi anche qualche ragazza, poi magari ti piace e vuoi di più.
Ti accorgi quindi che il libricino lo puoi usare solo più come spessore se hai un tavolo che traballa, ad esempio. Vai dal maestro (e lo paghi). Lui ti dice che devi studiare la musica, quella vera, spenderci ore in esercizi che pensi che non servano. Abbandoni il maestro e fai di testa tua. Dopo 10 anni ti accorgi che di progressi ne hai fatti ben pochi ma la musica ti piace ancora e vuoi suonare come Dio comanda.
Devi capitolare e tornare dal maestro, studiare la musica, studiare l' armonia fare centinaia di ore di esercizi pallosi. Capisci che hai sprecato 10 anni facendo di testa tua e che forse era meglio partire in un altro modo.
Vabbè, ti sei ricreduto ed ora studi la musica. Arrivato alla fine dello studio (dopo anni) ti rendi conto che quello che è veramente importante è il tocco, ma ti rendi anche conto che non saresti mai riuscito a capirlo senza lo studio palloso.
Però poi suoni davvero. :ok:
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[7] Re: Elettronica analogica VS elettronica Digitale

Messaggioda Foto Utentegammarayburst » 17 ago 2011, 14:30

Mi hai convinto vado a comprarmi una chitarra.... :D :ok:
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[8] Re: Elettronica analogica VS elettronica Digitale

Messaggioda Foto Utentegammarayburst » 17 ago 2011, 14:50

Io sto procedendo leggendo e cercando di replicare, ma sopratutto capire, i circuiti presenti sul libro "Make:electronics". Il libro spiega qualitativamente i fenomeni ma naturalmente non quantitativamente. Mi sono anche "ascoltato" le videolezioni di elettrotecnica di uninettuno ed ho comprato "the art of electronics".
Ho preferito un approccio pratico perché il mio interesse in elettronica è per pura curiosità, infatti non ho in mente nessun progetto in particolare. Naturalmente già mi sono accorto di un approccio più quantitativo alle problematiche che spero di riuscire ad imparare in futuro. Anche se secondo me imparare solo teoria potrebbe stufare.
Nel mio precedente ed unico post ho cercato di riprodurre il circuito di un led lampeggiante. Ho cercato di effettuare una simulazione per vedere un po' nel dettaglio come funzionava. Dalla simulazione, effettuata con non poche difficoltà, perché Multisim non ne voleva sapere, erano evidenti le fenomenologie inerenti il circuito (carica del condensatore scarica al superamento di una soglia di tensione avvertita alla base del 2n6027 e lampeggio del led). Però in questo caso non sono riuscito a capire perché il lede lampeggia con una prequenza di due secondi. Certamente, correggimi se sbaglio, devo tener conto della carica del condensatore tramite la resistenza ma non riesco a capire da dove tirare fuori quei due secondi.

Forse sono andato un po' OT scusatemi :oops: .
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[9] Re: Elettronica analogica VS elettronica Digitale

Messaggioda Foto Utentemarioursino » 17 ago 2011, 16:56

TardoFreak ha scritto:Per iniziare lo studio dell' elettronica, sia questa digitale o analogica è necessario lo studio dell' elettrotecnica.
Prima dell' elettrotecnica è necessario conoscere la fisica.
Per conoscere la fisica è necessario conoscere la matematica.
Non esistono vie di mezzo, esistono solo cose fatte bene o mezzi pastrocchi che non portano a niente utili solo per sprecare tempo ed energie.


È quello che continuo a pensare corso dopo corso. Giunto all'università "forte" delle mie conoscenze da liceo scientifico mi sono sorbito controvoglia i corsi di analisi I e II, metodi matematici per ingegneria, mattoni di elettrotecnica annegati in dimostrazioni che giudicavo inutili e metodi di soluzione delle reti che mai (pensavo) avrei utilizzato. Mi sono reso conto dell'efficacia e della propedeuticità dei mesi di studio solo giunto ai corsi di elettronica analogica e digitale. Studiando dallo Jaeger mi spaventava solo l'idea di non aver dato gli esami sopra elencati... Iniziando la lettura si finisce con la vera necessità di conoscere trasformate, residui, fasori, studio in frequenza e profondamente analisi I e II in generale. Ricordo le prime lezioni di teoria delle reti elettriche e di analogica dove il circuito con banali bipoli e qualche transistor diventava un mostro da dover analizzare, richiedendo i mesi precedenti di esercizi per avere anche qualche idea del suo comportamento.

