Ciao a tutti,
ho una domanda per voi banale ma non per me.
Ho un mosfet operante come interruttore ON/OFF che attiva un carico il cui assorbimento massimo è di 3A.
Il mosfet è posizionato in un ambiente molto caldo la cui temperatura si aggira intorno agli 80°C.
A questo punto il dubbio è il seguente:
se operassi a temperatura ambiente di 20°C il dissipatore mi permetterebbe di raffreddare il dispositivo e aumentare la potenza dissipabile, ma operando ad 80° pur riducendo la resistenza termica del dissipatore, il mosfet lavorerebbe sempre e comunque a 80°C? Non potrò lavorare a temperature inferiore (in tal caso avrei bisogno di una ventole). Però il dissipatore mi permette di aumentare la potenza dissipabile in quanto
Tj-Tamb=Pd*Rt
E' giusto il ragionamento? Non riesco a capire.
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Domanda su dissipatore
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IsidoroKZ
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la temperatura operativa a meno di raffreddamenti ATTIVI (ad esempio cella di peltier) sarà sempre superiore a quella ambiente
comunque se hai preso un mosfet buono con resistenza di canale dell'ordine delle decine mi mOhm la potenza dissipata è trascurabile (controlla per sicurezza! )e puoi pure fare a meno di dissiparlo, sempre se non sei in applicazioni ad alta frequenza di switching
comunque se hai preso un mosfet buono con resistenza di canale dell'ordine delle decine mi mOhm la potenza dissipata è trascurabile (controlla per sicurezza! )e puoi pure fare a meno di dissiparlo, sempre se non sei in applicazioni ad alta frequenza di switching
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la temperatura operativa a meno di raffreddamenti ATTIVI (ad esempio cella di peltier) sarà sempre superiore a quella ambiente
Quindi, se non dico fesserie, supponiamo di prendere un Mosfet tipo IRF9540 (che è quello che vorrei usare) dal cui datasheet ho che:
Tjmax = 175°C
Ri(j-a) = 62°C/W
Potenza massima dissipabile con 3A = Rdson*Id^2 = 0,117*3^2 = 1,1W. Supponiamo di metterci in un caso peggiorativo e di arrivare a 2W massimo.
La massima temperatura di giunzione sarà quindi (se fossi a temperatura ambiente di 25°C):
Tj-25 = 2*62 , quindi Tj = 149°C (GIUSTO??) e quindi se operassi a 80° senza dissipatore la mia massima potenza dissipabile sarebbe 175-80 = Pd * 62, ovvero Pd = 1,53W (GIUSTO??) che è inferiore ai 2W previsti.
Quindi, se quello che ho scritto non sono fesserie, io ho sempre, come hai detto tu, una temperatura di giunzione superiore a quella ambiente. Infatti, se riprendo la formula Tj-Ta = Pd*Rt(j-a) e come Ta metto 80° avrò che Tj - 80 = 2*62 , ovvero Tj = 204°C che è un calcolo ASSURDO perché secondo quanto scritto prima non posso dissipare 2W ad 80° ma mi serve un dissipatore.
E' tutto giusto ??? Se potete aiutarmi voi esperti che mi sto perdendo in un bicchier d'acqua...
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io di solito preferisco vedere la formula dalla parte di:
Vj = Vamb + Rth*Pdiss (scusate se non uso latex ma non ho ancora avuto tempo di guardare come funziona il codice !)
quindi 80 + 62*1.1 = 148 °C
ora conta che l'ambiente è 80 gradi, localmente sulla scheda puoi avere temperatura ben maggiori
la performance della Rdson = 117mOhm è valida solo a 25°C , alle temperature in uso è più del doppio
inoltre la Rdson è quella se riesci a dargli un pilotaggio in gate di almeno -10 volt
in sostanza io ti suggerirei di prendere un dissipatore tale per cui la resistenza termica del tuo mosfet stia sotto i 15 / 20 °C/W; oppure prendere un mosfet con una Rdson minore di 25 mOhm e temepratura di giunzione sopportata di almeno 150°C
Vj = Vamb + Rth*Pdiss (scusate se non uso latex ma non ho ancora avuto tempo di guardare come funziona il codice !)
quindi 80 + 62*1.1 = 148 °C
ora conta che l'ambiente è 80 gradi, localmente sulla scheda puoi avere temperatura ben maggiori
la performance della Rdson = 117mOhm è valida solo a 25°C , alle temperature in uso è più del doppio
inoltre la Rdson è quella se riesci a dargli un pilotaggio in gate di almeno -10 volt
in sostanza io ti suggerirei di prendere un dissipatore tale per cui la resistenza termica del tuo mosfet stia sotto i 15 / 20 °C/W; oppure prendere un mosfet con una Rdson minore di 25 mOhm e temepratura di giunzione sopportata di almeno 150°C
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Ok, inizio a capire.
Quindi, se ho una temperatura ambiente di 80°C, io al massimo riesco a raffreddare il mosfet fino a 80°C ma non di meno in quanto l'ambiente rimane costantemente a quella temperatura.
