Visto che dopo aver posto la domanda sono anche riuscito a trovare una risposta che mi sembra soddisfacente, la scrivo qui per quei due o tre posteri a cui potrebbe servire
In prima approssimazione la corrente di drain di un jfet può essere scritta nella forma (trascurando l'effetto della

)
dove

è un coefficiente proporzionale alla mobilità

dei portatori di carica [1, paragrafo 3.2][2] e

è la tensione di pinch-off. Si ha [1,3]

dove

è il potenziale di giunzione e

è una costante, scarsamente dipendente dalla temperatura.
Quindi,

ha la stessa dipendenza dalla temperatura di

, ovvero

con

, mentre

In [3] si trovano i valori di

per diversi tipi di giunzione; in pratica, guardando un po' di modelli spice di jfet, tutti assumono

Per ciò che riguarda la transconduttanza, dalla (1) si ha

La seconda forma è più adatta nei casi in cui il jfet è polarizzato con un generatore di corrente costante (p.es. in uno stadio differenziale). In questo caso si ha (ma sì, giochiamo un po' con le
sensitivity 
)

con (occhio a barra e tilde che qui si vedono poco)

(dalla (4))

(a 300 K si ha

)

(dalla (4))
Quindi a 300 K si ha

Il valore sopra è da prendere molto con le pinze perché in molti casi l'esponente della caratteristica (1) non è proprio 2, ma può variare tra 1,5 e quasi 3 [3].
E per chi si chiede:
ed esattamente, a che piffero serve 'sta roba? dirò che può servire per stimare la deriva termica del guadagno di un amplificatore a jfet
[1] J. Dostal,
Operational amplifiers, Butterworth-Heinemann, 1993.
[2] S.M. Sze,
Physics of semiconductor devices, John Wiley & Sons, 1981.
[3] R.S.C. Cobbold, F.N. Trofimenkoff, "Theory and application of field-effect transistor. Part 1. Theory and dc characteristics",
Proc. IEE 111, 1964.