Riguardo i corsi di fisica posso solo dire che se non li avessi sostenuti non avrebbe alcun significato continuare lo studio di corsi avanzati; anche se con scarso successo gli argomenti proposti nei fondamenti di analogica e digitale sono "comprensibili" ma in mancanza di nozioni di fisica sembra di studiare arti magiche ed è orribile e poco produttivo.

La mia (testarda?) idea è che le persone che non siano periti o ingegneri (purtroppo alcuni periti idem, e questo mi deprime) vedono l'elettronica come un mondo affrontabile con un po di conoscenze banali attinte da forum e libricini da pappa pronta; questa convinzione estremamente diffusa (il non rendersi conto della complessità degli argomenti) deriva dalla "legge di ohm", dalle "ventole per PC con le resistenze", dai "transistor usati come interruttori" ecc.. ecc.. che portano a credere che non possa esistere qualcosa di più complesso e che realizzato qualcosa di pronto poi diventi come andare in bicicletta.. "cosa vuoi, il transistor può servire solo a questo".

Il mondo quindi persevera nel voler "approfondire" senza alcun fondamento di nulla. Si è convinti di cercare lo schema su internet, realizzarlo, capirlo qualitativamente e quindi avere una marcia in più nelle realizzazioni di qualche variante. Questo non è vero in alcun modo duraturo.. purtroppo ci si intestardisce a voler imparare senza studiare con rigore una materia paragonabile alla medicina. La medicina d'altro canto non ha specchietti per le allodole come i transistor usati come interruttori e non ci si imbarca nella realizzazione di nuovi farmaci fatti in casa da gente che lo fa per hobby.

Ovviamente il paragone è al di la dell'estremo ma può forse far capire meglio come la penso.

In sintesi, l'hobby dell'elettronica è in realtà l'hobby della saldatura a stagno.

Ps: con questo non sto invitando nessuno a smettere di sperimentare, vorrei invece sottolineare l'impossibilità di comprendere il comportamento di una qualsiasi realizzazione elettronica da parte di chi non ha studiato. Non nego però che realizzato il circuitino la soddisfazione di vederlo funzionare è grande, ma purtroppo oltre non si va.
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[10] Re: Elettronica analogica VS elettronica Digitale

Messaggioda Foto Utentesimo85 » 17 ago 2011, 18:06

Io penso che prima di studiare l'elettronica digitale, è bene aver studiato analogica (ed aver altrettanto acquisito le nozioni di elettrotecnica necessarie).
Puoi anche sapere che un dispositivo varia lo stato logico di uscita da 1 a 0, ma se devi controllare transistori o componenti vari in output (es micro), non si parla più solo di digitale..

marioursino ha scritto:La mia (testarda?) idea è che le persone che non siano periti o ingegneri (purtroppo alcuni periti idem, e questo mi deprime) vedono l'elettronica come un mondo affrontabile con un po di conoscenze banali attinte da forum e libricini da pappa pronta; questa convinzione estremamente diffusa (il non rendersi conto della complessità degli argomenti) deriva dalla "legge di ohm", dalle "ventole per PC con le resistenze", dai "transistor usati come interruttori" ecc.. ecc.. che portano a credere che non possa esistere qualcosa di più complesso e che realizzato qualcosa di pronto poi diventi come andare in bicicletta.. "cosa vuoi, il transistor può servire solo a questo".

Non fare di tutta l'erba un fascio.. Ci sono persone che non sono periti o ingegneri, che però si interessano degli argomenti e studiano, se li approfondiscono.. Io non sono un ingegnere, quindi leggendo questo spezzone dico: "WTF?"
Il transistore non si usa solo per lo switching; gli amplificatori e gli oscillatori per esempio, dove li mettiamo?
Ovviamente si parla in amicizia.. :mrgreen:
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