Quindi riepilogando, Tj ovvvero la temperatura di giunzione sarà data dalla temperatura ambiente più il termine Rt*Pd che identifica il calore dissipato per effetto joule dovut alla resistenza termica del componente.
Vedendola quindi nell'ottica (come hai scritto te) : Tj = Ta + Pd*Rt , avrò che, pur azzerando (IDEALMENTE) la resistenza termica non riuscirò mai a lavorare a temperature inferiori ad 80°C !! (salvo eventuale smaltimento di calore dovuti a sistemi di raffreddamento esterni). Io STUPIDAMENTE invece mi perdevo perché pensavo di riuscire con un adeguato dissipatore a far lavorare il mosfet a temperature inferiori a 80°C.
Invece non è così perché minimo (se Rt=0) potrei farlo lavorare a 80°C.
Se la temperatura ambiente, per assurdo, fosse pari a Tj = 175° non riuscirei quindi a smaltire più nulla!
Se non ho detto porcate allora ho capito.
Tu poi giustamente hai detto o di utilizzare un dissipatore sotto i 15-20 °C/W, oppure di utilizzare un Mosfet con Rdson inferiore. E anche qui ho capito!
Quindi, se ho una temperatura ambiente di 80°C, io al massimo riesco a raffreddare il mosfet fino a 80°C ma non di meno in quanto l'ambiente rimane costantemente a quella temperatura.
Quindi riepilogando, Tj ovvvero la temperatura di giunzione sarà data dalla temperatura ambiente più il termine Rt*Pd che identifica il calore dissipato per effetto joule dovut alla resistenza termica del componente.
Vedendola quindi nell'ottica (come hai scritto te) : Tj = Ta + Pd*Rt , avrò che, pur azzerando (IDEALMENTE) la resistenza termica non riuscirò mai a lavorare a temperature inferiori ad 80°C !! (salvo eventuale smaltimento di calore dovuti a sistemi di raffreddamento esterni). Io STUPIDAMENTE invece mi perdevo perché pensavo di riuscire con un adeguato dissipatore a far lavorare il mosfet a temperature inferiori a 80°C.
Invece non è così perché minimo (se Rt=0) potrei farlo lavorare a 80°C.
Se la temperatura ambiente, per assurdo, fosse pari a Tj = 175° non riuscirei quindi a smaltire più nulla!
Se non ho detto porcate allora ho capito.
Tu poi giustamente hai detto o di utilizzare un dissipatore sotto i 15-20 °C/W, oppure di utilizzare un Mosfet con Rdson inferiore. E anche qui ho capito!
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Mi permetto di intromettermi...
Dico una cosa che forse ti toglierà l'acqua dal bicchiere o forse no... partendo dal presupposto che la dissipazione di calore avviene solo se esiste scambio termico tra i corpi in questione, e quindi solo se esiste una differenza di temperatura.... immagina il tuo ambiente infinitamente grande e con variazioni di temperatura pressochè nulle ad ogni istante di tempo, quindi a temperatura costante, o per meglio approssimare la realtà diciamo lentamente variabile, senza troppe formule si arriva a logica a dire che tutto quello che si trova dentro l'ambiente sarà appunto alla stessa temperatura.
Siccome il tuo componente, come si dice... "scalda", la sua temperatura è più elevata di quella ambiente, di quanto? dipende... ma non è qui che voglio insistere, troppo "microscopico" e in parte ne avete discusso prima voi. Ordunque, il sunto è che tutto gira attorno allo scambio termico che riesci ad avere... da li poi parti a fare i conti. Spero di non aver fatto confusione, non ho usato formule apposta per i motivi detti sopra e perché volevo solo dare una impostata al "problema" più "pensatoria" che "calcolatoria"...
Ciao, Luca.
Dico una cosa che forse ti toglierà l'acqua dal bicchiere o forse no... partendo dal presupposto che la dissipazione di calore avviene solo se esiste scambio termico tra i corpi in questione, e quindi solo se esiste una differenza di temperatura.... immagina il tuo ambiente infinitamente grande e con variazioni di temperatura pressochè nulle ad ogni istante di tempo, quindi a temperatura costante, o per meglio approssimare la realtà diciamo lentamente variabile, senza troppe formule si arriva a logica a dire che tutto quello che si trova dentro l'ambiente sarà appunto alla stessa temperatura.
Siccome il tuo componente, come si dice... "scalda", la sua temperatura è più elevata di quella ambiente, di quanto? dipende... ma non è qui che voglio insistere, troppo "microscopico" e in parte ne avete discusso prima voi. Ordunque, il sunto è che tutto gira attorno allo scambio termico che riesci ad avere... da li poi parti a fare i conti. Spero di non aver fatto confusione, non ho usato formule apposta per i motivi detti sopra e perché volevo solo dare una impostata al "problema" più "pensatoria" che "calcolatoria"...
Ciao, Luca.
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